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Le banche locali e la soft information

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Insegna Banca

La funzione base di una banca tradizionale è fare intermediazione
finanziaria (raccolta del risparmio e destinazione di quest’ultimo alle imprese e privati). Il guadagno deriva dal margine sull’interesse (per esempio se remunero al 2% il denaro delle famiglie, chiedo alle imprese il 5%).

Se però la banca è locale si aggiunge il legame con il territorio che genera una funzione-obiettivo che considera esplicitamente i benefici per le diverse categorie di stakeholder (soci, clienti e comunità locale).

Le banche locali, rispetto alle altre banche, si caratterizzano per processi di erogazione del credito maggiormente basati sulla conoscenza diretta della clientela e sull’informazione non strutturata, la cd. soft information, e pertanto più flessibili.

I vantaggi e gli svantaggi derivanti da un utilizzo intenso della
soft information nelle decisioni creditizie sono stati ampiamente studiati dalla produzione letteraria sul relationship lending.

Infatti, i medesimi fattori tipici delle banche locali le espongono a rischi di “cattura” da parte della comunità locale, alle ripercussioni negative (sulla qualità del credito, sugli equilibri di bilancio) di una scarsa diversificazione del portafoglio, alle difficoltà di valutare il merito di credito della clientela quando questa opera in ambiti meno tradizionali per tali banche.

Ecco perchè anche nel nuovo anno appena iniziato si parlerà
di richiesta da parte della Bce di processi di aggregazione,
di bilanci preoccupanti, ecc.

et qui vivunt, videbis.

Alessandro Gaetani


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Quando la banconota è falsa

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Sul sito della Banca d’Italia (www.bancaditalia.it), si legge che “nel secondo semestre del 2014 la Banca d’Italia ha riconosciuto false 95.711 banconote ritirate dalla circolazione in Italia, con un incremento del 36,9 per cento rispetto al secondo semestre del 2013 (69.895 banconote riconosciute false). Il taglio da 20€ è ancora il più contraffatto”.

Sullo stesso sito è possibile visionare addirittura la tabella delle falsificazioni, dove sono indicati i biglietti falsi ritirati dalla circolazione negli ultimi cinque anni (suddivisi per numero di esemplari e composizione percentuale per taglio).
Stiamo parlando del sempre più diffuso fenomeno della circolazione, sul territorio nazionale, delle banconote false.

Se non sogni non voli… Una vita tra vere e… false banconote

Le Autorità suggeriscono ai cittadini, di non tentare di spendere una banconota di cui si abbia dubbi sulla sua autenticità (si commetterebbe un reato), ma di portarla agli sportelli delle banche, ufficio postale, o alle stesse filiali della Banca d’Italia per farla esaminare. La banconota è ritirata e si riceve una copia del verbale di ritiro.

Se a seguito dell’esame dal Centro Nazionale di analisi delle banconote sospette di falsità (NAC), dovesse essere autentica, il cittadino è rimborsato (senza trattenute). In caso di accertata falsità della banconota non riceverà alcun rimborso, ma certamente una perdita derivante dall’aver accettato una banconota falsa.

Sheila Holmes e La Banda dei Falsari

Per evitare ciò, è necessario dedicare qualche secondo, per verificarne alcune caratteristiche di sicurezza che aiutano a verificarne immediatamente l’autenticità.

Gli operatori segnalano che è sufficiente fare tre cose: toccarla (per accertarsi della giusta consistenza), guardarla (in controluce per vedere il disegno in trasparenza, il filo di sicurezza e il numero in trasparenza) e muoverla (per vedere mutare l’immagine dell’ologramma posto sul fronte della banconota).

Per approfondire segnalo che sul sito della Banca Centrale Europea (www.ecb.europa.eu), è possibile guardare la presentazione interattiva delle banconote e delle caratteristiche di sicurezza.

Alessandro Gaetani

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