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La payvolution in famiglia

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Bancari in corteo
Bancari in corteo

L’era del Fintech: La rivoluzione digitale nei servizi finanziari

Il futuro non va indovinato, va immaginato. Ed è fatto di strade che ci vengono incontro. Ma non sono sentieri già battuti, ma varchi che si aprono, forme che si tracciano, dati disseminati su pattern che s’intrecciano col presente e ancora tutti da rintracciare. E come diceva Goethe, la cosa più difficile di tutte è quella di vedere con gli occhi ciò che davanti agli occhi sta.”

Così scrive Stefano Quintarelli nel suo libro Costruire il domani. Uomo di scienza e imprenditore, ora è parlamentare e presidente del Comitato d’indirizzo dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Una parte del libro è dedicata ai cambiamenti in corso nei rapporti tra banca e cliente e più in generale alla sempre più veloce digitalizzazione in corso.

Quanti clienti bancari non si recano più nella propria filiale? (Sempre che esista ancora, visto che l’Abi dichiara che, dal 1° gennaio 2015 a oggi, sono stati chiusi oltre millecinquecento sportelli bancari). Infatti, oggi al bancomat si possono compiere la maggior parte delle operazioni che prima si facevano allo sportello. Per non parlare della possibilità di operare con i propri “device” in mobilità. Bonifici, pagamenti bollettini, addebiti bancari, etc.

Sempre Abi ci dice che nel 2015 è avvenuto il sorpasso delle connessioni in mobilità degli Italiani, rispetto a quelle con Personal computer, a dimostrazione di come, con la forte diffusione di smartphone e tablet, la vita digitale degli italiani si sia spostata sempre di più sui dispositivi mobili.

Inoltre, tra i servizi più usati dai clienti di mobile banking troviamo il pagamento dei bollettini, i trasferimenti di denaro tra persone e i prelievi da sportelli automatici senza l’utilizzo della carta che, stando alle previsioni delle banche, fra tre anni saranno presenti su più di otto realtà su dieci.

E’ solo l’inizio della diffusione dei pagamenti digitali che sempre più velocemente entreranno a far parte della vita dei cittadini.

Alessandro Gaetani

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Le Banche sui Social

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Le nuove professioni digitali. Risorse, opportunità e competenze per la tua cariera online

Strategia digitale: Comunicare in modo efficace su internet e i social media

Social media marketing, Digital Marketing, Corporate Storytelling, Community manager.

Sono solo alcuni dei termini, con cui vengono indicate le nuove professioni che hanno a che fare con il digitale.

Anche il comparto bancario, vede sempre più la necessità di nuove figure professionali.

Cambiano i ruoli in banca ed emergono nuove figure di riferimento interne all’azienda, come i moderatori e i facilitatori e coloro che sono in grado di incoraggiare le attività di innovazione, i cosiddetti influencer. L’introduzione dei canali social, oltre ai cambiamenti organizzativi, determina profondi cambiamenti culturali, con il coinvolgimento attivo di risorse che si occupano della qualità dei contenuti sul web e dell’interazione con l’utenza online.

È quanto è emerso dall’indagine “Banche e social media”, realizzata dall’ABI in collaborazione con Kpmg Advisory, su banche che rappresentano l’80% del settore bancario, presentato a Milano, lo scorso 11 ottobre, in occasione della terza edizione di “Dimensione Social & Web”, il convegno dell’ABI dedicato agli strumenti innovativi di comunicazione e marketing forniti da Internet e dalle reti sociali alle banche e al mercato finanziario, ha la finalità di fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive di sviluppo delle attività delle banche.

Approfondendo i dati presentati al convegno scopriamo che il 90% delle banche è presente sui social media.

Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn sono le piattaforme social maggiormente utilizzate.

Più della metà delle banche (53%) aggiorna quotidianamente (il 41% più volte al giorno) i contenuti social e che i codici comunicazionali e le forme espressive sul web sono completamente diversi da quelli usati nel passato (2 banche su 3 utilizzano video, immagini e foto).

Infine il 47% delle banche presenti sui social ha già definito una social media policy (cioè linee guida per favorire un’ottimale gestione dei social media all’interno della banca) e il 28% ha in programma di definirla entro i 12 mesi.

Alessandro Gaetani

Web Banking. Indagine alla scoperta delle banche italiane in rete. Con CD-ROM

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Il 1° Salone dei Pagamenti

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1° Salone dei Pagamenti
1° Salone dei Pagamenti

Tecnologia, innovazione e integrazione caratterizzano il mercato dei servizi di pagamento. La digitalizzazione dei canali, dei prodotti e dei processi e i mutamenti nelle abitudini e nei bisogni dei cittadini sono solo alcune delle trasformazioni che stanno incidendo sullo scenario economico. A fine 2015 la rete POS ha raggiunto 1,7 milioni di terminali, le carte di pagamento nelle tasche degli italiani hanno superato i 100 milioni e complessivamente l’uso degli strumenti di pagamento alternativi al contante è cresciuto di oltre il 10% rispetto all’anno precedente. I pagamenti da cellulari e tablet stanno crescendo così velocemente da poter conquistare in breve tempo il primato nei pagamenti on line. Contare su soluzioni semplici, sicure ed accessibili non è solo un obiettivo per il settore bancario ma un’esigenza di tutti.”

Banca Rotta
Banca Rotta

Questo si legge sul comunicato stampa di presentazione del 1° Salone dei Pagamenti (Il Salone dei Pagamenti) promosso dall’Associazione Bancaria Italiana (per la precisione l’iniziativa è organizzata da ABIServizi, con la collaborazione del Consorzio BANCOMAT®, del Consorzio CBI, della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, del Consorzio ABILab e il coinvolgimento di tutti i principali protagonisti del settore).

Con l’accredito stampa di Eco Risveglio (dal 2012 sono curatore della rubrica “Economia familiare” sul bisettimanale distribuito nel Verbano Cusio Ossola e Alto Novarese), parteciperò al 1° Salone dei Pagamenti che si terrà a Milano dal 9 all’11 novembre 2016 presso il MiCo Milano (Come arrivare), specificatamente al percorso Final user & Education rivolto ai consumatori di oggi e di domani, i cittadini, le scuole, in un programma articolato tra conferenze, dimostrazioni e spazi espositivi.

Come al solito relazionerò in seguito con articoli di approfondimento.

Alessandro Gaetani

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In banca: mani in alto, questa è una rapina!

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Vignetta Rapina in Banca
Vignetta Rapina in Banca

I malviventi entrano in Banca per una rapina a mano armata. Giunti alla cassa, gli impiegati con le mani in alto, in coro rispondono: E’ alquanto imbarazzante, ma……..Non abbiamo soldi!

Questa la scena rappresentata in una vignetta, letta neanche a farlo apposta, su un periodico mentre in banca aspettavo il mio turno per l’ufficio titoli.

Sarà forse anche per questo che ABI dichiara che le rapine sono diminuite?

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Vignetta a parte, sono stati recentemente presentati a Milano, al Convegno Banche e Sicurezza 2016 (la due giorni di lavoro sui temi chiave della sicurezza in banca), i principali risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza.

Vediamoli:

Calano del 8,7% le rapine in banca in un anno, passando dalle 587 del 2014 alle 536 del 2015;

dal 2007 ad oggi, il calo delle rapine in banca è stato pari all’82% (da 2.972 a 536);

In calo anche il cosiddetto indice di rischio – cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli – che è passato da 1,9 del 2014 a 1,8 del 2015.

A parte il dato medio generale, e la Valle d’Aosta che nel 2015 risulta “illibata”, da nord a sud dunque le rapine sono:

Diminuite in alcune regioni:
Abruzzo (-59,1%, da 22 a 9), Campania (- 15,8%,
da 38 a 32), Emilia Romagna (-2,9%, da 70 a 68), Friuli Venezia Giulia (-60%, da 5 a 2), Liguria (-53,8%, da 26 a 12), Lombardia (-20,2%, da 94 a 75), Molise (-100%, da 3 a 0), Piemonte (-34,8%, da 46 a 30), Sicilia (-10,3%, da 87 a 78);

Invariate in altre:
Sardegna (solo 3) e Trentino Alto Adige (solo 2).

Aumentate in queste:
Basilicata (con 6 rapine da 3), Calabria (con 8 rapine
da 5), Lazio (con 70 rapine da 59), Marche (con 17 rapine da 15), Puglia (con 31 rapine da 29), Toscana (con 56 rapine da 49), Umbria (con 9 rapine da 6) e Veneto (con 28 rapine da 25).

Alessandro Gaetani

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I Mutui si possono sospendere

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1^ Casa
1^ Casa

Il mutuo ideale. Guida pratica alla scelta del mutuo più conveniente. Con aggiornamento online
In tempo di crisi, come quello che stiamo vivendo ormai dal 2007, può capitare di perdere il posto di lavoro.

Pertanto ci si ritrova con una mancanza di reddito, che mette in difficoltà la famiglia nell’onorare i propri impegni finanziari.

Operativo dal 2015, entra in gioco l’accordo sottoscritto nel 2015 dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori), che ha l’intento di ampliare le misure di sostegno alle famiglie in difficoltà attraverso la sospensione della quota capitale dei finanziamenti a medio e lungo termine.

L’accordo prevede che la clientela, in possesso dei necessari requisiti, possa richiedere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutui e finanziamenti per gli anni dal 2015 al 2017.
Questo è il miglior ebook sui mutui
Qui, ci soffermiamo sui mutui garantiti da ipoteche, su immobili destinati ad abitazione principale.

Al fine di evitare sovrapposizioni con il Fondo di Solidarietà, attualmente in vigore, la richiesta di sospensione per questi ultimi è richiedibile solo al verificarsi del seguente evento (con riferimento ad uno dei cointestatari del mutuo entro due anni dalla data della richiesta): Sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito (ad esempio CIG, CIGS, cd ammortizzatori sociali in deroga, nonché analoghe prestazioni di fondi di solidarietà di cui all’art.3 della Legge 28 giugno 2012 n. 92, contratti di solidarietà, altre misure di sostegno del reddito).


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I soggetti interessati, in possesso dei requisiti richiesti, possono quindi recarsi presso il proprio Istituto di Credito, per richiedere tutte le informazioni riguardanti costi, tempi e modalità operative, ricordando che non sono previsti costi e/o commissioni aggiuntive per l’istruttoria della pratica di sospensione.

Alessandro Gaetani

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Le banche dialogano con i pensionati

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Nonni
Nel nostro Paese gli over 65 sono circa il 21% della popolazione (rilevazioni Istat).

I dati Inps (aprile 2015) attestano che le pensioni erogate sono circa 18 milioni, di cui 14,3 milioni originate dal versamento di contributi (9,3 milioni assegni di vecchiaia e anzianità, 3,8 milioni di reversibilità, 1,1 milioni di invalidità) e 3,7 milioni puramente assistenziali (invalidità civile, pensioni e assegni sociali).

E’ quindi una fascia di popolazione importante nei numeri ma anche nelle esigenze finanziarie e che è molto coinvolta nei rapporti intrattenuti con gli Istituti di Credito (per esempio per l’incasso della pensione, il pagamento delle bollette attraverso la domiciliazione bancaria, la collocazione del piccolo risparmio, etc.).

Io so e ho le prove. Confessioni di un ex manager bancario

Ecco che allora il prestito ipotecario vitalizio, la cessione del quinto dello stipendio/pensione, il conto di base, la trasparenza semplice e l’evoluzione tecnologica complessiva sono diventati i principali temi del Tavolo permanente di dialogo costituito lo scorso mese di luglio a Roma con un Protocollo d’intesa, siglato, tra ABI e le maggiori rappresentanze sindacali dei pensionati con l’obiettivo di favorire la massima accessibilità a strutture, prodotti e servizi bancari destinati ad anziani e pensionati.

Queste quindi le azioni concordate:

  • valutare l’attuale disciplina della cessione del quinto della pensione;
  • approfondire lo strumento prestito ipotecario vitalizio;
  • definire possibili iniziative di formazione dei quadri sindacali al fine di farli diventare a loro volta portatori di sapere finanziario all’interno della popolazione pensionata;
  • individuare anche azioni formative dirette a favore degli stessi pensionati;
  • valutare possibili proposte indirizzate all’aumento della consapevolezza del consumatore anziano, raccogliendo da quest’ultimo indicazioni e richieste di raggiungere una maggiore semplicità, comprensibilità e comparabilità dei documenti informativi obbligatori a loro destinati;
  • concorrere ala realizzazione dei suddetti obiettivi così da condividerli far circolare tali informazioni attraverso il coinvolgimento delle sedi sul territorio.

Le parti si sono anche impegnate ad aumentare gli incontri, iniziati dal lontano 2012, nella fase di introduzione del Conto di Base in Italia, al fine di monitorarne l’andamento ed eventualmente implementarlo.

Alessandro Gaetani

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Patto Abi/Consumatori “Crediamoci!”

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Nell’ultimo numero di ABINews (la newsletter mensile dell’Associazione Bancaria Italiana) si riportano i dati salienti del protocollo d’intesa siglato tra la stessa Abi e le Associazioni dei Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Casa del consumatore, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale dei consumatori).

Reinventare i servizi finanziari. Cosa i consumatori si aspettano dalle banche e dalle assicurazioni del futuro

“Credito alle famiglie nel mercato bancario europeo: con ‘CREDIamoCI’ un nuovo impegno comune di ABI e delle Associazioni dei consumatori a fronte dell’attuale contesto economico e normativo Ue.”

È questa la piattaforma del suddetto protocollo che si propone di aumentare ulteriormente gli ambiti di collaborazione e dare nuove soluzioni, o consolidare iniziative in corso, per l’accesso al credito, il sostegno alle famiglie in difficoltà e la consapevolezza dei consumatori.

Interessanti sono gli argomenti trattati in relazione al sostegno alle famiglie utile a “Rafforzare gli strumenti esistenti per sostenere il pagamento delle rate dei finanziamenti nei momenti di difficoltà del mutuatario (es. iniziative di legge quali Fondo di solidarietà per i mutui per la prima casa); promuovere su tutto il territorio nazionale visure standard di sospensione dell’ammortamento in favore delle popolazioni colpite da eventi di natura calamitosa (es. terremoti, alluvioni, etc.) nell’ottica di intervenire tempestivamente nei casi di emergenza ed evitare interventi differenziati a livello regionale; promuovere misure di sostegno per le famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate di alcune tipologie di credito al consumo. Si tratta di misure innovative non ancora sperimentate in questo mercato.”

Mutande di ghisa: Dalla banca al supermecato: come evitare i pessimi “consigli per gli acquisti” del nostro cervello (SAGGI ITALIANI)

Infine in merito alla consapevolezza del consumatore viene sottolineata la necessità di “Incrementare la consapevolezza del consumatore nella scelta dei prodotti di credito e/o servizi accessori in termini di costi complessivi, rischi assunti (ad es. di credito e di mercato), valorizzando trasparenza e semplicità.”

Segnalo che, è possibile iscriversi alla versione elettronica della newsletter dell’ABI, facendone richiesta a: abinewsonline@abi.it.

Alessandro Gaetani

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Migranti: in Italia sempre più bancarizzati

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Migrazioni e migranti

E’ stato presentato recentemente dall’ABI (l’Associazione Bancaria Italiana, il cui Presidente attuale è Antonio Patuelli, eletto per acclamazione nel 2013, dopo che Giuseppe Mussari aveva lasciato per le polemiche sullo scandalo derivati del Monte dei Paschi di Siena), l’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti.

Quest’ultimo è un progetto pluriennale nato dalla collaborazione tra l’ABI e il Ministero dell’Interno, e gestito dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale), che intende fornire uno strumento di analisi e monitoraggio costante e organico del fenomeno dell’inclusione finanziaria dei migranti. Quest’ultima va di pari passo con il processo di integrazione nel Paese.

L’ultima rilevazione Istat quantifica circa 5 milioni di immigrati residenti in Italia, per i quali alla graduale stabilizzazione dal punto di vista familiare, abitativo e lavorativa si accompagna l’evoluzione dei bisogni finanziari.

L’indagine presenta molti indici di “familiarità” con la banca. Ecco che allora ritroviamo oltre 2,5 milioni di conti correnti intestati a cittadini immigrati delle 21 nazionalità considerate nell’ultima indagine dell’Osservatorio (Dicembre 2013).

Se il conto corrente assume il ruolo di punto di accesso per il processo di inclusione finanziaria, secondo l’indagine, a riguardo dei migranti non titolari di conto corrente, risultano 1,1 milioni le carte con Iban e carte PostePay offerte da BancoPosta (a fine 2012 un cittadino immigrato su tre senza conto corrente era titolare di queste carte).

I provenienti dall’America Latina e a seguire di origine europea e africana, sono le comunità che mostrano una maggiore familiarità con la banca.
In generale il migrante, si dimostra un cliente “evoluto” poiché utilizza, circa sei prodotti bancari (custodia del risparmio, mezzi di pagamento, gestione attiva del proprio patrimonio, etc.).

Un immigrato su due utilizza libretti di risparmio (bancari e postali), mentre emerge una forte diffusione degli strumenti di pagamento (banco/postamat).

Grazie. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti

Anche l’uso del web è diffuso, infatti, dal 2010 al 2013 è più che raddoppiata la percentuale di migranti bancarizzati che utilizza i servizi di internet banking.

Alessandro Gaetani

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Puoi incassare gli assegni bancari sul tuo Conto Bancoposta

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Grazie all’accordo stipulato tra Abi (Associazione delle banche) e Poste Italiane, dal 2 luglio scorso, si rende possibile la completa integrazione tra le Banche e le Poste per quanto riguarda la negoziabilità dei titoli bancari e postali.

Per titoli postali si intendono:
assegni Bancoposta
assegni vidimati
vaglia postali

Per titoli bancari si intendono:
assegni bancari e circolari di terzi

Pertanto, grazie a questo accordo, dalla data sopra detta, sarà possibile versare sul conto Bancoposta gli assegni bancari e circolari (finora le poste accettavano solo quelli intestati a “me medesimo”, mentre sui conti correnti bancari si potevano versare tutti i titoli postali sopra elencati).

Alessandro Gaetani

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