C’è stato un tempo in cui esisteva un “collegamento operativo” tra i media (stampa, televisione, ecc.) e gli operatori del mercato del risparmio ed investimento (banche, assicurazioni, ecc.).
Infatti molte volte negli uffici bancari e postali trovavi vere e proprie bacheche contenenti articoli di giornale che parlavano di alcuni strumenti che venivano venduti negli stessi uffici.
Recensioni, citazioni, pagine pubblicitarie, ecc. che venivano utilizzate dagli stessi operatori come supporto alla bontà del prodotto proposto, capitava di sentire l’addetto dire: “vedi ne parla anche la testata X, hai visto la pubblicità sul canale Y, ecc.”.
Niente di male se nell’articolo si “facevano le pulci” al prodotto e si offriva una visione imparziale così da permettere al potenziale cliente di ricevere una corretta informazione.
Oggi, Banche, Assicurazioni e gli altri Operatori sono obbligati a tutta una serie di avvertenze e rispetto di regole ben precise quando si vuole promuovere un prodotto finanziario, assicurativo, ecc. (vedi Direttive europee, regolamenti Ivass, Codice del consumo, entrate in vigore negli ultimi anni, su adeguata informazione, corretta pubblicità, ecc.).
Sembra però che sui diamanti il mondo dell’informazione non è stata di aiuto a quei risparmiatori che dal 2012 al 2016 sono incappati in vere e proprie truffe legate alle “preziose pietre”.
Ecco alcuni articoli e/o informazioni pubblicitarie che non riportavano alcun disclaimer esplicativo degli eventuali rischi che si correvano acquistandoli:

Quanti avranno “sfruttato l’occasione” dopo aver letto il box?

Quanti si saranno fidati del “non è mai speculativo” dopo aver letto l’articolo?


“La mancanza di informazioni è anch’essa informazione” Richard Blander
Alessandro Gaetani