Archivi tag: risparmio

Conto quanto mi costi?

Share

Il conto corrente, dove corre? Breve guida per fermare il conto corrente prima che svuoti le nostre tasche

Il conto corrente è uno contratto, regolato dal codice civile, utile alla gestione di alcune operazioni tra correntista e banca: ricevere l’accredito dello stipendio, l’addebito delle utenze domestiche, etc.

La Banca d’Italia (giornalisticamente Bankitalia) svolge con cadenza annuale un’indagine sull’onerosità dei conti correnti delle famiglie; questa indagine tiene conto degli oneri e delle commissioni effettivamente addebitati alla clientela nel corso dell’anno.

Così scopriamo che nel 2015, la spesa di gestione dei conti correnti è stata in media pari a 76,5 euro con una riduzione di 5,8 euro rispetto all’anno precedente. Sono diminuite sia le spese fisse (3,9 euro), trainate dai minori canoni di base, sia quelle variabili (1,9 euro); sulla diminuzione di queste ultime hanno influito le minori commissioni unitarie che hanno più che compensato la crescita del numero di operazioni effettuate (da 140,4 a 143,8 unità); a parità di operazioni, le spese variabili sarebbero diminuite di 2,1 euro per effetto delle minori commissioni unitarie.

Ricchezza familiare

I contratti di più recente apertura, probabilmente anche per effetto delle politiche commerciali praticate dalle banche nei confronti della nuova clientela, hanno condizioni economiche generalmente più favorevoli rispetto ai contratti con maggiore anzianità: i clienti con conti aperti da un anno spendono 27,6 euro in meno rispetto al valore medio; i clienti con conti accesi da almeno dieci anni spendono 16,7 euro in più rispetto alla media.

Io so e ho le prove: Confessioni di un ex manager bancario……….per scoprire i costi del tuo conto!

Il risultato della corrente rilevazione si inquadra in una fase di progressiva riduzione della spesa: nel periodo 2010 – 2015 la spesa di gestione dei conti è diminuita in media del 3,4 per cento annuo, con una variazione complessiva di 14,6 euro (era pari a 91,1 euro nel 2010).

Resta valido, l’utilizzo dei siti comparatori, alla ricerca del conto corrente ideale.

Alessandro Gaetani

Share

Risparmio: consulenza, liquidità e pensioni

Share

cropped-banalita.jpg
Sono ancora pochi gli italiani che si rivolgono a un consulente finanziario.

Secondo un recente sondaggio condotto da Gfk solo nove italiani su 100 ricorrono ai consigli di un esperto, mentre il 37% si fidano di amici e conoscenti non professionisti. La maggior parte degli intervistati dichiara di tenere i propri risparmi sul conto corrente bancario.

Il sondaggio è stato eseguito tra giugno e luglio 2016, quindi in un momento in cui, gli interessi pagati sui conti correnti erano già bassi e/o nulli. Tutto ciò si scontra con un altro dato: il 57% degli italiani è preoccupato di non aver risparmiato abbastanza per far fronte alle proprie necessità quando andrà in pensione.

Qui entra in gioco una recente ricerca di Schroders global investors study condotta su un campione di 20.000 investitori, di cui solo 1.000 italiani, secondo la quale dove il 59% afferma di volersi confrontare con un consulente prima di eseguire il prossimo investimento. Sette italiani su dieci vorrebbero avere più libertà nella scelta su come investire i contributi pensionistici. Il 70% è conscio dei problemi che mettono alla prova i sistemi di welfare pubblici e pensionistici. Ma un 10% di italiani rimane convinto che, nonostante le difficoltà lo Stato sarà in grado di assolvere al proprio compito in materia di erogazione pensioni. In generale il 32% del campione investe con la finalità di integrare il reddito da pensione mentre un 45% indica l’obiettivo di ottenere un reddito aggiuntivo rispetto allo stipendio.

Il consulente finanziario della famiglia. Casa e mutui. Tasse. Investimenti. Pensioni

Evidente che, il ricorso a un professionista esperto, varia a secondo di quanto la figura del consulente finanziario sia diffusa nel Paese di residenza.

Alessandro Gaetani

Share

Black Friday 2016: utili consigli

Share

Arriva il giorno del Black Friday, il venerdì nero degli acquisti online, in cui poter comprare prodotti a prezzo davvero scontati.

Il giorno è fissato per il 25 novembre 2016.

Quali sono dunque, le precauzioni da prendere per poter usufruire al meglio delle offerte online?

Ecco alcuni suggerimenti utili:

Pianificare gli acquisti
Guardare i prezzi prima
Fare una lista
Fissare un budget
Fare una seconda lista
Comparare
Controllare la velocità di connessione
Farsi aiutare se non si ha esperienza
Sfruttare i propri diritti
Mettersi in lista di attesa se le richieste sono tante

Buon Black Friday 2016!

Alessandro Gaetani

Share

Risparmio. Parola d’ordine: diversificare!

Share

Mio nonno Felicetto
Mio nonno Felicetto

Mio nonno paterno era un contadino, o meglio marito di una contadina (Teresa).
Mio nonno Felicetto, piccolo e gracile, faceva lavorare più il cervello che le braccia. Quando andava a vendere le uova nei villaggi di montagna, usava dividerle in diversi panieri (cestini), per evitare di romperle tutte in caso di caduta.

Banale? Mica tanto.

Uso sempre esordire in aula, durante i corsi che tengo per i cittadini: “quando parliamo della gestione dei nostri risparmi, non esistono banalità”.

Investire bene i propri risparmi (Il Sole 24 Ore)

Pertanto, anche se avete pochi soldi da parte, meglio dividerli fra forme diverse di investimento. Certo, le cose vicine, comode e abitudinarie danno sicurezza, quella sensazione di avere tutto sotto controllo. E allora perché non lavorare con più Istituti, se possibile, di gruppi bancari diversi.

Come pure, che senso ha avere tanti soldi nel conto corrente? Mai tenere più di 100 mila euro sul conto corrente di un singolo Istituto, il Fondo Interbancario di Salvaguardia non risponde per le cifre superiori in caso di fallimento e, dal 2016, in caso di difficoltà dell’Istituto, tra i chiamati al risanamento bancario (in ultima posizione), vi sono anche i correntisti con più di 100 mila euro depositati sul conto Qui spiego il Bail in

Diversificate anche con gli strumenti, a titolo di esempio: Buoni fruttiferi postali, polizze vita agganciate alle gestioni separate che investono in titoli di stato (sapete che i rendimenti conseguiti nel 2015 vanno dall’1,10% al 6%?), etc. Mettete un po’ di soldi da una parte, un po’ dall’altra. Se al telegiornale viene comunicato il rendimento dei bot annuali negativo, un prodotto finanziario con un rendimento “garantito” del 7%, vuol dire che è legato a un investimento molto rischioso, qualsiasi cosa vi raccontino in Banca!

Nessuno in Banca vi obbliga firmare per un prodotto finanziario che non comprendete. Se non è da voi compreso, molto probabilmente non lo è nemmeno dal bancario che ve lo propone. I termini utilizzati sono decisivi per la bontà del prodotto finanziario.

Come pure è difficile leggere oltre 50 pagine di prospetto informativo. Alla peggio, rivolgetevi a qualcuno che ne mastica di più, per individuare quelle 3 o 4 clausole utili per decidere se sottoscrivere o meno.

Ad ogni modo scegliete sempre cose semplici.

Alessandro Gaetani

Sul risparmio e gli investimenti, ti segnalo le seguenti letture:

Share

I risparmiatori guardano al futuro

Share

Indagine sul Risparmio 2015

Anche per il 2015 dalla collaborazione tra IntesaSanPaolo e il Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi è scaturita l’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani dal titolo “Risparmiatori, classe media: si torna a guardare al futuro

Emerge qualche segnale positivo: “Scende ancora (al 51,5 per cento, da un picco del 56 per cento nel 2013) la quota delle famiglie che negli ultimi tre anni sono state costrette ad abbassare il tenore di vita per effetto della riduzione dei mezzi finanziari a disposizione. Parallelamente, diminuisce di quattro punti rispetto al 2014 (dal 55 al 51 per cento) la quota dei capifamiglia che ritengono che nell’anno in corso gli effetti della crisi sul bilancio familiare saranno «in lieve» o addirittura «in forte aggravamento», mentre cresce dal 38,7 al 44,5 per cento la quota di quanti ritengono che resteranno stabili”.

_Generico_Istituzionale_200x200

Ma anche segnali ancora negativi: “….peggiorano infatti le valutazioni che i capifamiglia assegnano al reddito corrente e futuro. A fronte di un aumento degli intervistati che giudicano il reddito corrente «insufficiente» o «del tutto insufficiente» (13 per cento circa, dal 10 per cento del 2014), si riduce dal 58 al 52 per cento la quota di chi lo reputa «sufficiente» o «più che sufficiente». Anche nel caso del reddito futuro l’area della sufficienza registra tra il 2014 e il 2015 una contrazione, passando dal 42,2 al 35,5 per cento, mentre aumenta la percentuale di coloro che si attendono di poter disporre di un reddito solo «appena sufficiente» a conclusione del percorso lavorativo”.

L’indagine ha avuto come focus il ceto medio del Paese: “È proprio il ceto medio che mostra di avere risentito in modo particolare degli effetti della crisi. Addirittura il 45 per cento degli appartenenti alla middle class dichiara di vivere oggi in condizioni materiali peggiori dei propri genitori, con una punta del 71 per cento per la fascia di età più giovane (18-24enni). Non solo: intervistati sul futuro dei figli, i capifamiglia prevedono per loro problemi ancor più rilevanti di quelli che essi stessi si sono trovati ad affrontare, con l’unica eccezione della facilità di conseguire il titolo di studio desiderato”.

Infine l’indagine chiaramente evidenzia che, la ripresa dell’economia italiana passa anche attraverso la rinascita della classe media.

Alessandro Gaetani

Share

Educazione finanziaria: il tuo blogger risponde?

Share

I blog, generalmente, vengono visti dai naviganti in internet come degli strumenti informativi. Sempre più ai blogger sono infatti dirette molte domande sugli argomenti trattati. Anche per me è così!



320x50_Mela

www.economiafamiliare.it nasce per questo e lo stesso si può dire per i miei articoli pubblicati su riviste e periodici, negli interventi e le interviste che rilascio ai media tradizionali.

Educazionefinanziaria
Educazionefinanziaria

Tenendo fede alla definizione di Educazione Finanziaria sancita dall’OCSE (OECD – Organisation for Economic Co-operation and Development) che riporto in fondo all’articolo *, rispondo sempre alle varie sollecitazioni che ricevo:

Questi i tre macro argomenti con un numero maggiore di domande ricevute:

  • consulenza iniziale sulla possibile bontà di quel prodotto di risparmio e/o investimento imprenditoriale (per l’apertura di un’attività, per l’accantonamento di somme di denaro per le emergenze, su come mettere a reddito il proprio appartamento, etc.);
  • informazioni generiche sull’assicurazione RC Auto (che fa sempre più penare gli automobilisti per il prezzo da pagare, per la gestione di un incidente, per il valore affettivo che purtroppo cozza con il degrado per vetustà che subisce annualmente la propria autovettura, etc.);
  • suggerimenti su libri, e-book, conferenze utili ad approfondire gli argomenti economici che quotidianamente fanno parte della nostra vita.

Alessandro Gaetani

Manuale di educazione finanziaria

*L’educazione finanziaria è il processo attraverso il quale i consumatori/investitori finanziari migliorano la propria comprensione di prodotti e nozioni finanziarie e, attraverso l’informazione, l’istruzione e una consulenza oggettiva, sviluppano le capacità e la fiducia necessarie per diventare maggiormente consapevoli dei rischi e delle opportunità finanziarie, per effettuare scelte informate, comprendere a chi chiedere consulenza e mettere in atto altre azioni efficaci per migliorare il loro benessere finanziario

Share

Hai comprato un Salvadanaio?

Share

Molte volte ho scritto dell’importanza di tenere un salvadanaio.

Permette in prima battuta di svuotarsi le tasche quando si rientra in casa e, successivamente, una volta riempito, di trovarsi a contare somme più o meno importanti.

Due gli alleati in questa buona abitudine:
la grandezza del salvadanaio e il tempo.

L’acquisto è economico e ci si può sbizzarrire nella scelta, di terracotta, di alluminio, colorato e/o raffigurante immagini (magari con i colori della propria squadra del cuore!).
Pochi euro per avere nella propria casa, nel proprio ufficio, nella propria auto, uno strumento che genera una buona “dipendenza”.

Salvadanaio
Salvadanaio

Alcuni lettori mi hanno raccontato della gradita sorpresa ricevuta, quando si è provveduto a rompere/svuotare il salvadanaio, ricavandone somme utili a pagare quella determinata spesa, una piccola vacanza, la retta della palestra del proprio figlio/a, etc.

È Facile Risparmiare Se Sai Come Farlo! ED. 2014: Manuale Pratico di Sopravvivenza alla Crisi

Inoltre, tutti gli istituti di credito sono forniti di comodi raccoglitori di monete, utili a dividerle per taglio e a trasportarle per versarle nel proprio conto corrente e/o libretto di risparmio.

E’ un semplice strumento di raccolta che, certamente non genera interessi, ma che in momenti di bassissima e/o assente inflazione, come gli ultimi anni, non ha alcuna controindicazione.

Una buona abitudine, da trasmettere anche ai propri figli, approfittando magari delle festività, del compleanno, per aggiungere un bel salvadanaio al regalo ufficiale.

Di seguito un’intervista ufficiale rilasciata per i lettori del blog: http://www.economiafamiliare.it/2012/01/intervista-al-salvadanaio/

Buona raccolta!

Alessandro Gaetani

Share

Consumi e Risparmio nel Rapporto Coop 2014

Share

Hai il conto in rosso? Studia la Psicoeconomia:
La psicoeconomia di Charlie Brown: Strategie per una società più felice (Saggi italiani)
___________________________________________________________________________________
E’ stato presentato recentemente il Rapporto Coop 2014 su consumi e distribuzione.

Dati cifre e tabelle che in periodo di crisi sono sempre più apprezzati per scorgere eventuali segnali positivi di uscita dalla stessa, per le famiglie italiane.

Parto dalle considerazioni del presidente di Coop Italia rilasciate nell’intervista pubblicata sul mensile dei Soci Coop Consumatori.

Dichiara il presidente Marco Pedroni: “dopo anni di crisi economica….come Coop pensiamo che il 2015 possa essere l’anno della inversione del trend negativo….a patto che le scelte del governo vadano verso il rafforzamento della domanda interna, sostenendo in particolare il potere d’acquisto delle classi più deboli….non si esce dalle difficoltà pensando che basti l’export“.

Da notare come ritornano i due grandi temi del momento, le difficoltà delle imprese nel mercato “domestico” che subiscono il crollo continuo dei consumi nel nostro Paese, e la dichiarata da più parti “tenuta” delle imprese che vivono di mercato estero (le organizzazioni imprenditoriali dichiarano il continuo aumento di acquirenti internazionali dei prodotti made in Italy).

Salvadanaio
Salvadanaio

Ecco che allora diventano interessanti i dati del Rapporto Coop, i quali mentre sul lato consumi evidenziano una leggera crescita dello 0,2% (dopo un triennio di cali), per il risparmio si evidenziano percentuali in aumento (+ 13,5% nel 2014) rispetto agli ultimi anni, che indicano come a fronte di prospettive future incerte, ci si tutela attraverso l’accantonamento di risorse.

I motivi di risparmio sono i soliti:

  • futuro dei figli
  • emergenze legate alla gestione della casa che si abita
  • paura di peggioramento della salute
  • paura della perdita del lavoro
  • futura integrazione della pensione.

Infine si legge sul Rapporto “E’ però chiaro che l’aumento del risparmio (dunque denaro che c’è) è strettamente legato anche alla dimensione psicologica e alla percezione della realtà esterna.
Il 91% delle famiglie giudica negativamente lo stato di salute dell’economia del Paese, ma solo il 49% giudica negativamente la propria condizione economica“.

Alessandro Gaetani

Non riesci a risparmiare? Congela la tua carta di credito, ma sul serio!:

Share

Il risparmio degli italiani in tempi di crisi

Share

Si è tenuta lo scorso 31 ottobre la 90° Giornata Mondiale del Risparmio.

L’argomento dell’edizione 2014 è stato “Il Risparmio nell’Unione Bancaria Europea”.

In Italia, è organizzata annualmente da ACRI, l’associazione che rappresenta collettivamente le fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio S.p.A. (queste nel passato regalavano i salvadanai agli alunni delle scuole).

Giornata Mondiale del Risparmio
Giornata mondiale del Risparmio

In quest’occasione, sono stati presentati i risultati di un’indagine di opinione, effettuata presso un campione rappresentativo di popolazione italiana adulta (ACRI esegue tale monitoraggio da quattordici anni), in collaborazione con Ipsos, attraverso interviste telefoniche.

Vediamo i risultati:

Il 46% degli italiani non vive tranquillo se non mette da parte dei risparmi.

Solo l’8% preferisce godersi la vita senza pensare a risparmiare

Il 61% ha visto diminuire le proprie riserve di denaro

Il 33% degli italiani dichiara che negli ultimi dodici mesi sono riusciti a risparmiare (con una crescita di quattro punti percentuali rispetto al 2013).

Ma gli anni di crisi hanno ridotto le riserve di denaro, infatti, una famiglia su quattro (il 25% in crescita rispetto al 2013) dice che non riuscirebbe a fronteggiare una spesa imprevista pari a 1000 euro con risorse proprie.

Se la spesa imprevista fosse maggiore, per esempio 10000 euro, potrebbe farvi fronte con le sole proprie forze poco più di una famiglia su tre, in crescita rispetto al 2013.

Sintetizzando, la tensione degli italiani al risparmio e la loro preoccupazione circa la possibilità di risparmiare in futuro danno come effetto la crescita del numero di coloro che sono riusciti a risparmiare (passati dal 29% al 33%) e il decremento delle famiglie in saldo negativo di risparmio.

Alessandro Gaetani

Su risparmio e crisi, segnalo le seguenti letture:

Share

La ricchezza delle famiglie piemontesi

Share

Sono stati pubblicati di recente da Bankitalia, i report economici 2014 (sui dati 2013) della Serie “Economie Regionali”, che hanno la finalità di presentare studi e documentazione sugli aspetti territoriali dell’economia italiana.

La serie comprende i rapporti annuali e gli aggiornamenti congiunturali sull’andamento dell’economia nelle regioni italiane.

Amazon: Scopri la selezione su economia, affari e finanza

In questo caso ci occupiamo della Regione Piemonte, focalizzando l’attenzione sui dati economici riguardanti le famiglie piemontesi.

Sede Bankitalia
Sede Bankitalia

Di seguito i dati salienti estratti dal paper:

Nel 2013 si è intensificata la flessione del credito alle famiglie che di riflesso quindi ha generato una dinamica negativa sia dei mutui e sia del credito al consumo.

La qualità del credito alle famiglie è rimasta pressoché invariata su livelli contenuti.

Secondo l’indagine Eu-Silc, aggiornata al 2012 la diffusione delle famiglie indebitate in Piemonte è significativamente più bassa della media nazionale e del Nord-Ovest; anche le situazioni di potenziale vulnerabilità finanziaria rimangono attestate su valori più bassi rispetto al Paese.

I depositi bancari delle famiglie consumatrici sono ancora cresciuti, anche se a ritmi inferiori, rispetto al 2012, grazie alla ripresa dei conti correnti.

I titoli depositati presso le banche, hanno fatto registrare un’espansione più contenuta rispetto al 2012, trainata soprattutto dall’aumento dei Titoli di Stato (Bot, Btp, etc.).


coppia_468p60_MOL

Nel complesso la ricchezza netta delle famiglie piemontesi, comprensiva della componente finanziaria e misurata a prezzi correnti, è calata tra il 2008 e il 2012 del 5,6% (era cresciuta di circa il 30% nel periodo 2002-2008).

Il negativo andamento degli ultimi anni è dovuto agli effetti della crisi, che ha inciso dapprima sul valore delle attività finanziarie e in seguito su quello della ricchezza immobiliare.

Alla fine del 2012 la ricchezza netta pro capite ammontava in Piemonte a poco più di 160mila euro, valore superiore di oltre il 10% alla media nazionale.

Alessandro Gaetani

Approfondisci su ricchezza e famiglie con le seguenti letture:

Share