Ho passato la serata in libreria Margaroli a Verbania, per parlare di pensioni, welfare e lavoro con Walter Passerini che ha presentato la sua ultima fatica editoriale, dal titolo “Senza Pensioni”.
Intervistato da Laura Piazzi, conduttrice radiofonica di Radio 2, Passerini ha intrattenuto il pubblico su temi sempre più importanti per tutte le fascie d’eta.
Il problema portato a galla è che, una grande fetta di lavoratori italiani di oggi, si ritroverà con la pensione pari al 50% dell’ultimo stipendio.
Principalmente i lavoratori precari e i sottopagati (molto spesso nascosti dietro partite iva e contratti di collaborazione fittizi).
Tra i dati indicati, il paradosso: 4 milioni di lavoratori atipici e gli immigrati che versano circa 10 miliardi all’anno nelle casse previdenziali, per pagare le pensioni di chi ha avuto una carriera lavorativa continua e ben retribuita.
Secondo l’autore, una soluzione sta nel fare entrare più giovani e donne nel mondo del lavoro, con contratti di lavoro “seri”.
Mi è piaciuta molto la proposta che il lavoratore debba essere libero di andare in pensione, in una “forchetta” d’età tra i 62 e i 70 anni, con più o meno incentivi/disincentivi a seconda di quando, “volontariamente” sceglie di chiudere la propria carriera lavorativa.
Il libro non solo non spaventa, ma dà tutte le informazioni spesso taciute altrove.
Alle 23 tutti a casa.
Alessandro Gaetani