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“Accorciare il mutuo e pagare meno interessi” Il cortometraggio

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Da un diplomato geometra con studi in materie economiche, che mastica di costruzione immobili dall’età di 8 anni, in quanto figlio di un carpentiere edile che ha costruito le strutture portanti di case, palazzi e alberghi, non ci si poteva aspettare che un approfondimento sui mutui. Nel caso specifico sulla surroga del mutuo.

La locandina

Infatti, i dieci anni della Legge 40/2007 hanno “sbloccato” nel nostro Paese il mercato della portabilità del mutuo per i cittadini mutuatari (la surroga era prevista già dal nostro Codice Civile all’art.1202).

E’ una delle cosidette “lenzuolate di liberalizzazioni” messe in atto dall’allora Ministro alle Attività produttive Pierluigi Bersani, che ha dato la possibilità di surrogare il proprio mutuo senza affrontarne i costi (notaio, perizia immobiliare, etc.) trasformando i sottoscrittori di mutuo in una sorta di “speculatori” finanziari alla ricerca di un guadagno economico.

Ma non tutti i potenziali beneficiari, hanno approfittato di tale opportunità.

Infatti alcuni lettori del mio blog Economiafamiliare.it mi dicono che, per pigrizia, per mancanza di tempo e/o voglia di “darsi da fare”, hanno perso denaro, nel decennio che ha visto i tassi d’interesse scendere, forse come non mai!

Stiamo parlando della riduzione della durata del mutuo, del pagamento di meno “quota” interessi, anche grazie al ricalcolo sul debito residuo che, nel frattempo, è visibilmente diminuito.

Allora, anche per quest’ultimi ho voluto “celebrare” il decennale della legge 40/2007 raccontando in un cortometraggio (unico in Italia ad averlo fatto) la storia che mi ha riferito un lettore del mio blog, per il quale ho usato il nome di fantasia Alfonso, (come pure di fantasia e il nome di Chiara l’addetta dell’ufficio mutui e della Banca Italiana Mutui, che non esiste.

Clicca qui per vedere il cortometraggio: “Accorciare il mutuo e pagare meno interessi”

In questo caso specifico le tempistiche bancarie, previste dalla suddetta legge sono state rispettate.

E’ andata per le lunghe solo la parte preliminare (da qui il riferimento al darsi da fare) che non ha comunque scoraggiato Alfonso.

Mi auguro quindi che, la storia di Alfonso alle prese con la seconda surroga del suo mutuo, sia utile, che spinga tutti a condividerla con altre persone interessate, affinchè possano essere stimolate a darsi da fare per averne un guadagno economico. I dialoghi e la narrazione sono stati molto semplificati, proprio per dimostrare la facilità di accesso alla surroga del mutuo.

Le parole chiave del cortometraggio sono:

Storia, Condivisione, Facilità, Emozione, Visibilità, Informazione

Buona Visione!

Alessandro Gaetani

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Alfonso: il surrogatore seriale di mutui

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www.mutuionline.it

MUTUO SENZA SEGRETI: Tutti i segreti per risparmiare sul tuo MUTUO casa – Ideale se stai per fare un MUTUO o ce l’hai già

Questo post di Educazione finanziaria racconta l’esperienza del cittadino Alfonso alle prese con la II^ surroga del mutuo (Legge n° 40 del 2 aprile 2007 – cosiddetta Legge Bersani).

Alfonso decide di recarsi alla Banca Italiana Mutui (nome di fantasia), perché stuzzicato dalla pubblicità esposta in vetrina (l’addetta ai mutui si chiama Chiara).

Giorno 1

A: Buongiorno Signorina Chiara sono passato per avere informazioni circa le vostre proposte di surroga del mutuo.

C Buongiorno a Lei Sig. Alfonso, per procedere è necessario che lei mi porti la documentazione elencata in questo foglio, appena è in possesso di tali documenti ritorni che le facciamo una proposta.

A: Perfetto la ringrazio. Ci vediamo presto. Le auguro una buona giornata!

C: Altrettanto a lei Sig. Alfonso. Buona giornata.

Giorno 2

A: Buongiorno Signorina Chiara sono passato per consegnarle la documentazione.

C Buongiorno a Lei Sig. Alfonso, molto bene (da un’occhiata veloce e leggermente infastidita dice) ah ma lei ha già surrogato una volta non me l’aveva detto l’altro giorno (i cosiddetti surrogatori seriali sono malvisti dalle banche, perché sono considerati clienti poco fedeli). Va bene le faremo sapere quando avvieremo la procedura.

A: Si grazie e comunque la legge non vieta di fare più di una surroga. A ogni modo attendo sue notizie. Buona giornata

C: Altrettanto a lei Sig. Alfonso. Buona giornata.

Alfonso in pochi giorni, ha consegnato la documentazione richiesta. Chiara gli ha subito segnalato le tempistiche un po’ lunghe della prima analisi della documentazione, ma ha pure tranquillizzato Alfonso dicendogli che le condizioni pubblicizzate sarebbero state valide fino alla fine dell’anno.

Dopo 30 giorni Alfonso riceve una telefonata da Chiara con la quale gli richiede un documento aggiuntivo catastale (prontamente fornitogli da Alfonso a mezzo mail). Un’ora dopo Alfonso riceve una mail da Chiara che lo ringrazia per il documento fornito, ma gli segnala che in procedura a suo carico risultano precedenti pregiudizievoli. Al che Alfonso un po’ confuso per l’accaduto ha prontamente risposto con una mail nella quale spiegava di non essere mai stato nella Città in cui vi erano presunte pendenze a suo carico. La risposta di Chiara via mail è stata che avrebbero richiesto un controllo più approfondito.

Passati altri 20 giorni senza ricevere segni di vita dalla Banca, Alfonso scrive una mail in cui chiede notizie circa l’esito di questo “controllo approfondito”. Dopo tre giorni riceve una mail da Chiara in cui si dice che il controllo approfondito ha avuto esito negativo e che la settimana successiva si sarebbe fatta sentire perché si poteva andare in Delibera.

Di settimane ne son passate quasi altre due e ancora nessun contatto da Chiara verso Alfonso che, spazientito dalla lungaggine che la pratica ha preso, decide di scrivere una mail richiedendo a Chiara un cortese aggiornamento sulla suddetta pratica e scopre così che è proprio il giorno dell’inizio delle ferie di Chiara (dalla lettura della mail “out of office” ricevuta – Qui Alfonso, in attesa del rientro al lavoro di Chiara, con la maglietta del surrogatore seriale che non molla, decide di andare a correre per tutte le mattine per i successivi 15 giorni).

A rientro dalle ferie, Chiara scrive una mail ad Alfonso, in cui gli comunicava una veloce verifica della pratica che, in sua assenza, era stata seguita da una sua collega. Qualche giorno dopo, Chiara comunica a Alfonso di aver dato l’incarico alla Società addetta alle perizie, avvisandolo che sarà contattato da quest’ultima per l’appuntamento con il perito.

Fatta la perizia, Alfonso rimane perplesso sulla valutazione commerciale che gli ha comunicato il perito (al sopralluogo l’anziano geometra è preciso e pignolo con macchina fotografica al seguito e metro di ordinanza). Al ricevimento della perizia, Chiara conferma ad Alfonso che gli comunicherà prossimamente, la data fissata per l’atto notarile.

E così, finalmente, dopo circa sei mesi, arriva il giorno della surroga del mutuo (Ad Alfonso, non gli sono mai piaciuti, i silenziosi e seriosi uffici dei Notai).

Scambio degli assegni tra i due referenti delle banche (l’uscente e l’entrante) lettura del contratto da parte del Notaio e via con il balletto delle firme (con le carte che girano sul tavolo in cerca dell’autografante).

Stretta di mano per tutti e via a festeggiare questo nuovo successo finanziario (Alfonso offre il pranzo ai suoi amici raccontando la lunga esperienza appena conclusa).

Obiettivi raggiunti

accorciamento del mutuo e minori interessi da pagare.

Alessandro Gaetani

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I Mutui si possono sospendere

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1^ Casa
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Il mutuo ideale. Guida pratica alla scelta del mutuo più conveniente. Con aggiornamento online
In tempo di crisi, come quello che stiamo vivendo ormai dal 2007, può capitare di perdere il posto di lavoro.

Pertanto ci si ritrova con una mancanza di reddito, che mette in difficoltà la famiglia nell’onorare i propri impegni finanziari.

Operativo dal 2015, entra in gioco l’accordo sottoscritto nel 2015 dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori), che ha l’intento di ampliare le misure di sostegno alle famiglie in difficoltà attraverso la sospensione della quota capitale dei finanziamenti a medio e lungo termine.

L’accordo prevede che la clientela, in possesso dei necessari requisiti, possa richiedere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutui e finanziamenti per gli anni dal 2015 al 2017.
Questo è il miglior ebook sui mutui
Qui, ci soffermiamo sui mutui garantiti da ipoteche, su immobili destinati ad abitazione principale.

Al fine di evitare sovrapposizioni con il Fondo di Solidarietà, attualmente in vigore, la richiesta di sospensione per questi ultimi è richiedibile solo al verificarsi del seguente evento (con riferimento ad uno dei cointestatari del mutuo entro due anni dalla data della richiesta): Sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (ad esempio CIG, CIGS, cd ammortizzatori sociali in deroga, nonché analoghe prestazioni di fondi di solidarietà di cui all’art.3 della Legge 28 giugno 2012 n. 92, contratti di solidarietà, altre misure di sostegno del reddito).


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I soggetti interessati, in possesso dei requisiti richiesti, possono quindi recarsi presso il proprio Istituto di Credito, per richiedere tutte le informazioni riguardanti costi, tempi e modalità operative, ricordando che non sono previsti costi e/o commissioni aggiuntive per l’istruttoria della pratica di sospensione.

Alessandro Gaetani

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Giovani coppie: cresce il ricorso al Fondo Casa

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1^ Casa
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Al fine di favorire l’accesso al credito da parte delle famiglie per l’acquisto e l’efficientamento energetico della casa di abitazione, la legge di Stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 48, lett. c), aveva istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo di garanzia per i mutui per la prima casa.

Grazie al Fondo, è lo Stato a offrire ai cittadini garanzie per l’accensione di mutui ipotecari per l’acquisto – ovvero per l’acquisto e per interventi di ristrutturazione e accrescimento di efficienza energetica – di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale prima casa.


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Il Fondo, aveva una dotazione finanziaria iniziale di circa 650 milioni di euro, ipotizzava l’attivazione di circa 20 miliardi di euro di nuovi finanziamenti (www.dt.tesoro.it). Esso prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari (fino a 250.000 euro) in particolare a giovani coppie, e, rappresenta un fondamentale esempio di collaborazione tra Banche e Istituzioni, a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi ma aspirano ad acquistare l’abitazione principale. A ora hanno aderito 142 banche (rappresentando più del 70% in termini di sportelli bancari). La lista è consultabile presso il sito del Gestore Consap (Consap).

In un recente comunicato stampa dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) si legge che “tra febbraio e ottobre 2015 sono ammontati a 304 milioni di euro i nuovi mutui garantiti e altri 34,5 milioni in fase di erogazione, per un totale di 338,5 milioni di euro”.

Pertanto, anche il Fondo ha contribuito alla crescita del mercato dei mutui per l’acquisto di immobili, che ha avuto un’impennata, nei primi dieci mesi del 2015, del +94,3% rispetto al medesimo arco temporale del 2014.

Alessandro Gaetani

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Surroga del mutuo: vi sarà un mezzo passo indietro?

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Con l’occasione del boom che stanno vivendo le surroghe dei mutui nel 2015 (l’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 8 mesi del 2015, a circa il 29% Fonte ABI), torno a parlare dell’opportunità fornita ai mutuatari di provare a chiedere a una banca di subentrare all’Istituto che ha erogato il finanziamento originario, per avere un tasso diverso (possibilmente più basso) e magari di una durata diversa (possibilmente più corta).

Il tutto, grazie alla cosiddetta Legge Bersani del 2007, senza spese (perizia, istruttoria, notaio, etc.), nè penali di estinzione.

La nuova banca subentra in tutte le garanzie reali e personali accessorie al credito cui la surrogazione si riferisce e la stessa surrogazione comporta il trasferimento del contratto alle condizioni stipulate tra il cliente e la nuova banca con esclusioni di penali o altri oneri di qualsiasi natura, né possono essere chieste al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo finanziamento, per l’istruttoria e per gli accertamenti.

Focalizziamoci in questo momento sulla penale per l’estinzione che dall’entrata in vigore della Legge Bersani non si paga più in nessun caso.

Infatti, a livello europeo vi è una nuova direttiva (Mortage credit directive) che prevede che i singoli Stati possono stabilire un “indennizzo” per la Banca in caso di costi dovuti al rimborso anticipato del mutuo.

Consiglio pertanto di seguire l’evoluzione del percorso di recepimento da parte dell’Italia, che dovrà farlo entro il 31 marzo 2016.

Occorrerà quindi prestare attenzione che il cosiddetto indennizzo (qualificato nella direttiva come “equo e non eccessivo”) valga o no per i mutui già in essere o solo per quelli di nuova stipula, e quali saranno le regole attraverso le quali tale direttiva europea sarà introdotta nel nostro Paese.

Tenendo anche presente che prima della Legge Bersani vi erano penali pari al che andavano dall’1% al 2% dell’importo rimborsato anticipatamente.

1^ Casa
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Alessandro Gaetani

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Patto Abi/Consumatori “Crediamoci!”

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Nell’ultimo numero di ABINews (la newsletter mensile dell’Associazione Bancaria Italiana) si riportano i dati salienti del protocollo d’intesa siglato tra la stessa Abi e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Casa del consumatore, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale dei consumatori).

Reinventare i servizi finanziari. Cosa i consumatori si aspettano dalle banche e dalle assicurazioni del futuro

“Credito alle famiglie nel mercato bancario europeo: con ‘CREDIamoCI’ un nuovo impegno comune di ABI e delle Associazioni dei consumatori a fronte dell’attuale contesto economico e normativo Ue.”

È questa la piattaforma del suddetto protocollo che si propone di aumentare ulteriormente gli ambiti di collaborazione e dare nuove soluzioni, o consolidare iniziative in corso, per l’accesso al credito, il sostegno alle famiglie in difficoltà e la consapevolezza dei consumatori.

Interessanti sono gli argomenti trattati in relazione al sostegno alle famiglie utile a “Rafforzare gli strumenti esistenti per sostenere il pagamento delle rate dei finanziamenti nei momenti di difficoltà del mutuatario (es. iniziative di legge quali Fondo di solidarietà per i mutui per la prima casa); promuovere su tutto il territorio nazionale visure standard di sospensione dell’ammortamento in favore delle popolazioni colpite da eventi di natura calamitosa (es. terremoti, alluvioni, etc.) nell’ottica di intervenire tempestivamente nei casi di emergenza ed evitare interventi differenziati a livello regionale; promuovere misure di sostegno per le famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate di alcune tipologie di credito al consumo. Si tratta di misure innovative non ancora sperimentate in questo mercato.”

Mutande di ghisa: Dalla banca al supermecato: come evitare i pessimi “consigli per gli acquisti” del nostro cervello (SAGGI ITALIANI)

Infine in merito alla consapevolezza del consumatore viene sottolineata la necessità di “Incrementare la consapevolezza del consumatore nella scelta dei prodotti di credito e/o servizi accessori in termini di costi complessivi, rischi assunti (ad es. di credito e di mercato), valorizzando trasparenza e semplicità.”

Segnalo che, è possibile iscriversi alla versione elettronica della newsletter dell’ABI, facendone richiesta a: abinewsonline@abi.it.

Alessandro Gaetani

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Migranti: in Italia sempre più bancarizzati

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Migrazioni e migranti

E’ stato presentato recentemente dall’ABI (l’Associazione Bancaria Italiana, il cui Presidente attuale è Antonio Patuelli, eletto per acclamazione nel 2013, dopo che Giuseppe Mussari aveva lasciato per le polemiche sullo scandalo derivati del Monte dei Paschi di Siena), l’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti.

Quest’ultimo è un progetto pluriennale nato dalla collaborazione tra l’ABI e il Ministero dell’Interno, e gestito dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale), che intende fornire uno strumento di analisi e monitoraggio costante e organico del fenomeno dell’inclusione finanziaria dei migranti. Quest’ultima va di pari passo con il processo di integrazione nel Paese.

L’ultima rilevazione Istat quantifica circa 5 milioni di immigrati residenti in Italia, per i quali alla graduale stabilizzazione dal punto di vista familiare, abitativo e lavorativa si accompagna l’evoluzione dei bisogni finanziari.

L’indagine presenta molti indici di “familiarità” con la banca. Ecco che allora ritroviamo oltre 2,5 milioni di conti correnti intestati a cittadini immigrati delle 21 nazionalità considerate nell’ultima indagine dell’Osservatorio (Dicembre 2013).

Se il conto corrente assume il ruolo di punto di accesso per il processo di inclusione finanziaria, secondo l’indagine, a riguardo dei migranti non titolari di conto corrente, risultano 1,1 milioni le carte con Iban e carte PostePay offerte da BancoPosta (a fine 2012 un cittadino immigrato su tre senza conto corrente era titolare di queste carte).

I provenienti dall’America Latina e a seguire di origine europea e africana, sono le comunità che mostrano una maggiore familiarità con la banca.
In generale il migrante, si dimostra un cliente “evoluto” poiché utilizza, circa sei prodotti bancari (custodia del risparmio, mezzi di pagamento, gestione attiva del proprio patrimonio, etc.).

Un immigrato su due utilizza libretti di risparmio (bancari e postali), mentre emerge una forte diffusione degli strumenti di pagamento (banco/postamat).

Grazie. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti

Anche l’uso del web è diffuso, infatti, dal 2010 al 2013 è più che raddoppiata la percentuale di migranti bancarizzati che utilizza i servizi di internet banking.

Alessandro Gaetani

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La vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane

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Tra il 2005 e il 2011 è aumentata la percentuale d’italiani che detenevano un debito di almeno 75 mila euro.
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Dal Prestito Personale alle Carte di Credito. Come Ottenere un Prestito e Gestire i Tuoi Soldi Senza Rischi per il Portafogli. (Ebook Italiano – Anteprima Gratis)
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Il motivo è dovuto principalmente al rallentamento del rimborso del debito.
Tale rallentamento è stato più accentuato per le famiglie appartenenti alle fasce di reddito medie e basse.
Gli autori del paper “La Vulnerabilità finanziaria: un’analisi per classi di reddito” pubblicato sul sito di Banca d’Italia, nella Collana Questioni di Economia e Finanza, hanno stimato che l’instabilità del reddito accresce l’insorgenza di difficoltà finanziarie.

Le difficoltà delle famiglie nel rimborsare il debito hanno conseguenze sia per i singoli sia a livello aggregato.
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Microcredito e inclusione. I prestiti alle famiglie e alle imprese non bancabili
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Infatti, se per i primi la sofferenza finanziaria può costargli la negazione futura di accesso al credito (vedi la segnalazione Centrale Rischi*), a livello aggregato (macroeconomico) può costituire un danno alla stabilità finanziaria generale (si pensi alla mancata restituzione del denaro ai prestatori).

Dai dati contenuti nel paper, si evince che quest’ultimo rischio è stato contenuto grazie all’elevata concentrazione del debito presso le classi di reddito più ricche, poiché i nuovi indebitati del periodo suddetto appartenevano ai decili di reddito più elevati.

Alessandro Gaetani

*La Centrale dei Rischi (CR) è un sistema informativo sull’indebitamento della clientela verso le banche e le società finanziarie (intermediari). Gli intermediari comunicano mensilmente alla Banca d’Italia il totale dei crediti verso i propri clienti: i crediti pari o superiori a 30.000 euro e i crediti in sofferenza di qualunque importo. La Banca d’Italia fornisce mensilmente agli intermediari le informazioni sul debito totale verso il sistema creditizio di ciascun cliente segnalato. I dati della CR sono riservati. Chi vuole conoscere la propria posizione presso la Centrale dei Rischi può rivolgersi alle Filiali della Banca d’Italia. Per la correzione di eventuali errori nelle segnalazioni, l’interessato deve rivolgersi direttamente all’intermediario (Fonte: Banca d’Italia).

Ottenere un prestito al consumo o in banca non è una cosa semplice e immediata, soprattutto perché il sistema creditizio ha alzato le barriere di accesso. Questa agevole guida finanziaria spiega quali errori evitare per veder accettata la propria richiesta senza tentennamenti. Scopri come presentare la tua richiesta e come difenderti dalle banche per ottenere un prestito che sia davvero adatto alle tue esigenze:

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La condizione economica delle famiglie italiane

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Pubblicati recentemente i risultati dell’indagine Bankitalia sui redditi e la ricchezza delle famiglie italiane al 2012.

Ricchezza familiare
Ricchezza familiare

Questi i dati estratti dal comunicato:

Il reddito equivalente (una misura pro-capite che tiene conto della dimensione e della struttura demografica della famiglia) è stato in media pari a circa 17.800 euro (1.500 euro al mese).

L’indicatore è superiore per gli individui laureati, i dirigenti e gli imprenditori, mentre gli operai i residenti al Sud e i nati all’estero presentano valori medi inferiori.

In posizione intermedia si collocano gli impiegati, gli altri lavoratori e i pensionati.

Tra il 2010 e il 2012 il deterioramento delle condizioni economiche, in termini di reddito equivalente fatta cento la media generale, è stato più accentuato per i lavoratori indipendenti rispetto a quelli dipendenti e delle persone in condizione non professionale.

Solo l’indice relativo ai pensionati è in salita, la flessione ha riguardato tutte le classi d’età tranne gli anziani.

Nell’arco del passato ventennio il reddito equivalente degli individui anziani è passato in termini relativi dal 95% al 114% della media generale.

La quota di individui poveri, convenzionalmente identificati da un reddito equivalente inferiore alla metà della mediana osservata in ciascun anno (povertà relativa) è risultata pari a circa il 14,1% con punte del 24,7% nelle regioni del Sud.

La ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie ( depositi, titoli di stato, azioni, etc.) al netto delle passività finanziarie (mutui ed altri debiti) presenta un valore mediano pari a 143.300 euro.

Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta familiare totale (45,7% nel 2010).

La quota di famiglie con ricchezza negativa è aumentata al 4,1%, dal 2.8% del 2010.

L’indebitamento è più diffuso tra le famiglie a reddito medio alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio.

Ci si indebita principalmente per l’acquisto e la ristrutturazione della casa.

Le condizioni di vulnerabilità finanziaria identificate dala presenza congiunta di una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30% del reddito e da un reddito monetario inferiore alla mediana riguardano circa il 13,2% dei nuclei indebitati e il 2,6% del totale delle famiglie. Il fenomeno appare in aumento rispetto al passato.

Alessandro Gaetani

Per approfondire segnalo le seguenti letture:


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La sospensione del mutuo 1^ casa

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La crisi che stiamo vivendo dal 2007 possiamo dividerla, in ordine di comparsa, in tre parti: finanziaria, economica e occupazionale.

Quest’ultima è quella che vede le aziende in difficoltà costrette, a far ricorso, quando possibile, agli ammortizzatori sociali (es. cassa integrazione) e nei peggiori casi a licenziare e a chiudere del tutto l’attività. Così ci si ritrova con il lavoratore in disoccupazione.

Questo significa riduzione delle entrate in famiglia e contrazione delle uscite.

Per i lavoratori italiani l’uscita più importante è il mutuo con il quale si è acquistata la casa che si abita (la cosiddetta prima casa).

1^ Casa
1^ Casa

Qui entra in gioco la possibilità di sospendere, per un massimo di diciotto mesi, il pagamento dell’intera rata di mutuo grazie al “Fondo solidarietà mutui prima casa” che provvede al pagamento degli oneri finanziari, pari agli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione, escluso lo spread applicato dall’Istituto di credito erogante.

La sospensione è prevista per mutui erogati di importo non superiore a 250mila euro, pagato da almeno un anno, e con l’indicatore ISEE del titolare del mutuo non superiore ai 30mila euro.

Non sono previste commissioni e/o spese di istruttoria.

Si può richiedere la sospensione al verificarsi di uno dei tre casi previsti:

Cessazione del rapporto di lavoro subordinato;

Cessazione del rapporto di lavoro di cui all’art. 409, n.3 del codice di procedura civile;

Per morte o riconoscimento di grave handicap con invalidità civile non inferiore all’80 per cento.

In presenza di mutuo cointestato, tali eventi possono riferirsi anche ad uno solo dei mutuatari.

Le richieste di accesso al beneficio della sospensione vanno presentate presso la banca erogante che trasmette il tutto alla Consap (sul sito www.consap.it è possibile approfondire l’argomento e le limitazioni alla possibilità di sospensione), quest’ultima verificati i presupposti rilascia il “nulla osta” per la sospensione del pagamento delle rate di mutuo, che a sua volta la banca comunicherà all’interessato.

Alessandro Gaetani

Puoi saperne di più sui mutui, leggendo i seguenti libri:

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