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Rafforza i tuoi investimenti

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Informarsi, decidere in base a regole talvolta contrarie a quello che dice l’istinto e
tenere a bada le emozioni. Non è facile. Soprattutto nel rapporto con il denaro
.

La frase chiave del mio blog Economiafamiliare.it è: “Quando parliamo della gestione dei nostri risparmi, non esistono banalità”.

Infatti, i tre principi enunciati di seguito seguono questa regola, diversificare, non smobilizzare i propri investimenti se non se ne ha bisogno, tenere comportamenti anti istintivi.

Diversificare
Diceva mio nonno che quando andava a vendere le uova nei villaggi montani del Cilento si muniva di due cestini. Così se fosse scivolato da un lato avrebbe salvato il contenuto del cestino che portava dall’altro lato. Non farlo avrebbe significato perdere la possibilità di guadagnare denaro e/o scambiare le uova con altri prodotti.

Non smobilizzare i propri investimenti se non se ne ha bisogno
Investire denaro che mi potrebbe servire a breve è purtroppo un comportamento troppo diffuso. Nei mercati finanziari bisogna darsi tempo per una probabile soddisfazione. Se si è costretti a liquidare si potrebbe andare incontro a una perdita.

Tenere comportamenti anti istintivi
Essere anti istintivi vuol dire fare il contrario di quello che pensi di fare. Per esempio se ci si è resi conto che si è scelto male un titolo obbligazionario: si sta perdendo? Forse conviene venderlo in perdita ed evitare il peggioramento della performance. Il discorso vale anche nel caso contrario. Fai correre i guadagni.

Allenati al Self control!

Alessandro Gaetani

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Nonni vitali per le famiglie italiane

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Presentata recentemente la ricerca “Longevi e non autosufficienti: il piano della cultura sociale collettiva” realizzata dal Censis in collaborazione con Fondazione Generali.

Di seguito i dati estrapolati per raccontare l’importanza dei nonni nell’economia delle famiglie italiane:

Il secolo degli anziani: Come cambierà l’Italia (Prismi)

La ricchezza familiare netta delle famiglie anziane è cresciuta del 118% negli ultimi vent’anni.

Negli anni si è avuto un considerevole spostamento della ricchezza verso le fasce più anziane della popolazione e ai giovani per ora non resta che aspettare l’eredità. Il 79% delle famiglie anziane possiede almeno un immobile tra abitazione principale, seconda casa, cantina, box, etc. I risparmi accumulati nel tempo, redditi da investimenti nel mattone, ma anche redditi da lavoro consentono agli anziani di integrare le basse pensioni (Fonte INPS: il 41% delle pensioni è sotto i mille euro).

Gli anziani sono primattori del welfare “fai da te” quello che tiene insieme le nostre comunità e che ha ammortizzato gli impatti sociali della crisi, in primis prendendosi cura dei nipoti, contribuendo quindi al sostegno economico dei figli.

Nonni all'Università della Terza Età
Nonni all’Università della Terza Età

Anziani quindi sempre più motore dell’economia, infatti, nel nostro Paese vi sono oltre sette milioni di longevi che guidano ancora l’auto, 4,8 milioni che tentano la fortuna con i giochi (in primis lotto e superenalotto), e poi tanti anziani che si tengono in forma frequentando palestre, piscine e sale da ballo. Anche nelle loro vite è entrato il web, infatti, si stima che un milione e mezzo di anziani (65-80 anni) naviga abitualmente in rete.
Il segreto della vecchiaia Una stagione da scoprire


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I dati raccolti raccontano vite piene, gioiose, fatte di relazioni e impegni. Infatti, l’84,5% degli anziani valuta positivamente la propria vita, addirittura con sogni nel cassetto ancora da realizzare. Per il 58,6% fare un viaggio esotico, per il 27,9 imparare una lingua straniera per il 18,9% dedicarsi alla pittura e per il 18% pubblicare un romanzo.

Alessandro Gaetani

Per saperne di più:

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Perché gestiamo male i nostri risparmi

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Citazione

«…il risparmio è il regno delle distorsioni e delle illusioni cognitive….Quando arrivavano le noci in tavola, noi figli potevamo prenderne due con garanzia, oppure quattro senza: quelle con garanzia erano rimpiazzabili se guaste; le altre, invece, andavano prese come venivano, buone o guaste. Come mai mio fratello spesso ne preferiva “due sicure”, anche se sui tempi lunghi era più conveniente prenderne quattro?»

Paolo Legrenzi
pp. 150
2013
Editore Il Mulino

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