
Molte imprese operano nel mercato immobiliare: quelle che costruiscono immobili, quelle che li commercializzano, li gestiscono, intermediano fra mercato e risparmiatori. È una bella fetta dell’economia del nostro Paese.
Di questa può accelerare la crescita, ma la può anche frenare.
Questi sono i tre dati Bankitalia, citati in un recente convegno sul tema, che testimoniano la rilevanza del mercato immobiliare in un’economia avanzata come quella italiana:
- In Italia il valore complessivo degli investimenti in costruzioni e della spesa per affitti e servizi di intermediazione immobiliare rappresenta in un anno quasi un quinto del PIL;
- In attività immobiliari è investito il 60 per cento del patrimonio complessivo delle famiglie;
- I prestiti alle famiglie per mutui immobiliari e quelli alle imprese del settore sono circa un terzo degli impieghi bancari totali.
Gli immobili sono sia beni di consumo, in quanto fonte di servizi abitativi, ma anche beni di investimento; sono la principale garanzia reale sui prestiti bancari, anche su quelli non volti a sostenere investimenti immobiliari, oltre che il più importante motivo per cui una famiglia s’indebita.
Il continuo rinnovo delle detrazioni fiscali per le manutenzioni straordinarie di immobili, con il contributo di incentivi fiscali alle ristrutturazioni da una parte contribuisce a far “girare” l’economia italiana e dall’altra migliora l’efficienza energetica delle abitazioni in un Paese come il nostro dove lo stock residenziale risale per oltre metà a prima degli anni Settanta del secolo scorso, tra i più elevati indici di vecchiaia d’Europa.
Su questo si può approfondire leggendo l’ultima pubblicazione biennale Gli Immobili in Italia datata 2017 realizzata dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Agenzia delle Entrate).
Alessandro Gaetani