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Risparmi domestici

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Lampadina
In economia si sostiene che il risparmio è dato dalla formula: Entrate-Uscite.

Allora, vale la pena abbattere il più possibile le uscite, al fine di avere più risparmio disponibile per le esigenze economiche-familiari, e, per incrementarlo all’interno di una corretta pianificazione economica della famiglia.

Di seguito riporto dieci semplici regole da seguire, legate al risparmio energetico familiare, al fine di avere un effetto positivo sui nostri consumi domestici, che tanto incidono nella spesa mensile della famiglia media italiana, soprattutto nei mesi invernali.

Come Risparmiare Energia Elettrica: 101 Consigli Pratici per Tutti i Giorni per Ridurre i Consumi in Casa e Risparmiare sulle Bollette

1. Spegnete completamente gli apparecchi quando non li utilizzate;

2. Ricordatevi di non lasciare gli apparecchi in standby, di notte e in generale quando non siete in casa;

3. Chiudete le tende all’imbrunire in modo che il calore rimanga all’interno e lasciatele aperte quando entra la luce del sole. Tenete chiuse le porte e le finestre quando il riscaldamento è acceso. Quando fa freddo, l’aria proveniente dall’esterno può influire in modo considerevole sui consumi;

4. Abbassare il termostato, in particolare nelle ore notturne. Ridurre la temperatura della stanza di 1°C può farvi risparmiare fino al 10% sulla bolletta dell’elettricità;

5. Programmate il termostato a una temperatura più bassa che risulti comunque confortevole. Ricordate, inoltre, che i termostati possono essere impostati a una temperatura inferiore quando in casa o in una stanza non sono presenti persone;

6. Indossare indumenti caldi e a strati per stare in casa quando fa freddo. Alcuni nuovi tessuti sono ideali per l’isolamento termico;

7. Ricordate che il sistema di riscaldamento a zone è efficiente perché riscalda solo quelle aree della vostra casa nelle quali sono presenti delle persone;

8. Se possibile migliorate la qualità dell’isolamento della vostra casa, in particolare il sottotetto e tutti i muri esterni;

9. In caso di uso di apparecchi di riscaldamento mobili tenetelo in prossimità dell’area in cui vi trovate, per consentire al termostato di rilevare precisamente la temperatura;

10. Tenete chiuse le porte delle stanze che non vengono utilizzate per evitare inutili dispersioni di calore.

Aggiungo che è bene “investire” del denaro, per l’acquisto delle lampade a risparmio energetico e/o a led, in sostituzione di tutte quelle presenti in casa, soprattutto quelle di tipo a incandescenza.

Sono solo alcune semplici regole da usare e far usare a tutti i membri della famiglia, perché ricordate che, la differenza la fa non quanto si guadagna ma quanto ci rimane in tasca al netto dei consumi.

Alessandro Gaetani

Per saperne di più consiglio la lettura dei seguenti libri:

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Greggio low cost: un bene per le famiglie

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E’ stato recentemente pubblicato nella collana “Questioni di Economia e Finanza” di Bankitalia, un paper, realizzato dai due analisti Alessandro Mistretta e Ivan Faiella, che ha passato in rassegna gli effetti della riduzione delle quotazioni del greggio sulla spesa energetica e sull’attività economica.

Distributore
Distributore

Nella seconda parte del 2014, si legge nel documento, il prezzo del petrolio sui mercati internazionali si è dimezzato, raggiungendo i 50 dollari al barile alla fine dell’anno, per poi attestarsi poco sopra i 60 nella metà di maggio del 2015”.
Secondo le loro simulazioni le famiglie si gioverebbero di un risparmio sulla spesa per carburanti (effetto diretto) pari a 2,1 miliardi di euro annui (80 euro medi per famiglia) di cui 1,8 destinati a incrementare la spesa per consumi.
Per valutare il suddetto effetto diretto, gli autori hanno fatto ricorso alle informazioni sulla spesa per carburante delle famiglie, disponibile nell’indagine sui consumi delle famiglie dell’Istat (ICF): tra il 1997 e il 2013, l’incidenza di questa voce sulla spesa totale oscillava tra il 5 e il 5,5 per cento.

Di queste maggiori risorse non beneficiano quel terzo di famiglie meno abbienti, che non spende nulla per benzina o gasolio, perché non possiede veicoli. Dal punto di vista delle caratteristiche delle famiglie, i maggiori benefici andrebbero alle coppie con due figli, con un guadagno pari al doppio di quello medio (161 euro) che si approprierebbero di quasi un terzo dei due miliardi totali (pur essendo meno del 7 per cento delle famiglie).

Visto lo scenario di bassi prezzi dei carburanti, gli autori ritengono che potrebbe costituire l’occasione per istituire una carbon tax che, oltre ad essere uno strumento per raggiungere una riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti, fornirebbe risorse da destinare alla riduzione del peso sulla bolletta elettrica del finanziamento delle fonti rinnovabili, altamente regressivo, così avvantaggiando anche il segmento della popolazione che non ha spesa per carburanti.

Punti di vista, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

Alessandro Gaetani

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Car sharing: quando conviene?

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Il risparmio è dato dalla differenza tra il reddito e i consumi (R= r–c).

In famiglia, un “generatore” di consumi è sicuramente l’automobile.

Il car sharing: un’analisi economica e organizzativa del settore

Un recente studio dell’Unione Nazionale Consumatori (che si definisce sul suo sito come la più antica associazione al servizio di consumatori dal 1955 – www.consumatori.it) segnala infatti come, il costo medio che gli italiani pagano per il mantenimento di una singola automobile è pari a euro 3.101,00 all’anno (ultimo dato utile del 2013 e comprendente tra gli altri i costi per carburanti, pneumatici, rcauto, bollo, etc.).

Lo studio, realizzato per confrontarne i costi rispetto all’uso dei mezzi pubblici e del car sharing (dall’inglese car, “automobile” e il verbo to share, “condividere”), prende come riferimento la città di Milano, dove quest’ultimo è più sviluppato, per verificare se, per esempio, l’uso di un’auto condivisa può consentire a un automobilista milanese di rinunciare, in termini di costi, all’uso della prima vettura.

I vantaggi e gli svantaggi dell’uso dell’auto condivisa dipendono comunque da fattori organizzativi del servizio, considerato anche il principio della concorrenza, poiché su Milano diverse sono le società operanti (costo abbonamento, facilità di prenotazione, l’ampiezza del parco auto, qualità della vettura, etc.).

I dati raccolti nello studio dimostrano come non è credibile che si possa rinunciare alla prima vettura di proprietà in favore del car sharing (confermando pertanto che la sua funzione non è quella di sostituire la vettura di famiglia).

Diverso è il caso della seconda auto in famiglia (non insolita visto che la media nazionale è 1,43 auto).

Infatti, i dati del report dimostrano che il car sharing, diventa, economicamente, anche nelle altre città, un’alternativa all’uso della seconda auto (grazie a un uso meno intensivo).

Infine confrontando il costo dell’auto privata, con car sharing, mezzi pubblici e taxi (in riferimento al costo di un singolo spostamento cittadino), la sfida è vinta, in termini di risparmio, dalla metro e dal bus cittadino. Mentre il car sharing si afferma vincitore nella sfida con il taxi.

Alessandro Gaetani

Puoi approndire con la lettura del seguente libro:

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Consumi e Risparmio nel Rapporto Coop 2014

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Hai il conto in rosso? Studia la Psicoeconomia:
La psicoeconomia di Charlie Brown: Strategie per una società più felice (Saggi italiani)
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E’ stato presentato recentemente il Rapporto Coop 2014 su consumi e distribuzione.

Dati cifre e tabelle che in periodo di crisi sono sempre più apprezzati per scorgere eventuali segnali positivi di uscita dalla stessa, per le famiglie italiane.

Parto dalle considerazioni del presidente di Coop Italia rilasciate nell’intervista pubblicata sul mensile dei Soci Coop Consumatori.

Dichiara il presidente Marco Pedroni: “dopo anni di crisi economica….come Coop pensiamo che il 2015 possa essere l’anno della inversione del trend negativo….a patto che le scelte del governo vadano verso il rafforzamento della domanda interna, sostenendo in particolare il potere d’acquisto delle classi più deboli….non si esce dalle difficoltà pensando che basti l’export“.

Da notare come ritornano i due grandi temi del momento, le difficoltà delle imprese nel mercato “domestico” che subiscono il crollo continuo dei consumi nel nostro Paese, e la dichiarata da più parti “tenuta” delle imprese che vivono di mercato estero (le organizzazioni imprenditoriali dichiarano il continuo aumento di acquirenti internazionali dei prodotti made in Italy).

Salvadanaio
Salvadanaio

Ecco che allora diventano interessanti i dati del Rapporto Coop, i quali mentre sul lato consumi evidenziano una leggera crescita dello 0,2% (dopo un triennio di cali), per il risparmio si evidenziano percentuali in aumento (+ 13,5% nel 2014) rispetto agli ultimi anni, che indicano come a fronte di prospettive future incerte, ci si tutela attraverso l’accantonamento di risorse.

I motivi di risparmio sono i soliti:

  • futuro dei figli
  • emergenze legate alla gestione della casa che si abita
  • paura di peggioramento della salute
  • paura della perdita del lavoro
  • futura integrazione della pensione.

Infine si legge sul Rapporto “E’ però chiaro che l’aumento del risparmio (dunque denaro che c’è) è strettamente legato anche alla dimensione psicologica e alla percezione della realtà esterna.
Il 91% delle famiglie giudica negativamente lo stato di salute dell’economia del Paese, ma solo il 49% giudica negativamente la propria condizione economica“.

Alessandro Gaetani

Non riesci a risparmiare? Congela la tua carta di credito, ma sul serio!:

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Le famiglie e il caro benzina

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Anche per il 2014 si sta confermando il calo di fiducia delle famiglie italiane.

I dati Istat ci dicono che permangono elementi di difficoltà che incidono sulla mancata ripresa dei consumi e sulla mancata crescita del PIL (Prodotto interno lordo).

Secondo Confcommercio, l’ultima parte del 2014, presumibilmente mancherà “l’appuntamento con la ripresa economica, confermando dunque l’urgenza di interventi più incisivi che ridiano fiducia alle famiglie ma anche alle imprese e si traducano in un effettivo miglioramento della domanda”.

Distributore
Distributore

Non aiuta di certo l’anomalia tutta italiana di benzina e gasolio con un fisco da record europeo. Infatti, prosegue da parte di Assopetroli-Assoenergia, con la collaborazione di Figisc-Anisa di Confcommercio, il monitoraggio “Rilevazione periodica SIA – Stacco Italia Accise” (accise e iva) attraverso la rilevazione dei prezzi del differenziale di costo dei carburanti al consumo tra Italia e il resto d’Europa.

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La rilevazione viene fatta dal mese di dicembre dello scorso anno con l’obiettivo, si legge nell’ultimo rapporto, di “promuovere la più ampia diffusione dei dati al fine di generare nelle Istituzioni e nei consumatori una maggiore consapevolezza di convivere quotidianamente con un carico fiscale eccessivo sui carburanti”.

3 Litri e arrivo!

Il dato che più colpisce è che nel solo differenziale il 90,94% per la benzina e il 98,37% per il gasolio è costituito da tasse (accise e iva) con uno scarso peso del prezzo industriale.

Per esempio nello scorso mese di agosto, con gli italiani in vacanza (almeno quelli che hanno potuto), il peso fiscale è stato pari al 60,32%, per cui il consumatore italiano ha pagato in media la benzina 27,6 euro cent/litro e il gasolio a 24,50 euro cent/litro in più che nel resto d’Europa (Europa a ventotto Paesi).

Alessandro Gaetani

Per risparmiare sulla spesa carburante, segnalo le seguenti letture:

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L’aumento IVA e le Famiglie

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Dallo scorso 1° ottobre è scattato l’aumento dal 21% al 22% dell’Iva (Imposta sul Valore Aggiunto).

Una recente analisi di Confcommercio ne ha analizzato l’impatto sull’economia nazionale in generale (consumi, prezzi, gettito fiscale, produzione, occupazione e redditi) e nello specifico sui redditi delle famiglie italiane.

L’Ufficio Studi dell’Associazione che ha svolto l’indagine, segnala l’inasprimento della già drammatica situazione dei consumi che hanno chiuso il 2012 con un segno negativo pari al -4,3%, e la previsione per la fine dell’anno in corso di un ulteriore risultato negativo pari al -2,4%.

L’indagine denuncia sostanzialmente il ripetersi dell’errore fatto a fine del 2011 con il passaggio dell’aliquota iva dal 20% al 21%, che ha fatto si che, in termini di caduta dei consumi, il 2012 è stato l’anno peggiore della storia della Repubblica.

Per quanto riguarda l’impatto sui prezzi, per fine anno si prevede un incremento inflazionistico dello 0,4%, mentre per l’impatto sul gettito fiscale, si legge nell’analisi, la contrazione della domanda porterebbe a una riduzione del gettito Iva atteso.

Per lo stesso motivo si avrebbe in previsione una perdita approssimativa di 10 mila posti di lavoro, e il rischio chiusura per molte attività, già vessate da un alto costo del lavoro e dal mancato pagamento dei debiti da parte della Pubblica Amministrazione.

Per le famiglie a basso reddito la pressione Iva (rapporto tra Iva pagata e reddito) genererà una forte penalizzazione. Basta pensare ai dati Istat, relativi al 2012 e diffusi recentemente, circa il calo del reddito disponibile delle famiglie con una diminuzione del 4,7%. Si tratta del calo peggiore dall’inizio della serie storica presa a riferimento dall’Istituto di ricerca (1990).

Calo che, conseguentemente ha visto calare la propensione al risparmio nello stesso anno all’8,4% dall’8,8% del 2011.

Alessandro Gaetani

Per approfondire su tasse e consumi, segnalo i seguenti libri e E-book:

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Le famiglie e i consumi sanitari privati

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Approfondiamo ancora il rapporto tra le famiglie e la spesa sanitaria privata. A questo proposito risultano interessanti i dati presentati recentemente in Bocconi dall’Osservatorio sui consumi privati in sanità.

In prima battuta i dati smontano la tesi secondo cui la spesa sanitaria privata è compensativa della scarsa qualità di quella pubblica.

Si evidenzia infatti come la spesa privata della famiglie, sia più legata ad una questione di reddito disponibile, che non allo scarso livello operativo dei sistemi sanitari pubblici regionali.

La spesa sanitaria privata delle famiglie nel 2011 (ultimo anno disponibile) è stata di circa 28 miliardi di euro (il 20% del totale della spesa sanitaria nel nostro Paese pari a 140 miliardi di euro).

L’Osservatorio ne fa una classifica che vede ai primi posti il Trentino Alto Adige con 707 euro a testa di spesa nel 2011, poi il Veneto (666) Friuli Venezia Giulia (588) e Emilia-Romagna (564), mentre in fondo alla classifica troviamo la Sardegna con 350 euro a testa e a seguire la Basilicata (325), la Sicilia (289) e la Campania (239).

L’analisi ha delineato quattro diversi gruppi omogenei per comportamento delle famiglie circa i consumi sanitari privati. Il primo identifica le famiglie che spendono poco (mediamente 68,8 euro mensili per famiglia e 15,5 euro a testa), il secondo quelle che spendono molto solo per le spese dentistiche (mediamente 535 euro mensili per famiglia e 171 euro a testa), il terzo quelle che spendono per malattia (mediamente 257 euro mensili per famiglia e 96 euro a testa) e il quarto gruppo è quello che individua le famiglie spendono di più per il benessere (mediamente 1.071 euro mensili per famiglia e 396 euro a testa).

Infine, una curiosità riguardo i tempi di attesa nella scelta della struttura sanitaria in base al tipo di prestazione: l’analisi ha identificato, per esempio, che gli stessi sono ritenuti importanti per le visite dermatologiche o pediatriche, ma meno per la visita oculistica.

Alessandro Gaetani

Puoi approfondire sull’argomento con i seguenti libri:

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Risparmio: le famiglie si attivano

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All’ultima edizione del Salone del Risparmio, è stato presentato l’Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013, redatto come tutti gli anni da GfK Eurisko/Prometeia.

Sintesi dell'Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 distribuita al Salone del Risparmio
Sintesi dell’Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 distribuita al Salone del Risparmio

Riassumendolo i dati ci dicono che l’attitudine al risparmio delle famiglie italiane ha evidenziato un’ulteriore riduzione a fine 2012.

Nello stesso anno sono diminuiti sia il reddito disponibile sia i consumi (oggi ai limiti storici).

I suddetti dati si rispecchiano sull’evoluzione delle attività finanziarie delle famiglie che nel nostro Paese sono ancora oggi meno elevate rispetto al 2007, mentre sono risalite in Francia, Germania e Inghilterra.

E’ invece comune ai diversi Paesi europei l’impatto che la crisi ha avuto sulle scelte di investimento delle disponibilità finanziarie. Infatti, in pancia alle famiglie sono cresciuti i prodotti di liquidità, assicurativi e previdenziali, a scapito dei prodotti più esposti ai mercati.

Tra la fine del 2012 e i primi mesi del nuovo anno si rileva l’aumento della raccolta netta dei fondi comuni dovuta al dinamismo delle reti di promotori finanziari e reti bancarie, grazie alla promozione di nuovi prodotti (per esempio sono molto apprezzati i fondi comuni con assegnazione della cedola).

In generale è stata evidenziata una prospettiva positiva per i fondi comuni di investimento anche per gli anni a venire, soprattutto per quelli con un orizzonte a medio/lungo termine.

Realtà dovuta principalmente alle attese di futura crescita economica, con conseguente uscita dalla fase recessiva del nostro Paese.

Quale lo scenario finanziario del 2013? Alcuni indizi fanno pensare alla probabilità che il prosieguo del 2013 possa essere meno avverso del 2012.

Infatti, la “finanza familiare” ha dato una mano in questo senso: l’autocompiacimento della maggioranza delle famiglie per la propria capacità di mantenere saldi attivi di risparmio (malgrado avvenga per importi decrescenti e a scapito dei consumi) e l’impatto positivo dei mercati finanziari per le famiglie che detengono investimenti.

Le famiglie che investono non sono poche, anche se tante lo fanno per piccole somme che spesso non sono indirizzate al risparmio amministrato o gestito ma a conti di deposito (in crescita), conti correnti e libretti di risparmio (mia nota personale aggiuntiva: La Cassa depositi e prestiti segnala un aumento della sottoscrizione dei Buoni fruttiferi postali).

Alessandro Gaetani

Per approfondire consiglio la lettura dei seguenti libri e ebook:

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