L’Helicopter money è una politica monetaria ipotizzata come estremo tentativo –mai attuato – per rilanciare l’economia e che consiste letteralmente nel “lanciare soldi da un elicottero”. Il Reddito di Cittadinanza è un aiuto economico per chi si trovi in un determinato momento privo di reddito o che ha redditi troppo bassi.

Entrambi sono esempi di distribuzione di denaro, utili a far “girare” l’economia, di mano pubblica, insomma manovre economiche per mettere denaro nell’economia reale.

Nel nostro Paese, per ora, nessuno delle due misure è stata mai utilizzata, ma grazie all’intervento di un Ente di diritto pubblico, che ha innescato l’operatività delle imprese private di assicurazioni, 3.5 miliardi di euro sono stati distribuiti sul territorio nazionale.

Stiamo parlando delle polizze “risvegliate” grazie all’’indagine lanciata dall’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) che ha fatto emergere un esteso fenomeno di polizze vita potenzialmente “dormienti”, per le quali le imprese non disponevano degli elementi necessari atti a riscontrare se si fosse o meno verificato il decesso dell’assicurato nel corso della durata del contratto e quindi se, pur in assenza di una richiesta da parte dei beneficiari, si fossero realizzate le condizioni per il pagamento della prestazione assicurata.

In esito a quanto emerso dall’indagine, l’IVASS ha avviato varie iniziative volte a “risvegliare” le polizze dormienti.

Di queste 116.056 (62%) sono relative a polizze di risparmio giunte a scadenza, per un importo complessivo di 1,5 miliardi di euro, che gli stessi contraenti hanno trascurato di riscuotere e che le imprese, impropriamente, hanno lasciato in stato di dormienza. 71.437 polizze (38%) invece sono relative ad assicurati deceduti, per un ammontare di circa 2 miliardi di euro mai reclamate dai legittimi beneficiari.

Se si vuole pertanto verificare la “possibilità di partecipazione alla suddetta distribuzione di ricchezza”, l’IVASS suggerisce due azioni:

1. rivolgersi al “Servizio ricerca coperture assicurative vita” dell’ANIA (Associazione nazionale delle imprese assicurazione) che fornisce ai richiedenti (ad esempio i coniugi delle persone decedute) informazioni sull’esistenza o meno, presso le imprese italiane, di coperture assicurative vita relative alla persona deceduta, ipotizzata assicurata.

2. rivolgersi all’intermediario assicurativo, alla banca o all’impresa di assicurazione di cui si serviva il familiare, chiedendo informazioni – meglio se per iscritto – sulla esistenza della polizza. Scarica qui un facsimile di richiesta.

Alessandro Gaetani

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