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In banca il vademecum per acquistare con sicurezza in Rete

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1° Salone dei Pagamenti
Pagamenti digitali sicuri

L’Associazione bancaria italiana (Abi) in collaborazione con ABI Lab, Polizia di Stato, CERTFin e Feduf, promuove l’uso responsabile della tecnologia e degli strumenti di pagamento con una guida che illustra le regole base per concludere senza rischi transazioni di commercio elettronico, usare con attenzione le carte e accedere in sicurezza da pc o cellulare ai canali digitali delle banche.

La guida cartacea è organizzata in sei sezioni: ognuna propone tre messaggi chiave per agire in sicurezza, accompagnata da due pillole informative che traducono e spiegano il significato di termini tecnici di utilizzo sempre più diffuso come phishing, 3DSecure, CVV o malware.

A seguire tre ulteriori messaggi finali sulla gestione delle transazioni commerciali, con particolare riferimento ai rischi rappresentati dalla condivisione via cellulare o posta elettronica delle immagini di strumenti di pagamento (ad esempio foto di assegni, circolari o bancari) oppure alla comunicazione di dati sensibili agli esercenti commerciali.

A chiudere, un utile glossario di parole e concetti chiave.

Prevista anche una versione digitale in forma di infografica destinata ai canali Social e ai siti Web, pubblicata sul sito di Abi Servizi.

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Intervista al Salvadanaio

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Economiafamiliare: ciao Salvadanaio, perché piangi?

Salvadanaio: perché sono triste.

 

Economiafamiliare: perché sei triste Salvadanaio?

Salvadanaio: perché sono destinato a scomparire, io mi trovo così bene nelle case degli italiani, ho a che fare con i nonni, i bambini e tutti gli altri componenti della famiglia italiana.

Economiafamiliare: perché pensi questo?

Salvadanaio: perché se continuano a spingere sull’azzeramento dell’uso del contante, non ci saranno più resti ad alimentarmi, lo sai che nella maggior parte delle case mi riempiono di monete, e che quando vengo rotto per prelevarle mi sento rigenerato, perché so che rinascerò, magari in un’altra forma, ma resterò comunque in famiglia.
E poi vuoi mettere io sono sempre bello e cicciottello, quelle carte sono così magre!

Alessandro Gaetani

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Pagamenti innovativi

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Recenti ricerche ci dicono che l’Italia è uno dei paesi con minor numero di dispositivi smart per persona: “solo” il 66% degli italiani utilizza uno smartphone/tablet.
Se parliamo di innovazione, anche nelle modalità di pagamenti, è un vero peccato.

Infatti, diverse sono le soluzioni che stanno cambiando il mondo dei pagamenti.

Una vera e propria rivoluzione che passa attraverso i nostri “device”, per innovare i rapporti commerciali tra negozianti e clienti. Così i primi eviteranno con i pagamenti in contanti di ritrovarsi a perder tempo a contare il resto, cercare le monete esatte, controllare gli incassi e i secondi a evitare le inevitabili lunghe code alla cassa.

Con i pagamenti con carte di credito/debito i negozianti subiscono le commissioni bancarie, soprattutto per le piccole somme incassate. E ancora, con i buoni pasto, che i negozianti ritengono troppo costosi (fino al 15% di commissioni) e poco pratici per la gestione del resto, anche per i clienti, costretti ad andare in giro con gli scontrini indicanti le somme scritte sul retro a penna (in qualche caso si son visti litigi in cassa per l’incertezza sul resto indicato).

Ecco che allora stanno prendendo piede, anche nel nostro Paese applicazioni gratuite, scaricabili sui nostri smartphone, tablet e pc, che consentono di eseguire pagamenti con un “touch” che genera un’immediata transizione, registrata contabilmente dall’esercente con l’emissione dello scontrino.

COMODO PAGARE COSI’: L’evoluzione dei modelli di pagamento

Sono strumenti convenienti perché indipendenti da carte di credito/debito e sono pertanto molto economici (nessuna commissione, nessun canone mensile, nessun costo d’iscrizione e nessun costo di recesso). Alcuni possono prevedere, per transazioni più elevate, un costo fisso (da 0,05 a 0,20 cent).

Per i negozianti, sono sicuri perché non c’è pericolo di truffe, poiché una volta confermato il pagamento è garantito, e i fondi saranno trasferiti sul conto dell’esercente il giorno successivo.

Mentre i clienti scaricando le App possono scoprire tutti i negozi dove è già possibile pagare con il proprio cellulare.

Alessandro Gaetani

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Contanti o Carta?

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Carte e contanti
Sono sempre le stesse le motivazioni per le quali le transazioni in contanti subiscono, per legge, modifiche dei limiti di utilizzo: facilitare la tracciabilità dei movimenti finanziari per contrastare il riciclaggio di capitali di provenienza illecita, combattere l’evasione (def. Treccani: Comportamento illegittimo con cui il contribuente mira a contrastare il prelievo tributario) e l’elusione fiscale (def. Treccani: Comportamento del contribuente che, pur rispettoso della lettera della normativa tributaria, tende a evitare il pagamento dell’imposta con costruzioni negoziali il cui solo scopo è quello di sottrarsi all’obbligo fiscale).

I pagamenti elettronici. Dal baratto ai portafogli digitali

L’ultima Legge di Stabilità (perché negli anni vi sono state “salite e discese”), ha innalzato a 3.000 euro il limite per l’ammontare delle transazioni in contanti, nonché dei libretti di deposito bancari e postali al portatore.

Il limite è stato innalzato, dai 1.000 euro prima in vigore, poiché i dati in possesso del Governo Italiano, dicono che è cresciuta la percentuale di soggetti “unbanked” ossia estranei al circuito degli intermediari abilitati e che non hanno alcun’altra via per il soddisfacimento dei propri bisogni di consumo.
Nel caso in cui venisse violato il suddetto limite si applica, a chi lo accetta, una sanzione tra l’1% e il 40% delle somme trasferite.

La stessa Legge di Stabilità incentiva l’utilizzo del Pos (apposita apparecchiatura che, collegata al registratore di cassa, consente il pagamento per mezzo di carte di credito e bancomat presso gli esercizi commerciali).

Da diversi anni ormai si legifera sull’obbligo, per imprese e professionisti, di accettare anche pagamenti effettuati con carte di debito attraverso appunto l’istallazione del Pos.

La suddetta Legge ha previsto un decreto del ministro dello sviluppo per l’introduzione di sanzioni pecuniarie, ha esteso l’obbligo del Pos anche per accettare pagamenti con carte di credito e l’introduzione di una sorta di clausola di tutela dall’obbligo per i casi di “oggettiva impossibilità tecnica”.

Ad oggi, tale decreto non è stato ancora emanato.

Alessandro Gaetani

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