Archivi categoria: Assicurazioni

La digital health insurance

Share

Qui trovi gli strumenti di autocheckup per la tua salute e per risparmiare sulle coperture assicurative!

Esemplare smartwatch
Esemplare smartwatch

Il messaggio pubblicitario dice: “Elegante e facile da usare, lo smartwatch da indossare in tutte le occasioni, dall’ufficio allo yoga, dalla passeggiata al monitoraggio dell’attività cardiaca, diventa un amico da consultare al polso, a metà tra il medico e il personal trainer”.

E’ un esempio di strumento di auto-checkup, facente parte della cosiddetta e-health che indica il complesso di soluzioni e tecnologie informatiche applicate alla salute e alla sanità attraverso il supporto di strumenti informatici, personale specializzato e nuove tecniche di comunicazione medico-paziente.

Oltre al suddetto auto checkup, tre sono i principali settori di sviluppo di queste applicazioni:

  • La telemedicina (l’insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono l’erogazione di servizi sanitari per la cura di un paziente a distanza);
  • il telecontrollo (l’insieme di soluzioni informatiche collegate ad apparati con sensori per l’assistenza in remoto);
  • Il wellness tracking (è il comparto che racchiude strumenti di monitoraggio delle attività fisiche e di allenamento).

E’ avvalendosi di questi strumenti e tecnologie che si sta sviluppando, anche nel nostro Paese, la digital health insurance attraverso soluzioni assicurative innovative e servizi integrati digital oriented.

Alcune Compagnie di assicurazioni hanno lanciato recentemente dei programmi assicurativi, aventi la finalità di premiare chi si tiene in forma attraverso il monitoraggio del movimento, con strumenti tecnologici e tutoring personalizzati.

Per esempio l’assicurato, recandosi in una delle agenzie delle compagnie promotrici, può usufruire di sconti sul premio da pagare sulla polizza salute, abbinandovi un braccialetto elettronico (in omaggio), realizzato da una società specializzata nello sviluppo di queste tecnologie, che consente il monitoraggio di alcuni parametri di benessere.

In altri casi con l’acquisto di dispositivi wireless innovativi (quali ad esempio misuratore di pressione), è possibile usufruire gratuitamente per la durata di 3 anni, della polizza sanitaria individuale base (che copre spese per grandi interventi chirurgici, prestazioni dentistiche, visite specialistiche ecc.).

Alessandro Gaetani

Share

La sanità italiana in evoluzione

Share

sanità

Sanità a pagamento e sanità negata sono due facce della stessa crisi sanitaria del nostro Paese, alle prese con una domanda crescente di sanità da parte di cittadini che invecchiano e che sono sempre più affetti da cronicità” è il quadro che emerge dalla fotografia sull’evoluzione della sanità italiana effettuata nel 2016 dal Centro studi investimenti sociali (Censis).

La mangiatoia: Perché la sanità è diventata il più grande affare d’Italia

In Italia, nel 2015, la spesa sanitaria privata è salita a 34,5 miliardi di euro con un aumento reale di +3,2% rispetto al 2013 ed è cresciuto ulteriormente il numero di italiani che ha dovuto rinunciare o rinviare prestazioni sanitarie in un anno: erano 9 milioni nel 2012, sono diventati oltre 11 milioni nel 2016 (+2 milioni).

Competizione, sostenibilità e qualità: Quale futuro per il welfare sanitario italiano?

Dall’analisi emergono alcune tendenze che connotano il rapporto degli italiani con la sanità in conseguenza dei cambiamenti sui servizi sanitari pubblici: erosione della qualità del Servizio sanitario nella sua componente pubblica e convenzionata; lunghe liste di attesa; ricorso all’intramoenia; ticket sanitari meno convenienti; crescente ruolo della sanità privata.

In estrema sintesi si può dire che l’incubo delle liste di attesa troppo lunghe è il perno esplicativo dei comportamenti sanitari degli italiani di questi ultimi anni; esse obbligano i cittadini a usare il privato e l’intramoenia come porta di accesso accelerato alla cura. È in crescita la domanda di strumenti sanitari integrativi; basti pensare che nel 2014, selezionando un campione di famiglie italiane, si è stimato che 5 milioni di persone sarebbero interessate a conoscere meglio questi strumenti ed eventualmente a sottoscriverli.

Il 5,7% delle famiglie intervistate è già in possesso di un’assicurazione sanitaria privata mentre il 4,6% intende acquistarla in futuro.
Nella graduatoria tra i fattori rilevanti di scelta, da parte dei sottoscrittori di polizza o potenziali tali, figurano in ordine di importanza: rimborso di prestazioni sanitarie effettuate in strutture private; copertura assicurativa dell’intero nucleo familiare; possibilità di tagliare i tempi per le prestazioni; accesso a strutture convenzionate; possibilità di scelta di un ampio ventaglio di strutture di cura.

Alessandro Gaetani

Leggi anche:

La necessita di risistemare i fondi sanitari

Fondi sanitari: cosa succede se perdi il lavoro

La sanità non è uguale per tutti

Share

Assicurazioni: i dati IVASS sui reclami

Share
Dati IVASS
Dati IVASS

LIvass (Organo di Vigilanza sulle Imprese assicurative) ha recentemente pubblicato i reclami ricevuti dalle Compagnie di Assicurazioni
(da quest’anno lo farà annualmente).

I dati sono riferiti alle singole Imprese e comprendono: il numero dei reclami totali per ramo di attività, vita, danni e rc auto ricevuti da tutte le imprese vigilate; il numero dei reclami per milione di premi.

“I reclami dei consumatori nei confronti delle imprese di assicurazione sono una “cartina al tornasole” del livello di qualità dei prodotti e servizi assicurativi.” Questo si legge sul comunicato stampa dell’Ente e dal quale estraiamo qualche dato utile a saperne di più:

Nel 2015 le imprese di assicurazione italiane hanno ricevuto 106.908 reclami (+14,1% rispetto al 2014), il 77% concernente, i rami danni e il 23% a quelli vita (a fronte, rispettivamente, del 78% e 22% del 2014).

Il ramo r.c. auto continua a rappresentare il segmento che genera il maggior numero di reclami (48,8%), per lo più riferiti a ritardi e inefficienze nella gestione dei sinistri.

Nel comparto vita sono riferiti in prevalenza a polizze miste e riguardano soprattutto la fase liquidativa, per ritardi nel pagamento di riscatti, somme a scadenza o caso morte.

I reclami gestiti dalle compagnie sono stati accolti nel 34% dei casi, respinti nel 53% e oggetto di transazione con il cliente per l’8%; il 5% era ancora in istruttoria alla fine del 2015. I reclami accolti sono aumentati nell’anno di 6 punti percentuali. Il tempo medio di risposta ai reclamanti è stato di 21 giorni, in lieve diminuzione rispetto al 2014 (23 giorni) e comunque inferiore al termine regolamentare (45 giorni).

Alessandro Gaetani

Share

Polizza RC Auto: info utili

Share

Con questo articolo, rispondo ad alcuni lettori del mio blog, che mi hanno scritto per avere una panoramica delle ultime novità, in merito alle polizze RC Auto.
Le elenco brevemente:

Attestato di rischio

L’ attestazione sullo stato di rischio è un documento importante perché certifica la situazione assicurativa del proprio veicolo: in essa sono contenuti tra gli altri dati, la classe di merito, e gli eventuali sinistri verificatisi negli ultimi cinque anni.

Il nuovo Regolamento IVASS (Organo di Vigilanza sulle Assicurazioni Private) in attuazione dell’articolo 134 del Codice delle Assicurazioni Private ha introdotto un’importante novità: tutte le informazioni riportate nel documento sono memorizzate in un’apposita Banca dati elettronica accessibile alle Compagnie di Assicurazioni (Dematerializzazione dell’Attestato di Rischio).
A seguito della sostituzione del documento cartaceo con le informazioni memorizzate telematicamente, non sarà più possibile utilizzare l’attestazione del rischio cartacea al momento della sottoscrizione del contratto presso un altro assicuratore.
Sarà la nuova Compagnia di Assicurazioni, infatti a attingere direttamente alla Banca Dati per acquisire tale attestazione. Ogni assicurato può registrarsi nell’area personale del sito della propria Compagnia di Assicurazioni (utile anche a consultare la sua posizione assicurativa e i principali documenti contrattuali), dove troverà il proprio attestato di rischio, tra i documenti concernenti la sua polizza RC Auto, almeno trenta giorni prima della scadenza annuale.
In mancanza della registrazione sul sito della Compagnia di Assicurazioni, resta sempre disponibile la propria agenzia per le necessità di stampare l’attestato telematico, o per riceverlo via mail.


Dematerializzazione del contrassegno

Ho già scritto sull’argomento La dematerializzazione del contrassegno, qui mi limito a segnalare che dal 18 ottobre 2015 non è più obbligatorio esporre il contrassegno cartaceo dell’Assicurazione RC Auto.
Il controllo della copertura assicurativa avviene in via telematica grazie all’ausilio di una banca dati informatizzata che consente di verificare la regolarità dell’assicurazione tramite la rilevazione della targa del veicolo. (Decreto Ministeriale n.110/2013).

Durata del contratto e modalità di disdetta

Il contratto dura un anno e si termina alla scadenza senza necessità di disdetta (Art. 107 bis del Codice delle Assicurazioni Private).
La polizza produce suoi effetti fino alle ore 24 del 15° giorno successivo alla scadenza ma non oltre la data di effetto di un eventuale nuovo contratto per lo stesso veicolo. Per prorogare il contratto di un’ulteriore annualità è sufficiente accettare la proposta di prosecuzione formulata dall’impresa e pagare il nuovo premio.

Pagamento del premio

Per il pagamento del premio RC Auto, è consentito l’uso dei contanti, nel rispetto del limite previsto dalle normative vigenti (relativamente ai contratti RC Auto, la soglia dei € 3.000,00 deve intendersi per singola rata e non sul premio annuale).

Trattamento fiscale

Ho già scritto sull’argomento Rc Auto e Federalismo fiscale, qui mi limito a ricordare che, per effetto del “Federalismo fiscale” le province a statuto ordinario possono variare l’imposta dell’assicurazione RC Auto nella misura massima del 3,5% in aumento o in diminuzione rispetto a quella del 12,5% del premio.
Sul sito internet del MEF www.finanze.gov.it è possibile consultare l’elenco delle province che hanno modificato la suddetta aliquota.

Per altre informazioni, scrivetemi a info@economiafamiliare.it

Come al solito, vi risponderò o direttamente alla mail o, come in questo caso, con un articolo che vale per più lettori.

Vi segnalo alcune letture, utili ad approfondire sugli argomenti trattati nell’articolo:

Come Calcolare Un Preventivo RC Auto

Alessandro Gaetani

Share

Indagine IVASS: le Assicurazioni e le Public Utilities

Share

Amazon Prime: Consegne in 1 giorno lavorativo

E’ terminata lo scorso mese di maggio, l’analisi condotta dall’IVASS (Organo di Vigilanza delle Assicurazioni) sul mercato delle polizze assicurative abbinate ai servizi di erogazione dell’energia (luce e gas) e dell’acqua e i conseguenti interventi di vigilanza adottati a tutela dei consumatori (circa le modalità dell’offerta, l’informazione sull’esistenza della polizza, la possibilità di attivarla in caso di bisogno.)

Il motivo principale dell’analisi è stata la crescente diffusione di pacchetti che abbinano polizze ai servizi di erogazione di luce, acqua e gas e l’alto numero di consumatori interessati.

Queste le dimensioni del fenomeno (dati al 2014):

  • i consumatori in possesso di una polizza abbinata alla bolletta erano 2 milioni;

  • i premi raccolti a partire dal lancio delle offerte (le prime nel 2011) ammontavano a 33 milioni di euro;

  • la maggiore concentrazione di premi (28 milioni di euro) e di assicurati (1,5 milioni) si è verificata nel settore dell’energia (luce e gas).

Mentre le caratteristiche delle polizze sono:

  • nel settore dell’energia: assistenza tecnica presso l’abitazione per guasto agli impianti elettrico (quadro elettrico, interruttore etc.) e del gas (“fuga da dopo il contatore” sulle tubazioni di alimentazione all’interno dell’abitazione) o altro tipo di assistenza (invio d’urgenza di un idraulico, fabbro, tapparellista, vetraio, riparatore elettrodomestici), spese d’albergo in caso di necessità, rimborso delle bollette pagate dall’assicurato in un determinato periodo nei casi di perdita involontaria del lavoro o di intervenuta invalidità/inabilità;

  • nel settore idrico: il rimborso di costi anomali derivanti da perdite occulte di acqua, eccedenti rispetto a percentuali prefissate di consumi medi storici (c.d. franchigie).

Il report continua con la trattazione dei costi sostenuti dagli assicurati, delle modalità di raccolta delle adesioni e di recesso dai contratti, con focus approfondito sulle richieste di indennizzo e percentuali di rifiuto dell’indennizzo – Le richieste di indennizzo sono risultate molto poche in valore assoluto (14.120 su 2 milioni di polizze). L’indice di sinistralità (rapporto tra numero di richieste di indennizzo e numero di polizze) è irrisorio (circa 1%) ed appare sintomatico della scarsa conoscenza dell’esistenza delle polizze da parte dei consumatori e di una informativa poco trasparente in bolletta – .

Infine l’IVASS riporta tre consigli per il consumatore:

  1. se attivi un nuovo rapporto di fornitura di luce, gas, acqua, fai attenzione ad eventuali offerte di polizze assicurative abbinate al contratto principale. Qualunque sia il canale e la forma di presentazione dell’offerta hai diritto di conoscere caratteristiche, natura ed estensione delle coperture, condizioni di polizza, costi, decorrenza e durata delle garanzie, modalità di recesso nonché gli adempimenti previsti per ottenere, in caso di sinistro, il risarcimento;

2. verifica in ogni caso, prima di sottoscrivere il contratto di fornitura, l’eventuale presenza del modulo di adesione alla polizza collettiva o del contratto di assicurazione individuale e accertati dei costi e delle modalità di pagamento del premio;

3. se i tuoi rapporti di fornitura di luce, gas, acqua sono già in corso controlla, rileggendo i documenti che hai conservato ovvero richiedendo informazioni telefoniche all’operatore, se l’offerta a cui hai già aderito comprende una polizza abbinata e se e’ previsto un costo a tuo carico, verifica le modalità di recesso.

E tu sai che hai queste coperture assicurative? Ti sei accorto di aver firmato il modulo di adesione? Sai quando puoi attivarla?

Alessandro Gaetani

Share

Le Polizze vita multiramo: 6 utili consigli per gli assicurati

Share

GUIDA AL RISPARMIO – Risparmiare su Bollette, Assicurazione, Casa… -: Risparmia e vivi una vità più SERENAEducazione AssicurativaHo già scritto qualche articolo sull’argomento. Pertanto, mi viene facile segnalare gli incontri che l’IVASS e le Associazioni dei Consumatori, portano avanti ormai da alcuni anni.

L’ultimo incontro, si è tenuto lo scorso 3 febbraio ed è stato incentrato sulle polizze vita multiramo. Sono quelle polizze, che combinano le vita tradizionali (con garanzia finanziaria da parte dell’impresa) e le polizze unit linked (in cui il rischio di investimento rimane a carico dell’assicurato). In una recente intervista, il Presidente Rossi li ha definiti “prodotti di non facile comprensione per il cliente che potrebbe non essere pienamente consapevole di assumersi una parte del rischio”. Il risultato dell’ultimo incontro è un elenco di sei consigli, con l’obiettivo dichiarato dalle parti, di approfondire la conoscenza di questi prodotti al fine di prevenire situazioni pregiudizievoli per i consumatori.

La parola d’ordine è: Attenzione!

Assicurazione a delinquere: Tutto quello che non sappiamo sulle compagnie assicurative. Confessioni di un insider

  • All’informativa precontrattuale, prendendosi il tempo per leggere bene, a casa, il fascicolo informativo ed evitando di acquistare un prodotto di cui non sono stati compresi i meccanismi;

  • Ai rischi, valutando bene il livello di rischio che si è disposti ad assumere. Le somme investite nella componente finanziaria (unit linked) infatti, non sono garantite dall’impresa di assicurazione e il rischio di investimento resta a carico dell’assicurato;

  • Alle parole, nel fascicolo informativo vengono a volte usati termini come “capitale protetto”, “protezione” fino al 90%, etc. che sembrano indicare che l’impresa si impegna a restituire il capitale, tutto o in parte. Questo perché i termini utilizzati indicano solo l’obiettivo della gestione finanziaria e non una garanzia effettiva;

  • Alle domande per la “profilatura” del cliente, utili all’accertarsi che il prodotto sia adeguato. Tocca all’intermediario rivolgerle al cliente che portano alla classificazione di quest’ultimo come persona con “propensione al rischio: bassa, media, alta, etc.

  • Ai costi, utile a capire quanto dovrà essere la redditività annua che, superando la percentuale di costo applicata, farà ottenere un guadagno.

  • Ai trasferimenti di somme nel corso del contratto, andando a verificare se sono previsti meccanismi di riallocazione del capitale tra le diverse componenti (garantita e non) nel corso della durata del contratto, effettuati automaticamente dall’Impresa.

Alessandro Gaetani

Share

Assicurazioni: a chi inviare un reclamo?

Share

GUIDA AL RISPARMIO – Risparmiare su Bollette, Assicurazione, Casa… -: Risparmia e vivi una vità più SERENA – Edizione 2015

Se si ha un problema con una Compagnia di assicurazione, la prima cosa da fare è inviarle un reclamo.

Ogni Compagnia di assicurazione, infatti, ha un Ufficio Reclami tenuto a esaminare e valutare le lamentele della propria clientela e che deve fornire la risposta entro 45 giorni dalla ricezione del reclamo.

Questo può essere presentato dal contraente, dall’assicurato, dal beneficiario di un contratto di assicurazione o dal danneggiato e dalle associazioni riconosciute per la rappresentanza degli interessi dei consumatori.

Si legge sul sito dell’Organo di Vigilanza www.ivass.it, che se non si riceve la risposta nei 45 giorni oppure non si è soddisfatti della risposta fornita dalla Compagnia di Assicurazioni, è possibile rivolgersi all’IVASS (Organo pubblico di Vigilanza sulle Assicurazioni).

Il reclamo all’IVASS deve contenere una lamentela circostanziata del comportamento che si ritiene irregolare o scorretto della Compagnia di assicurazione. Per la presentazione del reclamo è stato predisposto dall’Ente di vigilanza un modulo da utilizzare per fornire tutti gli elementi necessari alla trattazione dello stesso

Qui trovi il modulo fac-simile di reclamo all’IVASS: scarica il form reclamo

Infatti nel reclamo bisogna indicare:

  • i dati anagrafici del reclamante (nome, cognome, indirizzo postale e se disponibile anche indirizzo PEC e l’eventuale recapito telefonico);
  • l’indicazione dell’impresa di assicurazione di cui si lamenta l’operato; la chiara e sintetica descrizione del motivo di lamentela;
  • copia del reclamo già trasmesso all’impresa e dell’eventuale risposta ricevuta e di eventuali altri documenti utili alla trattazione del caso.

E’ possibile presentare il reclamo all’IVASS tramite:

  • una mail alla casella di posta elettronica certificata: tutela.consumatore@pec.ivass.it;
  • a mezzo fax al numero 06.42133206;
  • e naturalmente a mezzo posta all’indirizzo IVASS Servizio Tutela del Consumatore Via del Quirinale, 21 00187 Roma.

Attenzione però, se il reclamo riguarda polizze di assicurazione finanziarie (Unit linked e Index linked) il riferimento è la Consob (via G.B. Martini, 3 – 00198 Roma – www.consob.it), se riguarda le forme di previdenza complementare (fondi pensione) il riferimento è la Covip (via in Arcione, 71 – 00187 Roma – www.covip.it).

Alessandro Gaetani

Divertiti con questo libro:

Share

Pensioni INPS: Il rapporto Worldwide

Share

Come essere felici in pensione (in una seduta)

E’ stato recentemente presentato, dal Presidente dell’INPS Tito Boeri, il rapporto Worldwide INPS dal titolo “Tre verità su immigrazione, emigrazione e spesa sociale”.

Infatti, sono tre i temi trattati: gli immigrati che versano contributi in Italia e poi rientrano al paese d’origine senza farsi (o senza potersi far) liquidare pensioni dall’Inps, la fuga dei pensionati italiani e il pagamento dell’assistenza fuori dall’Italia.

Vediamo i contenuti salienti:

  1. le persone con cittadinanza non italiana nate prima del 1949 (ultra 66enni e tre mesi), con contribuzione Inps, che non hanno sin qui ricevuto (loro o superstiti) prestazioni previdenziali Inps e non hanno ricevuto rimborso della decontribuzione, sono 198.430 (su 927.448, quindi il 21%). Hanno versato contributi che, capitalizzati in base alle regole del contributivo, valgono oggi oltre tre miliardi di euro. E’ un fenomeno in crescita anche se per i nuovi iscritti dal 1996 non è più richiesta anzianità contributiva minima per accedere alla pensione di vecchiaia a sessantasei anni (più i mesi di adeguamento alla speranza di vita).
  2. Ogni anno aumenta il numero di pensionati italiani che emigrano e si fanno pagare la pensione all’estero. Dal 2003 al 2014 sono un totale di 36.578 persone. Questo fenomeno erode la base imponibile. Molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia (con effetti quindi anche sulla tassazione indiretta). Il fenomeno non è compensato da flussi in ingresso di pensionati INPS che rientrano (24.857 dal 2003 al 2014).
  3. Italia è uno dei pochi paesi a riconoscere la portabilità extra-UE della parte non-contributiva delle pensioni (nell’ambito dell’UE questa opzione non è più data in virtù dei regolamenti comunitari). Paghiamo così integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali a persone che vivono e pagano le tasse altrove, riducendo il costo dell’assistenza sociale in questi paesi. Mentre in Italia non abbiamo una rete di assistenza sociale di base.

Per approndire:

Il rapporto completo

La sintesi del rapporto

La presentazione del Presidente inps Tito Boeri

Alessandro Gaetani

Share

RC Auto: il contrassegno si è dematerializzato!

Share

Domenica scorsa è entrato in vigore l’articolo 31 della legge 27/2012 “Contrasto della contraffazione dei contrassegni relativi ai contratti di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore su strada” così come definito dal Regolamento di attuazione D.M. 110/2013.

Semplificando cosa vuol dire?

Stiamo parlando della dematerializzazione del contrassegno RC Auto.

Pertanto la norma suddetta prevede la cessazione dell’obbligo di esposizione del contrassegno assicurativo non più utilizzabile per dimostrare l’esistenza e la validità della copertura assicurativa.

Quali sono dunque le novità introdotte?

Dal 18 ottobre 2015 le Compagnie di Assicurazione hanno l’obbligo di comunicare telematicamente alla banca dati ANIA presso la Motorizzazione Civile, l’accensione di una copertura assicurativa.

Infatti da tale data la validità della copertura è determinata dalle risultanze della predetta banca dati.

Cosa cambia per il cittadino assicurato?

Il contrassegno perde validità ai fini assicurativi e cessa l’obbligo dell’esposizione.

L’accertamento della copertura assicurativa avviene tramite dispositivi elettronici di controllo a distanza che leggeranno le targhe dei veicoli e ne verificheranno la copertura in tempo reale nella banca dati.

In caso di mancato aggiornamento della banca dati, esistenza della copertura può essere dimostrata mediante una ricevuta di pagamento del premio, che prevale sulle prevale sulle risultanze della banca dati.

Può verificare gratuitamente lo stato di copertura di qualsiasi veicolo accedendo alle banche dati ufficiali e certificate del sito del Ministero dei Trasporti (www.mitgov.it) e del Portale dell’Automobilista (www.portaledellautomobilista.it).

Segnalo inoltre che, alcune Compagnie di Assicurazioni hanno affiancato a tale controllo anche la possibilità di consultare le App (applicazioni) che in caso di incidente consentono di verificare gratuitamente e in tempo reale se un veicolo è assicurato, semplicemente inserendone il numero di targa.

Cosa non cambia?

Restano invariati sia la Carta Verde che il Certificato di Assicurazioni da tenere in auto.

Alessandro Gaetani

Puoi approfondire sull’argomento con le seguenti letture:

Share

La necessità di “risistemare” i Fondi sanitari

Share

La sanità in Italia

Il Sistema Sanitario Italiano (Ssn) è un impianto articolato, fondato sulla centralità pubblica e su principi d’insieme (universalità), organizzato su diversi livelli di responsabilità e amministrazione (Governo centrale, Regioni, etc.), con un’accentuata differenziazione territoriale nella qualità ed efficienza delle prestazioni (sull’intero territorio nazionale “a macchia di leopardo”). L’assetto complessivo presenta aspetti positivi – l’Italia è tra i paesi con le minori disuguaglianze nello stato di salute generale della popolazione – e punte di eccellenza, ma anche gap da colmare e sfide ineludibili, come ridurre i tempi di attesa e fenomeni di razionamento delle cure, o come far fronte all’incremento dei bisogni sanitari causati dall’invecchiamento della popolazione.

Diversi esperti sostengono che è necessario definire una struttura sostenibile e una nuova universalità “selettiva” che garantisca le prestazioni indispensabili e incondizionate per determinate fasce di popolazione, riguardo alle quali il presidio pubblico deve rimanere centrale, e ampliando l’ambito d’intervento delle forme sanitarie integrative, con riferimento alle prestazioni alle quali già oggi si ricorre in maniera rilevante mediante spesa “di tasca propria”.

La mangiatoia: Perché la sanità è diventata il più grande affare d’Italia

Nell’attuazione di questo programma, il riordino delle forme integrative rappresenta un passaggio fondamentale. L’assetto attuale è caratterizzato dalla presenza di diversi operatori con servizi, standard di trasparenza e tutele verso gli iscritti non sempre confrontabili tra loro. (Sono circa dieci milioni gli italiani iscritti a una forma di sanità integrativa. Nel 2014 raccolti premi assicurativi per oltre 2 miliardi di euro).

Foto slide Welfare Day 2015
Foto slide Welfare-Day-2015

L’ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative) in un suo recente paper ha evidenziato che per rendere il mercato più efficiente, promuovendo un’effettiva competizione, “è necessario innanzitutto allineare, come è avvenuto per la previdenza, gli incentivi fiscali a favore dell’assistenza integrativa, correggendo un’asimmetria che attualmente penalizza i prodotti assicurativi e, in generale, le forme individuali di copertura”.

Competizione, sostenibilità e qualità: Quale futuro per il welfare sanitario italiano?

É poi indispensabile, aggiunge l’ANIA, definire precisi standard gestionali e un assetto armonizzato di regole e controlli per dare garanzie a quanti si rivolgono a strutture private per quelle prestazioni non erogate dal SSN”.

Alessandro Gaetani

Share