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Italia: più prestiti alle famiglie

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Tra la fiducia nel futuro e la doverosa attenzione all’insolvenza, aumentano anche nel nostro Paese, le famiglie che si rivolgono al credito al consumo.

Bankitalia ci dice che la crescita dei prestiti alle famiglie è vivace, ma il livello di indebitamento delle famiglie italiane è nettamente inferiore alla media europea.

Assofin è l’associazione che riunisce i principali operatori finanziari che operano nei comparti del credito alla famiglia. È impegnata a contribuire alla trasparenza e alla migliore conoscenza del comparto del credito alla famiglia. A tale scopo ha promosso alcune iniziative ispirate a principi di trasparenza e chiarezza nei confronti dei consumatori.

Una di questa è Monitorata. È un’ autovalutazione guidata della propria condizione finanziaria. Utile per poi approcciarsi alle banche e finanziarie, ed è a disposizione gratuitamente in forma anonima senza dover fornire informazioni personali. Serve per simulare la sostenibilità, anche nel tempo, del finanziamento che si sta valutando di acquisire.

L’esito di questa procedura è una risposta con un indicatore colorato: la vicinanza al verde indica una buona sostenibilità, viceversa più si è vicini al rosso e meno ci sono condizioni di sostenibilità del finanziamento nel corso del tempo.

Provate a farlo anche voi!

Alessandro Gaetani

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La vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane

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Tra il 2005 e il 2011 è aumentata la percentuale d’italiani che detenevano un debito di almeno 75 mila euro.
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Il motivo è dovuto principalmente al rallentamento del rimborso del debito.
Tale rallentamento è stato più accentuato per le famiglie appartenenti alle fasce di reddito medie e basse.
Gli autori del paper “La Vulnerabilità finanziaria: un’analisi per classi di reddito” pubblicato sul sito di Banca d’Italia, nella Collana Questioni di Economia e Finanza, hanno stimato che l’instabilità del reddito accresce l’insorgenza di difficoltà finanziarie.

Le difficoltà delle famiglie nel rimborsare il debito hanno conseguenze sia per i singoli sia a livello aggregato.
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Microcredito e inclusione. I prestiti alle famiglie e alle imprese non bancabili
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Infatti, se per i primi la sofferenza finanziaria può costargli la negazione futura di accesso al credito (vedi la segnalazione Centrale Rischi*), a livello aggregato (macroeconomico) può costituire un danno alla stabilità finanziaria generale (si pensi alla mancata restituzione del denaro ai prestatori).

Dai dati contenuti nel paper, si evince che quest’ultimo rischio è stato contenuto grazie all’elevata concentrazione del debito presso le classi di reddito più ricche, poiché i nuovi indebitati del periodo suddetto appartenevano ai decili di reddito più elevati.

Alessandro Gaetani

*La Centrale dei Rischi (CR) è un sistema informativo sull’indebitamento della clientela verso le banche e le società finanziarie (intermediari). Gli intermediari comunicano mensilmente alla Banca d’Italia il totale dei crediti verso i propri clienti: i crediti pari o superiori a 30.000 euro e i crediti in sofferenza di qualunque importo. La Banca d’Italia fornisce mensilmente agli intermediari le informazioni sul debito totale verso il sistema creditizio di ciascun cliente segnalato. I dati della CR sono riservati. Chi vuole conoscere la propria posizione presso la Centrale dei Rischi può rivolgersi alle Filiali della Banca d’Italia. Per la correzione di eventuali errori nelle segnalazioni, l’interessato deve rivolgersi direttamente all’intermediario (Fonte: Banca d’Italia).

Ottenere un prestito al consumo o in banca non è una cosa semplice e immediata, soprattutto perché il sistema creditizio ha alzato le barriere di accesso. Questa agevole guida finanziaria spiega quali errori evitare per veder accettata la propria richiesta senza tentennamenti. Scopri come presentare la tua richiesta e come difenderti dalle banche per ottenere un prestito che sia davvero adatto alle tue esigenze:

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Sposati e…..”indebitati”

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Se è vero che nasciamo già indebitati, per via del grande debito pubblico nazionale (ogni italiano, da quando lancia il primo vagito in sala parto, ha mediamente una quota di debito pari a oltre 30.000 euro), anche per il giorno del fatidico “si”, siamo soliti indebitarci, facendo crescere il fenomeno del matrimonio con “gli interessi”.

Infatti, secondo una recente indagine, condotta dal portale www.prestitisupermarket.it (con un campione di 15.000 richieste di prestito, raccolte nei primi quattro mesi del 2012), gli italiani contraggono debiti per sposarsi. Certo si tratta evidentemente di matrimoni low cost, se la maggior parte dei prestiti richiesti ha mediamente un importo pari a 10.000 euro, per un impegno minimo, per il rimborso dei prestiti di cinque anni.

Allora avanti tutta con matrimoni a base di aperitivi abbondanti, tanta solidarietà per chi è meno fortunato (es. biglietti d’invito Unicef, etc) e bomboniere simboliche.

Sempre la stessa indagine afferma che l’età di chi s’indebita per il gran giorno, va da un 20% di venti/venticinquenni, a un più sostanzioso 28% di ventisei/trentenni, per ritornare a un 20% per gli over trentacinquenni, fino a un misero 6% di over quaranta.

Poi, come sempre, i genitori italiani si rendono disponibili a foraggiare il matrimonio dei figli, anche attraverso la stipula di un prestito a loro nome, e qui siamo al 18% di ultra cinquantenni.

Mentre si scopre che la Campania, si attesta al primo posto per numero di aspiranti alle “nozze a rate”, infatti, il 20% delle richieste proviene da questa regione, seguita a ruota dalla Lombardia, la Sicilia e la Toscana.

Le Marche e il Veneto alzano l’asticella dell’importo medio richiesto, portandolo a 15.000 euro.

Fiori d’arancio per tutti.

Alessandro Gaetani

Per approfondire sui prestiti, consiglio la lettura dei seguenti libri:

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