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L’educazione finanziaria di Assogestioni

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l’educazione finanziaria di Assogestioni
Assogestioni è l’associazione italiana dei gestori del risparmio e rappresenta la maggior parte delle società di gestione del risparmio italiane e straniere operanti nel nostro Paese, oltre a banche e imprese di assicurazione attive nella gestione individuale e collettiva del risparmio.

Anche Assogestioni promuove la diffusione di una maggiore educazione finanziaria in Italia, nella convinzione che la conoscenza del mercato e la consapevolezza riguardo le caratteristiche degli strumenti finanziari possano aiutare i risparmiatori a compiere scelte adeguate alle proprie esigenze di risparmio e investimento.

Sul sito troviamo l’area Financial Education contenente diverse pagine che, dichiara l’associazione, hanno l’obiettivo di offrire una risposta chiara e attendibile alle necessità informative dei risparmiatori italiani, riguardo ai temi dell’investimento di medio/lungo periodo e della previdenza complementare.

Infine è possibile navigare tra le diverse sezioni nelle quali, tra gli altri strumenti, si trovano:

· il Vademecum scaricabile gratuitamente intitolato “Il risparmio, dove lo metto ora?”;

· il Teacher’s corner dedicato a genitori e insegnanti che desiderano dare una risposta chiara e semplice alle domande che i bambini e i ragazzi fanno riguardo al denaro e al risparmio;

· Il Glossario che raccoglie i principali termini economici e finanziari, utilizzati comunemente nei documenti (sia promozionali che legali) dei prodotti finanziari e sulle pagine economiche dei quotidiani.

Alessandro Gaetani

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Le famiglie italiane e la spesa universitaria

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Investo su mio figlio all’università e poi, troverà la sua strada?
Ho accantonato delle risorse per mandare mio figlio a fare un master universitario in una grande città, che prezzi per affittare una stanza!
In quanto tempo rientrerò dall’investimento sostenuto per ottenere la laurea?

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Queste alcune delle domande che si fanno i genitori per i loro figli che raggiungono il diploma e intendono continuare gli studi. Scelta importante: Facoltà, accademie, lauree brevi o corsi?

E’ stato recentemente pubblicato da JobPricing (società specializzata nella consulenza sulle politiche retributive, il cui presidente è Mario Vavassori che troviamo in Senza soldi scritto a quattro mani con Walter Passerini), l’University report 2015 (il documento è scaricabile gratuitamente sul sito Jobpricing) che ci aiuta a capire quanto vale il titolo di studio universitario nel mercato del lavoro italiano.

Qui ci soffermiamo sul tema della spesa sostenuta. Infatti, nel rapporto si legge l’indice denominato University Payback Index (U_P_I), che ci fornisce il numero di anni necessari per ripagare gli investimenti sostenuti (dalle tasse al vitto e al mancato guadagno).

Si scopre così che per recuperare a livello economico il mancato guadagno (la retribuzione che lo studente avrebbe guadagnato occupando un posto di lavoro a tempo pieno, anziché frequentare l’università nei 5 anni di studio presi come riferimento nel report) e l’investimento fatto per completare il percorso di studi universitario (le spese sostenute dallo studente per completare un corso di studi in un arco standard di 5 anni, determinato dalle tasse universitarie e dai costi del materiale didattico – libri, pc e altri accessori), è necessario un intervallo di tempo che va dai 12 ai 22 anni a seconda dell’ateneo frequentato.

E non è detto che chi proviene da università blasonate, pur investendo molto, rientri rapidamente dai costi sostenuti, infatti il rating vede al primo posto il Politecnico di Milano che richiede ai suoi laureati circa 12 anni per recuperare l’investimento confermando che le Scuole Politecniche italiane, in generale, hanno un buon mercato di riferimento e consentono alle famiglie di recuperare l’investimento in tempi ragionevoli.

Alessandro Gaetani

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Educazione finanziaria: il tuo blogger risponde?

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I blog, generalmente, vengono visti dai naviganti in internet come degli strumenti informativi. Sempre più ai blogger sono infatti dirette molte domande sugli argomenti trattati. Anche per me è così!

www.economiafamiliare.it nasce per questo e lo stesso si può dire per i miei articoli pubblicati su riviste e periodici, negli interventi e le interviste che rilascio ai media tradizionali.

Educazionefinanziaria
Educazionefinanziaria

Tenendo fede alla definizione di Educazione Finanziaria sancita dall’OCSE (OECD – Organisation for Economic Co-operation and Development) che riporto in fondo all’articolo *, rispondo sempre alle varie sollecitazioni che ricevo:

Questi i tre macro argomenti con un numero maggiore di domande ricevute:

  • consulenza iniziale sulla possibile bontà di quel prodotto di risparmio e/o investimento imprenditoriale (per l’apertura di un’attività, per l’accantonamento di somme di denaro per le emergenze, su come mettere a reddito il proprio appartamento, etc.);
  • informazioni generiche sull’assicurazione RC Auto (che fa sempre più penare gli automobilisti per il prezzo da pagare, per la gestione di un incidente, per il valore affettivo che purtroppo cozza con il degrado per vetustà che subisce annualmente la propria autovettura, etc.);
  • suggerimenti su libri, e-book, conferenze utili ad approfondire gli argomenti economici che quotidianamente fanno parte della nostra vita.

Alessandro Gaetani

Manuale di educazione finanziaria

*L’educazione finanziaria è il processo attraverso il quale i consumatori/investitori finanziari migliorano la propria comprensione di prodotti e nozioni finanziarie e, attraverso l’informazione, l’istruzione e una consulenza oggettiva, sviluppano le capacità e la fiducia necessarie per diventare maggiormente consapevoli dei rischi e delle opportunità finanziarie, per effettuare scelte informate, comprendere a chi chiedere consulenza e mettere in atto altre azioni efficaci per migliorare il loro benessere finanziario

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L’abitazione come forma d’investimento – colf e badanti quali le tutele assicurative

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Partendo dalla certezza che quello immobiliare non può essere l’unico investimento della famiglia, pur essendo, spesso la più consistente, ma solo una parte della ricchezza della famiglia, possiamo asserire che l’investimento immobiliare in famiglia, si può effettuare in tre modi:

Acquistare un immobile libero per affittarlo, ottenendone così un reddito (i canoni pagati dall’inquilino), per poi rivenderlo per ottenerne una plusvalenza

Acquistare un immobile già affittato, attenderne la liberazione alla fine del contratto, per poi rivenderlo per ottenerne una plusvalenza

Acquistare una nuda proprietà da un proprietario anziano, che continua a viverci vita natural durante.

Così partirò domani alla quarta lezione del corso d’Economia Familiare all’Unitre di Verbania, mentre nella seconda ora tratterò le tutele assicurative attivabili, per le sempre più presenti nuove figure frequentanti le nostre case (Baby Sitter, Badanti, Collaboratrici Domestiche, etc): La polizza della responsabilità civile della famiglia e del capofamiglia.

Alessandro Gaetani

Puoi approfondire con la lettura dei seguenti libri:

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