Polizze connesse ai mutui: i 10 aspetti da tenere a mente

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Un consumatore informato è un consumatore più tutelato!

Con questa frase esordisce l’Ivass (Organo di Vigilanza sulle Assicurazioni) sulla propria pagina online dedicata ai consumatori. Così vengono definiti gli assicurati. Per la loro tutela, l’ente pubblica le norme più importanti, in campo assicurativo.

Si tratta di norme primarie (leggi, decreti legge o decreti legislativi), di Regolamenti ministeriali e di Regolamenti emanati dall’IVASS che disciplinano le regole di comportamento delle imprese e degli intermediari verso gli assicurati.

Nello specifico si trovano le principali disposizioni che regolano le polizze connesse ai mutui e la loro modalità di vendita. Esse vendute in abbinamento ai mutui hanno lo scopo di fornire al consumatore una copertura assicurativa per l’eventualità che non sia in grado di restituire il mutuo.

Prima di concludere un contratto è importante tenere a mente i 10 aspetti suggeriti dall’Ivass:

• la polizza è facoltativa e non obbligatoria;
• si può decidere liberamente chi nominare come beneficiario della polizza;
• il premio assicurativo di solito si somma al capitale finanziato;
• la durata della copertura assicurativa potrebbe non essere uguale alla durata del finanziamento;
• nel contratto assicurativo potrebbero essere presenti clausole che prevedono franchigie oppure esclusioni, situazioni per le quali l’indennizzo non è dovuto;
• è importante valutare se le coperture offerte sono realmente adeguate alle proprie esigenze e al proprio profilo ;
• verificare con attenzione quale sia la forma assicurativa che viene offerta;
• è importante verificare l’ammontare delle commissioni che le banche e gli istituti finanziari chiedono per vendervi queste polizze;
• è importante analizzare bene il diritto di recesso;
• se si estingue anticipatamente il mutuo o lo si trasferisce presso un altro istituto di credito si ha diritto ad ottenere il rimborso della parte del premio pagato e non goduto.

Alessandro Gaetani

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Carta di credito clonata

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Leggevo ieri su un quotidiano l’ennesima lettera di lamentela per la clonazione di una carta prepagata (in questo caso la Postepay di Poste Italiane, tra le più diffuse).

Truffe.com. Cellulari, internet, bancomat e carte di credito: come difendersi dalle frodi telematiche

Vi riporto quindi un estratto del mio articolo “Pillole operative” pubblicato qualche tempo fa, sull’uso delle carte di credito in genere:

“E per l’uso delle carte di credito e/o bancomat:

  • Mai perderla di vista al momento del pagamento negli esercizi commerciali (al ristorante quella cattiva abitudine di consegnare la carta al cameriere);
  • Controllare sempre l’estratto conto, magari conservando gli scontrini dei pagamenti effettuati nel mese precedente;
  • Nel caso di addebiti impropri o se ci si è accorti della clonazione è bene fare subito la denuncia alle forze dell’ordine indicando le spese che non si riconoscono;
  • Se si usa per acquisti su internet verificare la sicurezza del sito: appare nella pagina un lucchetto sulla parte inferiore dello schermo;
  • Attenzione anche alle mail che si ricevono con link a siti che richiedono di digitare codici e pin su fantomatici siti di banche.”

Proprio quest’ultimo è il cosiddetto phishing, così definito sul Rapporto Clusit 2018: un fenomeno che attraverso tecniche di Ingegneria Sociale (Social Engineering), quindi imitando per aspetto e contenuti messaggi legittimi di fornitori di servizi, richiede di fornire informazioni riservate come il numero della carta di credito o le credenziali d’accesso.
Il livello di verosimiglianza dei messaggi che vengono inviati è così elevato che sta diventando sempre più difficile per l’utente medio notare la differenza tra le mail mandate in una campagna di Phishing e le e-mail inviate legittimamente dai comuni servizi on-line.

Ricordate quindi che, le banche, le poste e gli intermediari finanziari in genere non chiedono mai, via mail, dati, codici e credenziali sui rapporti con essi intrattenuti.

Alessandro Gaetani

Approfondite con le seguenti letture:

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Il “pieno” in contanti

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Distributore
Distributore

I numeri ci dicono che gli italiani sono innamorati del contante.

Visto che solo sulla rete carburanti, annualmente, viene utilizzato il 6% di tutti i contanti spesi in Italia, l’Associazione bancaria italiana e l’Unione petrolifera hanno lanciato una campagna informativa sulla promozione del pagamento elettronico sulla rete distributiva carburanti.

Le due Associazioni condividono infatti l’obiettivo di ridurre l’utilizzo del contante, consapevoli che gli acquisti con carte riducono i fenomeni di illegalità, rapine e furti e garantiscono ai clienti pagamenti sicuri, veloci e tracciati.

Le carte sono comode perché garantiscono il pagamento agli esercenti e consentono un agevole monitoraggio delle entrate e una rendicontazione rapida, un risparmio di tempo nelle operazioni, un maggior controllo delle spese e infine una minore esposizione a furti e rapine.

La campagna, si legge nel comunicato stampa congiunto, è stata realizzata attraverso due infografiche, la prima che illustra i vantaggi del pagamento elettronico per i clienti che si riforniscono di carburanti, e la seconda realizzata in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei gestori, rivolta agli esercenti/gestori.

Alessandro Gaetani

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La crescita economica affonda nell’obesità

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Uno degli ultimi rapporti McKinsey (Società di consulenza, che enumera fra i propri clienti le più grandi aziende, istituzioni e governi del mondo) “Overcoming obesity: An initial economic analysis”, ha trattato il tema dell’obesità mondiale e di come, insieme al sovrappeso incide sul Pil nei vari Paesi (attualmente il 30% della popolazione mondiale è afflitta da questa vera e propria emergenza per l’economia di tutto il mondo).

Fonte Istat

Anche per il nostro Paese l’impatto economico è notevole (il 2,9% del Pil, pari a 48,6 miliardi di euro per cure e investimenti per ridurla). Il fenomeno è aumentato di poco in Italia negli ultimi dieci anni, rispetto ad altri paesi Ocse (fonte: Health Statistics 2014): da 8.6% nel 2000 a 10.4% nel 2012, percentuale calcolata in base ai dati di altezza e di peso auto-riferiti.

L’aumento della prevalenza dell’obesità lascia prevedere un aumento di patologie croniche quali il diabete e le malattie cardiovascolari, con ripercussioni importanti sulla spesa sanitaria futura (nel 2016 era il 45% la percentuale di popolazione italiana tra obesi e in sovrappeso – dati Istat).

Come in molti altri paesi europei, la spesa sanitaria in Italia è diminuita negli ultimi anni, a seguito degli sforzi del governo per ridurre i disavanzi di bilancio nel contesto della crisi economica. In molti paesi OCSE, tra cui l’Italia, una riduzione della spesa farmaceutica ha contribuito alla riduzione complessiva della spesa sanitaria.

In Italia, la spesa farmaceutica è diminuita ogni anno dal 2009, con una riduzione di oltre il 6% in termini reali nel 2012. Tra il 2008 e il 2012, la spesa per i farmaci è scesa del 14% in termini reali.

Si tratta quindi di esercitare campagne di sensibilizzazione sul tema, si legge nel rapporto McKinsey, che bisognerebbe cominciare da una più sana alimentazione, andando a limitare l’assunzione di quei cibi che, se assunti quotidianamente, risultano dannosi per l’organismo e aumentare per esempio le ore di educazione fisica nelle scuole, e il movimento in generale dei cittadini.

Buona passeggiata!

Alessandro Gaetani

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Le Assicurazioni e le innovazioni tecnologiche

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Anche in ambito assicurativo siamo nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica.
Perfino in Italia.

Quanti sanno ad esempio che, in alcuni ambiti come la black box, il nostro Paese è tra i leader a livello mondiale con oltre 7.5 milioni di auto connesse e un tasso di penetrazione di oltre il 20% ancora in crescita?
E che è previsto che le spese delle Compagnie in advanced analytics e intelligenza artificiale aumenteranno globalmente di oltre il 50% nei prossimi cinque anni?

Stiamo parlando di temi, attentamente seguiti dall’Organo di vigilanza (Ivass), che stanno stravolgendo il nostro rapporto con le assicurazioni. E allora ecco che si fanno avanti termini come la cyber insurance, l’utilizzo di device e sensori connessi alla IoT (Internet delle cose). Come pure la blockchain, conosciuta dai più come strato tecnologico alla base dello sviluppo delle monete virtuali (i bitcoin ed esempio) ma che può essere utilizzata anche in ambito assicurativo.

Ne ha parlato, infatti, recentemente Riccardo Cesari (Commissario Ivass) in un suo intervento: “la tecnologia blockchain consente di trasferire informazioni, documenti, ecc. in modo sicuro e interoperabile tra soggetti accreditati dal sistema senza il bisogno dell’intervento di un’autorità che certifichi le transazioni. Ad esempio in ambito assicurativo le sue applicazioni potrebbero riguardare la gestione dei processi tra compagnie assicurative e assicurati (prodotti e modalità distributive innovative come peer to peer insurance o gli smart contratcs”.

Sono contratti in forma digitale validi dal punto di vista legale (se firmati con digital signature legalmente riconosciuta). Un esempio concreto per capirci: Una polizza a copertura del ritardo di un volo aereo verrebbe automaticamente pagata laddove il sistema riceve la notifica dell’avvenuto ritardo da una fonte certa.

Lo stesso Cesari ci conferma che “l’Ivass partecipa ad una sperimentazione sull’utilizzo di blockchain nel settore assicurativo con partner privati. Con un occhio di riguardo per i consumatori affinché ne abbiano reali benefici in termini di maggiore trasparenza e tutela, facilità d’uso e sicurezza nella fruizione di beni e servizi, aumento della concorrenza del mercato”.

Alessandro Gaetani

Fonte: Comunicato stampa Ivass

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Mutuo: un’importante impegno finanziario

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Nel corso del 2017 sul mercato dei mutui si è assistito ad una frenata.

Difatti le erogazioni si sono ridotte del 5%, portandosi a 48,2 miliardi di Euro, in quanto il mercato dei nuovi mutui non è riuscito a controbilanciare la flessione imputabile alla sempre più brusca riduzione della quota di surroghe.

Clicca qui per vedere il cortometraggio: “Accorciare il mutuo e pagare meno interessi”

Non a caso, dal 2018, le banche sono ripartite proprio dalle surroghe delle surroghe.

Ecco allora il suggerimento “principe” per la scelta della tipologia di mutuo (scelta del tasso fisso o variabile, somma anticipo, ecc.):

valutare alcuni fondamentali elementi relativi alla propria situazione famigliare rapportati sempre all’orizzonte temporale e cioè alla durata complessiva del finanziamento che si intende richiedere.

In particolare è necessario tenere in considerazione:

• la sostenibilità della rata e il suo impatto sul budget famigliare: il reddito mensile, decurtato dell’impegno finanziario connesso al pagamento della rata del mutuo e di eventuali altri finanziamenti, deve essere in linea con le esigenze economiche familiari;
• le caratteristiche personali e, in particolare, la possibilità di poter far fronte al rischio aumenti anche sensibili dei tassi e, di conseguenza, dell’importo delle rate;
• la struttura finanziaria del bilancio familiare e le possibili evoluzioni/cambiamenti (tipologia di reddito, prospettive di crescita professionale/reddituale, ecc.);
• i progetti futuri, che possono impattare sulle risorse economiche della famiglia (matrimonio, nascita di un figlio, ecc.).

Indicazioni ancora più valide proprio per il rilevante impegno finanziario che si andrà ad affrontare e per il quale, come ha recentemente stimato l’analisi congiunta di Facile.it e Mutui.it, servono in media quasi 18 anni per ripagare mutuo per l’acquisto della propria casa.

Alessandro Gaetani

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Come incassare un Buono fruttifero postale

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Manuale del Risparmio: Come risparmiare soldi migliorando la propria vita

Il risparmio è importante!

Basta pensare che, nel nostro Paese, la sua tutela ha rilevanza costituzionale.

Infatti, l’articolo 47 della Costituzione Italiana così recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”.

In famiglia si risparmia denaro (impiegandolo in diverse forme) per futuri investimenti, ma anche in modalità precauzionale (tradotto, in caso di necessità).

Per approfondire si segnala l’ultima Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2016 del Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo, scaricabile gratuitamente al link: Indagine sul Risparmio 2016

Buoni fruttiferi postali

Tra gli strumenti di accantonamento del risparmio vi sono i Buoni Fruttiferi Postali (abbr. Bfp). Ma come si procede, se ho bisogno di far fronte a una spesa imprevista, e devo incassare un Bfp? Vediamo come fare.

Prima di tutto il Bpf è rimborsabile in qualsiasi momento presso uno sportello postale e può essere cartaceo o dematerializzato. Nel primo caso è da portare con sé all’ufficio postale, nel secondo bisogna portare il libretto di risparmio nel caso fosse “appoggiato” su tale strumento. Occorre avere il documento d’identità e il codice fiscale.

Kakebo 2017. Il libro dei conti di casa. Il metodo giapponese per imparare a risparmiare

L’operatore eseguirà l’elaborazione a terminale, preregistrando il codice fiscale e facendo apporre la firma di richiesta liquidazione al titolare. Nel caso del Bfp dematerializzato sarà necessario eseguire il prelievo dal libretto/conto di appoggio per avere fisicamente il contante. Non ci sono costi/commissioni da pagare.

Per verificare la correttezza del calcolo di liquidazione da parte dell’operatore, per i Bfp dematerializzati è possibile effettuare sul sito, previa registrazione, la simulazione di liquidazione:Sito Poste

Così facendo si avrà contezza del valore lordo, delle tasse pagate (12,50% sui rendimenti) e del valore netto liquidabile.

Alessandro Gaetani

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Casa, aumentano le compravendite

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Quarto anno consecutivo con il segno più per il mercato immobiliare delle abitazioni.

Nel 2017 il numero di compravendite nel settore residenziale è cresciuto del 4,9% rispetto al 2016.

Milano, Palermo, Firenze e Napoli sono le città che hanno registrato i maggiori rialzi, mentre Bologna è l’unica a mostrare il segno meno. Per quasi la metà degli acquisti di abitazioni effettuati da parte di persone fisiche (circa 260mila) si è fatto ricorso a un mutuo ipotecario, con una crescita del 7,8% rispetto al 2016.

Nel 2017 migliora anche l’indice di affordability (elaborato dall’ufficio studi Abi), che sintetizza l’analisi dei diversi fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento dei tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa ricorrendo a un finanziamento e ne descrive l’andamento. L’indice è aumentato per il quinto anno consecutivo, segnalando quindi una maggiore possibilità per le famiglie di acquistare un’abitazione. Segno che le banche hanno ricominciato a fare credito alle famiglie.

Bene anche il mercato delle pertinenze (+12,4%) e quello di box e posti auto (+3,8%). Le abitazioni locate sono state, invece, quasi 1,4 milioni, in lieve diminuzione (-0,8%) rispetto al 2016. Aumentano, anche se debolmente, gli acquisti delle abitazioni in nuda proprietà (+1,3%).

Nel 2017 il mercato immobiliare residenziale ha registrato 542.480 transazioni, in crescita – come accennato – del 4,9% rispetto all’anno precedente.

I rialzi più accentuati hanno interessato le aree del Nord Ovest (dove si concentra oltre un terzo del mercato nazionale) con un incremento del 5,3% e quelle del Sud, con un +5,8%; una crescita minore ha, invece, caratterizzato l’area del Centro (+3,5%).

È possibile consultare gratuitamente il Rapporto immobiliare residenziale 2018 collegandosi al sito internet dell’Agenzia delle Entrate , sezione Pubblicazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare.

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Italia: nel 2018 più gelati per tutti

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Il mercato mondiale del gelato artigianale vale attualmente 15 miliardi di euro, con una crescita media del 4% l’anno tra 2015 e 2018.

L’Italia, dove il consumo del gelato è per 1/3 industriale e 2/3 artigianale, è il primo paese al mondo in cui si assiste a tale predominio nelle preferenze dei consumatori.

Per l’economia italiana del gelato sono buoni i numeri del settore: 4,48 miliardi di euro il volume di affari della filiera del gelato artigianale Made in Italy, 2,7 miliari di euro il valore dei gelati venduti in Italia nel 2017, 150mila addetti al lavoro nelle 39mila gelaterie italiane.

Questi i dati rilasciati dall’Osservatorio di SIGEP (fiera mondiale del gelato artigianale, organizzata a Rimini da Italian Exhibition Group, prossima edizione 19-23 gennaio 2019) che stima in quasi due miliardi i coni e coppette che gli italiani consumeranno tra maggio e settembre 2018.

Intanto sta dilagando la domanda di gelato artigianale a domicilio. Anche in Italia il Food delivery ha un mercato florido in diversi paese europei, e da qualche anno è diventato un fenomeno sempre più diffuso.

Nelle città, in particolare, c’è voglia di gustarne in famiglia e l’arrivo del caldo sta chiedendo gli straordinari alle società che si occupano di questo servizio: la consegna associa una buona pizza a un gustoso gelato.

Allora, ci vediamo in gelateria o mi invitate a casa vostra per un buon gelato?

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Polizza negozio: con le slot paghi di più

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Gestire un’attività commerciale è una scelta di vita impegnativa.

Ti deve piacere il contatto con il pubblico, devi appassionarti alla merce venduta (per esempio telefonia, abbigliamento, etc. – tutto il non food) o a quella somministrata (nel caso di bar, pizzerie d’asporto, etc. – il food).

Dalla Vetrina al Magazzino. Come Allestire il Negozio, Scegliere gli Addetti alla Vendita e Conquistare i Clienti. (Ebook Italiano – Anteprima Gratis)

Si è però esposti ad alcuni eventi non desiderati. Problematiche derivanti dalla gestione dello spazio commerciale come ad esempio un infortunio di un cliente nel locale, oppure l’esposizione a tentativi di furti e rapine per portar via l’incasso della giornata.

Tutti eventi per i quali è possibile trasferire, tutto o in parte il rischio in capo alle Compagnie di Assicurazioni, sottoscrivendo specifiche polizze sull’esercizio commerciale.

Quando il gioco si fa duro: Dalle slot machine alle lotterie di Stato: come difendersi in un Paese travolto dall’azzardomania

Da alcuni anni però, per effetto della capillare diffusione su tutto il territorio nazionale delle apparecchiature per il gioco d’azzardo elettronico (nel nostro Paese sono presenti circa 400mila slot machine, metà di tutte quelle presenti negli USA), alcune attività commerciali (bar, tabaccherie, etc.) sono diventate dei veri e propri “bancomat” a cielo aperto, dentro cui i malintenzionati si recano per effettuare “prelievi” (i dati più recenti riportano che, in media, una slot rende all’esercente che la istalla nel proprio locale, circa 1500 euro al mese).

SALVADANAIO A FORMA DI SLOT MACHINE FUNZIONANTE A PILE – PER RITIRARE IL DENARO DEVI VINCERE DAVVERO IL JACKPOT – IDEA REGALO

Sulle condizioni generali di una qualsiasi polizza multirischi commercianti si legge che “….la copertura assicurativa furto e rapina garantisce i beni (arredamento, attrezzature, macchinari, merci e Valori) contenuti nei locali ove si svolge l’attività”, come pure “…i guasti di Fissi e infissi e i guasti ai locali causati dagli autori del Furto o della Rapina, anche se solo tentati, compresi gli atti vandalici”.

Ma bisogna prestare attenzione alle maggiorazioni sui premi da pagare e soprattutto agli scoperti previsti in polizza, poiché alcune Compagnie di Assicurazioni, hanno già inserito nelle condizioni, delle penalizzazioni in presenza di apparecchiature per il gioco d’azzardo elettronico (slot machine, etc.).

Pertanto è necessario valutare bene la convenienza all’istallazione delle anzidette apparecchiature, e verificare se la propria Compagnia rientra tra quelle che già applicano le suddette penalità.

Alessandro Gaetani

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