Archivi tag: lavoro

Arriva il Salone Franchising a Milano

Share

panoramica

Si terrà dal 3 al 5 novembre in Fieramilanocity, ingresso Gate 4 in via Colleoni, Milano, dalle ore 9,30 alle ore 18,30.

I biglietti in cassa costano:
1 giorno € 40,00
2 giorni € 50,00
Ridotto € 15,00 (da 11 a 17 anni)
Sconti fino al 75% e facilitazioni se vengono acquistati
sul sito Il Salone del Franchising.

Numeri in crescita al 1° semestre 2016:

numeri-in-crescita

Quanto pesa sul Commercio al dettaglio?

quanto-pesa-sul-commercio-al-dettaglio

Dati salienti sull’affiliazione commerciale al 2016:

numeri 2016

Puoi approfondire con le seguenti letture:

Per saperne di più
Brevi sulla formula commerciale franchising

Alessandro Gaetani

Share

Brevi sulla formula commerciale Franchising

Share

Franchising, lavoro, impresa, formazione, gli argomenti trattati dal 2014 in poi negli articoli, nelle recensioni eventi e nelle interviste radiofoniche sul fenomeno commerciale del Franchising.

Di seguito i link per andare a leggere gli articoli e scaricare i podcast radiofonici:

WEB
L’ articolo sulla testata milanese MilanoFree

L’ articolo sul Giornale delle PMI

RADIO
L’ intervista al Salone del Franchising Milano 2014

L’ intervista a Radio Franchising 2016

Di seguito il Comunicato Stampa del Centro Studi del Salone Franchising Milano (Settembre 2016):

Aprire un negozio in franchising è meno rischioso che aprire un negozio tradizionale. Lo conferma un nuovo studio del Centro Studi SFM che sottolinea come il tasso di mortalità dei negozi in affiliazione sia minore del 33% di quelli tradizionali nel periodo 2011-2014 (basato su dati Unioncamere, Confimprese, Assofranchising).

Il Centro Studi SFM ha elaborato le 5 regole fondamentali per mettersi in proprio ed evitare il franchising pirata:

1. Reputazione. Informarsi sulla affidabilità della impresa franchisor: è conosciuta nell’ambiente? Quali sono i suoi bilanci, la sua struttura organizzativa, i programmi di formazione per l’affiliato, il marketing aziendale, le sue competenze? Meglio visitare la sua struttura, parlare con i referenti più volte e verificare tutto direttamente.

2. Business plan. E’ necessario che il franchisor presenti uno studio di fattibilità sulla zona in cui si pensa di aprire il negozio e sia definita l’esclusiva di zona. Il
franchisee, a sua volta deve verificare se il suo business plan sia prudenzialmente sostenibile sia in termini economici che finanziari, cioè che disponga anche delle risorse necessarie come capitale proprio.

3. Contratto. Il contratto deve avere una durata sufficiente ad ammortizzare gli
investimenti, generalmente non inferiore a 3 anni e deve specificare l’ammontare dell’investimento iniziale e del diritto d’ingresso, oltre l’importo e le modalità di calcolo e pagamento delle royalties.

4. Legge franchising. La proposta del franchisor rispetta i requisiti della legge sul franchising? Per legge si hanno 30 giorni per sottoscrivere il contratto, deve essere possibile visionare il bilancio degli ultimi 3 anni del franchisor, la descrizione del marchio registrato, la lista degli affiliati esistenti.

5. Non da soli. Consultarsi sempre con un commercialista, un avvocato o un esperto delle associazioni di categoria prima di firmare un contratto.

Franchising: mettersi in proprio con l’affiliazione commerciale

Il prossimo appuntamento è al Salone del Franchising Milano 2016 che si terrà a Milano dal 3 al 5 novembre, dove sarà presentato un libro e-book su come entrare nel mondo del franchising senza correre rischi (il 4 novembre 2016 nella Franchising School del Salone Franchising Milano).

Parteciperò con l’accredito stampa di Eco Risveglio e come al solito, vi relazionerò con foto, articoli, etc.

Alessandro Gaetani

Share

Banca-Cliente: più web meno sportelli!

Share

Banca Rotta
Banca Rotta

Continua in Italia la razionalizzazione della rete sportelli bancari, in parallelo all’aumento dell’utilizzo dei canali di contatto banca-cliente a distanza (internet, mobile banking e banca telefonica).
Oltre la metà dei correntisti italiani (il 55%), pari a circa 16 milioni di cittadini, usa il web per operare con la propria banca, con un aumento del 9% rispetto a un anno fa.
Due operazioni su tre oggi sono effettuate online e non sono più solo i giovani a usare l’home banking: anche il 35% dei clienti di età compresa tra i 55 e i 75 anni, infatti, dialoga con la banca via web.

Banche: possiamo ancora fidarci?

È quanto emerge dall’indagine realizzata da ABI con GfK che è stata recentemente presentata a Roma alla decima edizione del convegno Dimensione Cliente.
E’ l’incontro annuale ABI sul mercato retail e sulla relazione tra banca e cliente. Al centro dei lavori dell’edizione 2016 sono stati trattati argomenti quali: i nuovi target, le necessità e i nuovi comportamenti della clientela in una situazione competitivo basato sull’innovazione.

La trasformazione digitale dei servizi finanziari ha aperto la strada a nuovi modelli di servizio e d’interazione con i clienti. A fine dicembre 2015 in Italia erano operativi 30.091 sportelli bancari, in diminuzione di 649 unità rispetto a dicembre 2014, con una variazione annua pari al -2,1%. Nei confronti del numero massimo di sportelli bancari, registrato a fine 2008, è in diminuzione di 4.048 unità, pari al -11,9%.

In Italia ogni 100.000 abitanti ci sono 49 sportelli bancari, valore non discosto da quello che si registra in Germania (44 sportelli a fine 2014). La media europea è di 36 sportelli ogni 100.000 abitanti.

E’ in diminuzione anche la frequenza di visite mensili presso lo sportello che passa da 1,5 volte al mese nel 2008 a 1,1 volte al mese nel 2015, mentre l’utilizzo del canale internet per le operazioni bancarie è in forte aumento e passa da 1,1 volte al mese del 2008 a 1,9 del 2015.

Alessandro Gaetani

Share

Italia: rimboccarsi le maniche per superare la crisi

Share



2015 Famiglia Image Banner 300 x 250

Si dice che in Italia ci sia la crisi.
Sicuramente c’è la crisi, ma qualche considerazione sul nostro Paese è necessario farla.

In prima battuta penso che le prime imprese che hanno chiuso siano state quelle che lavoravano male, quelle che non si sono innovate, etc.

Poi c’è la questione della burocrazia e della scarsa attenzione delle Istituzioni pubbliche (derivante soprattutto dal vecchio monopolio infrastrutturale nelle telecomunicazioni e l’energia, dalla burocrazia asfissiante a tutti i livelli, etc.) nei confronti di chi vuole investire, crearsi un autoimpiego e creare posti di lavoro, far “girare” in qualche modo l’economia.

Ho ascoltato per esempio la narrazione di diversi casi dove, per l’apertura di una lavanderia automatica piccoli potenziali imprenditori, hanno dovuto attendere fino a sei mesi per l’incremento della corrente elettrica, subendo i costi iniziali di finanziamento per l’acquisto delle macchine, affitto locale, etc., senza poter incassare un euro dalla loro attività che non poteva partire.

Diversi libri e inchieste ben raccontano le difficoltà che incontra chi vuol fare impresa nel nostro Paese:

Volevo solo vendere la pizza (Garzanti Narratori)

Giovani imprenditori. Fare Impresa in Italia: Potenzialità, Modelli Vincenti e Burocrazia. (Ebook Italiano – Anteprima Gratis)

Importante però porre l’accento anche sul fenomeno delle Imprese troppo piccole (nelle dimensioni, con “addetti tuttofare” con inevitabili poche competenze e quindi non pronte per esempio, a innovarsi investendo sui macchinari tecnologicamente avanzati), ma anche le Imprese “troppo e per troppo tempo” vincolate al finanziamento bancario (ci deve essere un momento in cui l’Azienda non ha più bisogno della “bombola dell’ossigeno”).

Come pure molte Imprese non hanno al loro interno le competenze necessarie a cogliere l’opportunità di reperire risorse attraverso la presentazione di progetti usando i Fondi Europei (quante volte si legge dei “soldi dell’Europa” che tornano indietro per mancanza di progetti da finanziare).

Poi c’è la questione Scuola/Lavoro (in maiuscolo per evidenziarne l’importanza). Ho già scritto e riscritto più volte del paradosso tutto italiano che vede da un lato percentuali di disoccupazione nel nostro Paese a doppia cifra, e dall’altro Aziende che faticano a trovare i profili a loro necessari per crescere.

Come pure la non conoscenza delle lingue in un mercato, ormai, sempre più internazionale, che vede perfino laureati italiani, anche con dottorati, totalmente incapaci di intrattenere una conversazione commerciale in una qualunque lingua estera.

E che dire poi dell’incertezza dimostrata da chi, alla ricerca di un posto di lavoro, a domande tipo: Cosa ti piacerebbe fare? Hai delle passioni, un settore di tuo interesse in cui ti piacerebbe operare? Rispondono genericamente “qualunque cosa trovo va bene”.

E allora le questioni sul tavolo sono tante ed evidenziano come ci sia la necessità per tutti (Istituzioni, Imprese, Cittadini) di rimboccarsi le maniche per superare la Crisi.

Alessandro Gaetani
Consigliere di Amministrazione
VCO Formazione Scarl
(Formazione ed Orientamento Professionale – Servizi al lavoro)

Share

Il posto fisso…in banca!

Share
Bancari in corteo
Bancari in corteo

Una vita da bancario (Piccola Biblioteca del Sorriso)

Prenditi un titolo di studio, e fatti assumere in banca

Questa era la frase ricorrente che, fino a qualche anno fa, i genitori ripetevano al proprio figlio studente.

Il posto in banca (mi viene in mente “il posto fisso” tante volte citato nel film Quo Vado? di Checco Zalone), è sempre stato quello più ambito. Stabilità del posto di lavoro, buona paga per più di dodici mensilità, vantaggi creditizi, etc.

Ma oggi, come stanno i dipendenti bancari?

Da una parte Abi (Associazione Bancaria Italiana), fornisce un quadro della posizione competitiva del settore bancario italiano, attraverso l’esame di numerose informazioni riferite alle risorse umane, alla loro gestione e al relativo costo, nell’ultimo Rapporto sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria: “Nel settore del credito italiano la stabilità del posto di lavoro è da sempre un valore fondamentale, come dimostrato dall’elevata incidenza dei contratti a tempo indeterminato (compresi gli apprendisti) che si attesta al 99%. Nonostante la lunga scia della crisi, il settore ha contenuto la contrazione degli organici nel biennio 2013-2014 (circa -1%). Tra le principali caratteristiche del personale bancario si confermano anche la qualità professionale in costante crescita (con il 37,3% di laureati) e il continuo aumento del personale femminile (44,7% sul complesso dei dipendenti).

Dall’altra parte, alcuni Sindacati di Base denunciano le mancate conquiste dei lavoratori, nei diversi rinnovi contrattuali: “Si pensi allo spazio enorme concesso sul terreno del salario, spazio che sarà riempito da nuovi e corposi sistemi incentivanti su iniziativa aziendale, in barba a tutti gli impegni contro le politiche commerciali aggressive” e ancora “Si pensi ai nuovi modelli distributivi, che fanno ogni giorno carta straccia degli accordi esistenti in tema di inquadramenti, indennità, mansioni, e che vengono usati per anticipare nuovi schemi contrattuali, mai discussi con i rappresentanti dei lavoratori.

Tutto ciò, evidenzia che, è in atto un vivace dibattito tra le parti, sui futuri assetti organizzativi e produttivi delle imprese bancarie, per affrontare l’ormai inevitabile profonda trasformazione dell’attività bancaria, in conseguenza dei rapidi progressi nella digitalizzazione dei processi produttivi e della stessa relazione con la clientela

Gli ultimi concetti, sono ben spiegati da Riccardo Luna, a 2Next Economia e Futuro:

Alessandro Gaetani

Share

Rapporto Caritas: crisi e famiglie

Share

Famiglie sospese. Quaderno di riflessione teologico-pastorale sulla famiglia in difficoltà nell’Italia delle false partenze

E’ stato recentemente pubblicato dalla Caritas, il rapporto di monitoraggio dell’impatto della crisi economica sulle famiglie “Crisis Monitoring Report 2015” con focus, tra gli altri paesi dell’Europa meridionale, sull’Italia.

In merito al mercato del lavoro, si legge della preoccupante esplosione dei NEET 15-24enni, con l’Italia che conquista il triste primato di paese dell’EU28 con il più elevato tasso di giovani che non lavorano, non studiano e non sono impegnati in attività di formazione (40%). Il tasso di disoccupazione nel 2013 era superiore alla media europea (12,2%). In merito alla povertà e al sostegno al reddito il 28,4% della popolazione italiana è a rischio di povertà o esclusione sociale.

A riguardo dei servizi pubblici, nel settore dell’assistenza socio-sanitaria, dal 2012 al 2013 in Italia vi è stato un forte declino della spesa sanitaria procapite (0,4%).Tale fenomeno si riflette nella domanda sociale che giunge alla Caritas: nel corso del 2013 il 10,5% degli utenti dei Centri di Ascolto ha richiesto una prestazione assistenziale di tipo sanitario, altrimenti erogabile dal servizio pubblico (+6% rispetto al 2012).

Nel rapporto si evidenzia come per le Caritas più strutturate e di più antica istituzione come l’Italia, l’azione di solidarietà materiale si accompagna ad attività di animazione pastorale, accompagnamento formativo, di studio e ricerca, sensibilizzazione, lobby e advocacy.

In Italia l’azione della Caritas si esplica attraverso 1.148 iniziative anticrisi (raddoppiate dal 2010 ad oggi).
Nel corso del 2013, si legge infine nel rapporto, Caritas italiana ha attivato un “fondo straordinario anticrisi”, rivolto a sostenere le Caritas diocesane nella realizzazione di interventi di contrasto alla crisi economica, nel settore dell’abitazione, del lavoro, delle spese di prima necessità, del sostegno al credito.
Da giugno a dicembre 2013, il 76% delle Caritas diocesane ha presentato richiesta di rimborso per tali attività, per un importo pari a cinque milioni e 650 mila euro.

Alessandro Gaetani

Share

L’Italia dei Neet

Share

L’acronimo Neet (Not in employment, not in education and not in training) in italiano indica i giovani (tra i quindici e i venticinque anni) che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in alcun percorso formativo professionalizzante.

Proprio nel corrente anno l’Unione Europea farà partire il programma a loro riservato “Youth guarantee” per invitare tutti gli Stati membri ad assicurare loro un’opportunità di lavoro/tirocinio o in alternativa un corso formativo, entro quattro mesi dall’uscita dalla scuola o dall’inizio del periodo di disoccupazione.

L’Italia detiene il record di numero di Neet tra i grandi Paesi dell’Unione Europea e per il quale il programma suddetto prevede un finanziamento di 1,5 miliardi di euro in due anni.
Ma chi sono i Neet italiani?
La risposta arriva dall’Istat che a fine 2013 comunicava al Mef che i giovani Neet erano circa 2,5 milioni, di cui il 51,9% di sesso femminile e il 48,1% di sesso maschile e concentrati soprattutto al Sud. Walter Passerini spiega bene il fenomeno in un suo recente libro: Senza soldi: Sottopagati, disoccupati, precari. Ma Paperoni e furbetti se la godono (Chiarelettere Reverse)

Al ministero hanno studiato il fenomeno che vede, per le donne il motivo di inattività principale le esigenze familiari (tra cui la maternità), per tutti gli altri l’età e il titolo di studio (fonte paper Italia Lavoro – Società del Mef).
Quattro sono i gruppi tipologici utilizzati al Ministero per meglio individuare i motivi di inattività correlati con i tre prima detti: “in cerca di occupazione”, “indisponibili”, “disimpegnati” e “in cerca di opportunità”.

Da Italia Lavoro dicono che le quattro dimensioni dei “Neet Status” scompongono il bacino di riferimento in base a eterogenee condizioni di riferimento, ma soprattutto permettono di circoscrivere la platea di coloro che “effettivamente” sarebbero disponibili a lavorare.

Concludono il paper dichiarando che all’interno della platea dei Neet l’inattività è dovuta prevalentemente all’assenza di opportunità (60%) mentre in quattro casi su dieci è volontaria.

Alessandro Gaetani

Puoi approfondire con i seguenti libri:

Share

Il Manuale del Maker

Share

Il Manuale del Maker
La guida pratica e completa per diventare protagonisti della nuova rivoluzione industriale
Andrea Maietta e Paolo Aliverti
Edizioni FAG Milano

“………..In questo momento storico stiamo attraversando un grave periodo di crisi, specialmente in Italia dove nel 2013 la disoccupazione giovanile è intorno all’incredibile cifra del 40%.

Per cercare di far fronte a questa mancanza cronica di posti di lavoro si vede un continuo fiorire di start-up, tipicamente legate ad applicazioni web, perché grazie a internet la barriera economica all’ingresso è diventata praticamente nulla, anche se non si può dire altrettanto della burocrazia e del sistema di tassazione (almeno in Italia).

La fabbricazione personale potrebbe essere uno strumento molto importante per aiutare i giovani, e non solo a trovare una loro strada.

Oggi chiunque può cominciare il suo percorso di maker e la sua avventura di micro-imprenditore in casa, in box o in mansarda……………….Se il successo si ripete per diversi prodotti o servizi il maker può trasformarsi in un imprenditore di successo e creare un’azienda sempre più solida, riportando le competenze artigianali all’attenzione del pubblico che è attirato dai tempi più brevi e dai costi più bassi permessi dalle tecnologie digitali, andando così anche a creare posti di lavoro e aiutando l’economia locale a ripartire dal basso…..”

Alessandro Gaetani

Puoi acquistarlo grazie al mio programma di affiliazione Amazon:

Share

Giornata Nazionale della Previdenza 2013

Share
GNP 2013
GNP 2013

L’evento, organizzato da Itinerari Previdenziali e Prometeia, che si terrà a Milano c/o il Palazzo della Borsa Italiana (Piazza degli Affari, 6), il prossimo 16-17-18 Maggio 2013, è l’appuntamento annuale di tre giorni dedicati al mondo delle Pensioni, del Welfare, dell’Assistenza sanitaria integrativa.

Nella seconda giornata (17 Maggio 2013), sarò presente ai seguenti incontri:

__________________________________________________________________________

Ore 10.00-11.20
Le parole d’ordine del welfare dopo la crisi: integrazione, sinergia, sviluppo
Organizzato da Assoprevidenza

Ore 11.50-13.10
Educazione Finanziaria ed Educazione Previdenziale
Organizzato da FeBAF (Federazione delle Banche, delle Assicurazioni e della Finanza)

__________________________________________________________________________

Inoltre visiterò la Mostra GNP2013, che avrà un occhio di riguardo all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e che si focalizzerà su quattro aree tematiche: Ricerca del lavoro, Previdenza, Assistenza Sanitaria e Welfare aziendale.

Come per gli altri eventi vi relazionerò e pubblicherò articoli, foto, etc., sul mio sito www.economiafamiliare.it e nei miei profili sui social network.

Alessandro Gaetani

Potete approfondire gli argomenti trattati alla Giornata Nazionale della Previdenza, con i seguenti libri:

Share

Lezioni

Share

Per le province del Verbano Cusio Ossola – Novara – Varese – Milano:

Per informazioni/organizzazione di incontri in Associazioni, Biblioteche, Università della Terza Età, Enti Locali e Aziende, scrivetemi a info@economiafamiliare.it

 

La penna di Economiafamiliare.it
La penna omaggio di Economiafamiliare.it

La lezione su alcuni strumenti finanziari destinati agli anziani/pensionati:

http://www.slideshare.net/gaetal/educazione-finanziaria-per-la-terza-et

La lezione sulla figura del Promotore Finanziario:

http://www.slideshare.net/gaetal/educazione-finanziaria-per-le-famiglie

La lezione sulla figura dell’Intermediario di assicurazioni:

http://www.slideshare.net/gaetal/educazione-finanziaria-per-le-famiglie-intermediario-di-assicurazioni

La lezione sui Fondi comuni di investimento:

http://www.slideshare.net/gaetal/educazione-finanziaria-per-le-famiglie-i-fondi-comuni-di-investimento-16452929

La lezione sulle polizze di difesa dalla Non Autosufficienza:
http://www.slideshare.net/gaetal/educazione-finanziaria-per-le-famiglie-le-assicurazioni-long-term-care

La lezione su come attrezzarsi per i rapporti economici quotidiani:
http://www.slideshare.net/gaetal/educazione-finanziaria-per-le-famiglie-attrezzarsi-per-i-rapporti-economici-quotidiani

La lezione sulla compravendita della casa:
http://www.slideshare.net/gaetal/educazione-finanziaria-per-le-famiglie-casa-dolce-casa


bilancia_468p60_MOL

La lezione sulla ricerca del lavoro
http://www.slideshare.net/gaetal/call-me-for-a-job

Puoi approfondire gli argomenti trattati nelle lezioni con i libri acquistabili su:

Share