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Polizze connesse ai mutui: i 10 aspetti da tenere a mente

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Un consumatore informato è un consumatore più tutelato!

Con questa frase esordisce l’Ivass (Organo di Vigilanza sulle Assicurazioni) sulla propria pagina online dedicata ai consumatori. Così vengono definiti gli assicurati. Per la loro tutela, l’ente pubblica le norme più importanti, in campo assicurativo.

Si tratta di norme primarie (leggi, decreti legge o decreti legislativi), di Regolamenti ministeriali e di Regolamenti emanati dall’IVASS che disciplinano le regole di comportamento delle imprese e degli intermediari verso gli assicurati.

Nello specifico si trovano le principali disposizioni che regolano le polizze connesse ai mutui e la loro modalità di vendita. Esse vendute in abbinamento ai mutui hanno lo scopo di fornire al consumatore una copertura assicurativa per l’eventualità che non sia in grado di restituire il mutuo.

Prima di concludere un contratto è importante tenere a mente i 10 aspetti suggeriti dall’Ivass:

• la polizza è facoltativa e non obbligatoria;
• si può decidere liberamente chi nominare come beneficiario della polizza;
• il premio assicurativo di solito si somma al capitale finanziato;
• la durata della copertura assicurativa potrebbe non essere uguale alla durata del finanziamento;
• nel contratto assicurativo potrebbero essere presenti clausole che prevedono franchigie oppure esclusioni, situazioni per le quali l’indennizzo non è dovuto;
• è importante valutare se le coperture offerte sono realmente adeguate alle proprie esigenze e al proprio profilo ;
• verificare con attenzione quale sia la forma assicurativa che viene offerta;
• è importante verificare l’ammontare delle commissioni che le banche e gli istituti finanziari chiedono per vendervi queste polizze;
• è importante analizzare bene il diritto di recesso;
• se si estingue anticipatamente il mutuo o lo si trasferisce presso un altro istituto di credito si ha diritto ad ottenere il rimborso della parte del premio pagato e non goduto.

Alessandro Gaetani

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4 consigli per le polizze dal concessionario

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Partendo da un’inchiesta effettuata dall’Associazione di consumatori Altroconsumo presso i rivenditori auto di varie marche automobilistiche , l’Ivass (Organo di vigilanza delle assicurazioni) ha pubblicato un report della successiva analisi svolta sul mercato delle polizze assicurative abbinate dai concessionari auto ai finanziamenti rivolti all’acquisto di veicoli offerti in promozione da diverse case automobilistiche.

Viste le diverse criticità emerse dall’indagine, tra cui i rapporti societari tra case automobilistiche, enti erogatori dei finanziamenti e imprese assicurative tali da produrre situazioni di conflitto di interesse in danno dei consumatori, e l’ elevato livello dei costi delle polizze, dovute ad altissime provvigioni, non giustificabili alla luce dell’attività svolta dai finanziatori/intermediari assicurativi, l’Ente fornisce i seguenti consigli:

1) se intendi accettare un’offerta commerciale per l’acquisto di un veicolo a rate, fai attenzione a eventuali proposte di polizze assicurative a protezione del credito abbinate al finanziamento;

2) se decidi di sottoscrivere la polizza abbinata al finanziamento, sappi che hai diritto di conoscere, prima della sottoscrizione del contratto, caratteristiche, costi, natura ed estensione delle coperture, massimali, eventuali franchigie, scoperti, ecc.;

3) anche dopo aver sottoscritto la polizza, se ritieni di non aver fatto la scelta giusta, hai il diritto recedere dal contratto generalmente entro i successivi 60 giorni (verifica sempre nelle condizioni di polizza);

4) chiedi al concessionario di fornirti un dettaglio separato dei costi per l’acquisto del veicolo, di quelli derivanti dall’operazione di finanziamento e di quelli connessi alla polizza assicurativa.

Alessandro Gaetani

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I canali di acquisto delle polizze in Italia

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GUIDA AL RISPARMIO – Risparmiare su Bollette, Assicurazione, Casa… -: Edizione 2015

E’ stato presentato recentemente il Rapporto sull’Assicurazione Italiana 2014/2015 realizzato dall’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA).

Si legge in copertina: “L’industria assicurativa italiana fornisce un contributo significativo all’economia e alla società, mettendo a disposizione una vasta gamma di servizi per la protezione dei rischi: dall’assicurazione auto all’assicurazione di protezione del patrimonio per danni subiti ai propri beni (abitazione, attività industriali) o causati a terzi (responsabilità civile generale), dai prodotti previdenziali alle coperture assicurative sulla vita. L’industria assicurativa aiuta così gli individui, le famiglie e le imprese a gestire i propri rischi e a recuperare le perdite in caso di danni. Complessivamente il settore dà impiego a circa 300 mila persone”.

Spread arrosto con patate: Dal mutuo casa ai bot, dalle obbligazioni alle assicurazioni, le ricette per destreggiarsi nel mondo dell’economia domestica.

Nel seguente articolo mi soffermo sui canali di acquisto delle polizze da parte degli assicurati (mentre cresce il numero delle auto circolanti senza copertura assicurativa – ultimi dati ANIA quantificano circa 4milioni di “auto fantasma”).


Ecco i dati estratti dal Rapporto ANIA:

Nel 2014, il 79,3% delle polizze nel settore danni è stato venduto attraverso il canale agenziale; l’Ania stima, però, che una quota importante, pari al 25,5% dei premi del canale agenziale, è effettivamente originata dal canale broker. La quota di mercato degli agenti scenderebbe perciò circa al 53,8%, mentre raggiungerebbe il 34,2% quella dei broker.

Nel 2014, il principale canale di distribuzione nel settore vita rimane il canale bancario che, peraltro, registra un ulteriore incremento della relativa quota di mercato (dal 59,3% del 2013 al 62,4% del 2014). Il secondo canale di vendita è rappresentato dai promotori finanziari che hanno originato oltre il 16% dei premi contabilizzati dal settore; segue il canale degli agenti con una quota in lieve flessione e pari al 12,8%; meno utilizzati sono risultati i canali di vendita diretta (7,9%) e i broker (0,6%).

Alessandro Gaetani

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Basse pensioni e reali condizioni di vita

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Recentemente abbiamo letto titoli sui giornali del tipo ”Meno di Mille euro per metà dei pensionati”.

Questo perché è stata pubblicata e presentata dal Presidente Mastrapasqua, la prima relazione annuale della Super INPS – nata dalla fusione con l’INPDAP (dipendenti pubblici) e l’ENPALS (sport e spettacolo).

I numeri della relazione ci dicono che ci sono sette milioni di pensionati su sedici che percepiscono meno di mille euro al mese. E di questi oltre due milioni ne percepiscono cinquecento.

Chiariamo subito, è assodato che ci sono pensionati italiani in difficoltà per via dello scarso reddito derivante dalle basse pensioni, ma è bene specificare che ciò è reale solo quando è l’unica entrata con la quale si vive e/o quando si aggiungono problemi di salute.

Come pure è vero che nel “Mondo Pensioni” molte sono le ingiustizie, alcune delle quali le troviamo ben dettagliate nel libro di Mario Giordano:

Sanguisughe. Le pensioni d’oro che ci prosciugano le tasche

e in quello di Salvatore Cannavò:

Altre sanguisughe. L’Italia derubata. Parassiti di stato, pensionati di lusso e i politici che non mancano mai

Ma sarebbe utile e corretto, andare ad approfondire i numeri presentati, magari “incrociandoli” con altre informazioni (a tal proposito quanti sono gli italiani favorevoli al cosiddetto “Fisco spione”?).

Già perché, dentro quei numeri ci sono le più diverse situazioni, che ci dicono che anche quando un pensionato percepisce una bassa pensione (dovuta nella maggior parte dei casi, semplicemente al fatto che durante la vita lavorativa si sono versati pochi contributi) non è detto che viva in condizioni di povertà.

Alcune domande sono lecite, e tante altre se ne potrebbero fare, per esempio: quanti di questi pensionati sono proprietari di prima casa e di altri immobili, magari affittati e quindi portatori di redditi aggiuntivi? Quanti di questi pensionati percepiscono cospicui interessi annuali da depositi bancari e/o postali, polizze vita, etc.?.

Infine, ecco qualche numero aggiuntivo tratto dalla suddetta relazione: sono 15,9 milioni i pensionati a carico dell’Inps, al nord prevalgono i pensionati di anzianità (64%) e di vecchiaia (53%), mentre al sud sono erogate più pensioni d’invalidità e assegni sociali.

Alessandro Gaetani

Di seguito trovi altri testi da leggere per approfondire e saperne di più:

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Polizze e fisco

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E’ risaputo che gli Italiani sono poco propensi ad assicurarsi.

A parte l’assicurazione dell’auto, obbligatoria per legge, gli italiani sono poco attratti dalle coperture assicurative (diverse statistiche Ivass – Istituto di Vigilanza Imprese di Assicurazioni – e Ania – Associazione delle Imprese di Assicurazioni – indicano la scarsa diffusione delle polizze personali e a protezione dei propri beni).

Per alcune tipologie di assicurazioni però, la leva fiscale ha sempre fatto da “stimolo” alla loro sottoscrizione: alcune polizze vita, le polizze infortuni/malattie e le polizze di difesa dalla non autosufficienza (per il 2012 Ania dichiara una raccolta premi pari a 69,7 miliardi, con circa quattro miliardi di euro detratti fiscalmente dagli assicurati).

Per questi, però, è arrivato di recente il decreto legge 31 agosto 2013, n. 102 recante «Disposizioni urgenti in materia di Imu, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di Cig e di trattamenti pensionistici», che ha modificato il sistema di detrazione fiscale dall’imposta, pagata in sede di dichiarazione dei redditi.

Infatti, mentre fino all’entrata in vigore del suddetto decreto era possibile detrarre il 19% del premio pagato fino a un massimo di 1.291,14 euro, dal 2013 tale importo è stato dimezzato (630 euro) per essere poi portato a 214 euro nel 2014.

Le modifiche suddette riguarderanno circa sei milioni di italiani titolari delle suddette polizze.

Nel tam tam delle reazioni scattate dopo l’emanazione del decreto c’è chi, come l’Ania, dichiara che il provvedimento fa scomparire qualsiasi logica di equità, sostenendo che lo stesso frena ancora di più il ricorso a tali coperture da parte degli italiani, e chi come le Associazioni dei consumatori che dichiarano il decreto come lesivo dei principi fondamentali del cosiddetto Statuto del Contribuente (Legge 212 del 2000) e che di fatto rompe il patto di fiducia tra Stato e Cittadino.

Alessandro Gaetani

Per approfondire su polizze e fisco ti segnalo i seguenti libri:

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Acquisto delle polizze via internet

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Stando agli ultimi dati Netcomm, il commercio elettronico (e-commerce) in Italia sfiora i 14 milioni di utenti.

E-commerce in Italia 2014: L’ultimo rapporto sull’e-commerce nel nostro Paese stilato dalla Casaleggio Associati

Segnale questo che il settore degli acquisti online viaggia a ritmo sostenuto.

La principale motivazione è che gli utenti sono molto attenti al risparmio, e a maggior ragione in un momento di difficoltà economica come quello attuale, gli acquisti online possono aiutarli.

L’altra motivazione è l’aumento della diffusione di smartphone e tablet che permette acquisti in modalità mobile.

Anche le polizze vengono acquistate tramite internet, sia polizze del ramo danni che del ramo vita.

Ecco che allora sono utili le raccomandazioni che l’Ivass (Istituto di Vigilanza per le Imprese Assicurative) pubblica sul proprio sito.

A cominciare dall’attenzione da prestare circa l’effettiva identità della Compagnia assicurativa, verificabile proprio attraverso la consultazione dell’elenco Imprese autorizzate dall’Ivass sul sito del Vigilatore (anche al numero verde 800486661 raggiungibile dal lunedì al venerdì – orario 9/13.30).

Come pure nel caso in cui si accede a sito di un intermediario assicurativo, è cosa buona verificare sul sito del Vigilatore l’iscrizione al Registro unico degli Intermediari.

Anche per le polizze acquistate in rete ci deve essere il rilascio del fascicolo informativo come pure delle condizioni di polizza e nel caso della polizza RC Auto devono essere rilasciati dall’impresa, in originale, il contrassegno e il certificato di assicurazione, entro 5 giorni dal pagamento del premio.

Nel caso di stipula di una polizza con una compagnia estera è opportuno verificare che in caso di controversie ci sia la possibilità di rivolgersi a un giudice italiano, al fine di evitare i disagi connessi allo svolgimento del giudizio all’estero.

Come pure la legge applicabile al contratto, perché nel caso non sia quella italiana e non si conosce la legge straniera applicata dall’impresa assicurativa, si possono incontrare maggiori difficoltà ad affrontare un eventuale contenzioso.

Per approfondire consiglio la lettura del Regolamento Isvap (ora Ivass) n. 34 del 19 marzo 2010, che regola la vendita delle polizze via internet e telefono.

Alessandro Gaetani

Puoi approfondire con i seguenti libri e e-book:

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