Pubblicati i nuovi dati sulla ricchezza delle famiglie italiane.
Nel nostro Paese la ricchezza reale (l’insieme delle attività reali detenute da un individuo o da una collettività, a partire da immobili e terreni) è 5,5 volte il reddito disponibile, con le abitazioni che contano per 4,6 volte; la ricchezza finanziaria (l’insieme degli strumenti finanziari in cui si investe – titoli, azioni ecc.) è 3,8 volte il reddito disponibile.
La ricchezza totale lorda è quindi circa 9,3 volte il reddito disponibile. Tenendo conto delle passività, pari all’80 per cento del reddito disponibile, la ricchezza totale netta delle famiglie è 8,5 volte il reddito.
Negli ultimi venti anni il portafoglio finanziario delle famiglie italiane è diventato più simile a quello medio dei paesi avanzati. Nel confronto con gli altri paesi, il debito delle famiglie italiane rimane il più basso.
La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane – detenuta sotto forma di depositi, titoli, azioni quotate e non quotate, fondi comuni, strumenti assicurativi e pensionistici privati – è pari a circa 4.400 miliardi di euro; le attività reali, in gran parte immobili, sono 6.300 miliardi;
I depositi costituiscono il 31 per cento della ricchezza finanziaria e rappresentano la forma principale di investimento per le famiglie.
Le azioni oggi costituiscono il 24 per cento della ricchezza delle famiglie, comprende sia azioni quotate sia azioni e partecipazioni non quotate, da sempre rilevanti in Italia, data la diffusione delle piccole imprese non quotate o a capitale non azionario, la cui proprietà è mantenuta dalle famiglie che le gestiscono.
I fondi comuni pesano oggi per il 12 per cento del totale della ricchezza finanziaria delle famiglie.
Gli strumenti assicurativi e pensionistici privati sono al massimo storico del 23 per cento del totale della ricchezza finanziaria, in virtù di una crescita costante, iniziata negli anni Novanta, in occasione delle prime riforme del sistema pensionistico pubblico.
L’occasional paper è disponibile online sul sito di Banca d’Italia.
Buona Lettura!
Alessandro Gaetani

