I conti correnti intestati a cittadini migranti in Italia sono oltre 2,7 milioni (al 31/12/2016). Pari al 75% gli immigrati adulti residenti in Italia titolari di conto corrente. Di questi, uno su due ‘accede’ ai servizi bancari grazie al web; quasi uno su tre utilizza il proprio smartphone o tablet per eseguire operazioni finanziarie.
L’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti è un progetto pluriennale, nato dalla collaborazione fra il Ministero dell’Interno e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Esso intende fornire uno strumento di analisi e monitoraggio costante e organico del fenomeno dell’inclusione finanziaria dei migranti nel nostro paese, definita come: “il complesso di attività sviluppate per favorire l’accesso e utilizzo efficace dei servizi finanziari da parte di soggetti non ancora del tutto integrati nel sistema finanziario formale.
L’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti intende pertanto rispondere ai bisogni di informazione, sostegno, confronto e formazione, fornendo strumenti adeguati rivolti a operatori, policy maker, associazioni di migranti per una “educazione” all’inclusione finanziaria.
La collaborazione tra il suddetto Osservatorio, Abi, Ministero del Lavoro e numerose istituzioni e organizzazioni, quali ACLI, ANCI, ARCI, Caritas Italiana, Cespi, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, OIM (organizzazione internazionale per le migrazioni) e UNHCR (l’agenzia Onu per i rifugiati) ha permesso la realizzazione della nuova edizione della brochure multilingue per cittadini stranieri, distribuita in versione digitale “Benvenuto in banca”.
Utile a conoscere la banca e usarla con facilità, risulta essere breve e immediata, con risposte chiare alle tante domande di tutti i giorni. È disponibile in dieci lingue: Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Arabo, Cinese, Ucraino, Tagalog e Hindi.
Con un linguaggio semplice e chiaro spiega per esempio come aprire un conto corrente, come inviare denaro verso il proprio paese di origine, come chiedere un prestito o avviare una pensione integrativa.
Alessandro Gaetani
