Ecco alcuni indicatori economici relativi al nostro Paese, utili a capire come eravamo entrati nel nuovo anno, prima dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Risparmio e Casa: a fine 2019 il prezzo dell’oro ancora in rialzo a 1.522 dollari. Crescita del 19% in un anno, la migliore performance dal 2010; 1.560 miliari di euro di liquidità “parcheggiata” su conti corrente e libretti di risparmio. Gli italiani sono al secondo posto nel mondo tra i popoli con la maggiore propensione al risparmio, ma abbiamo una scarsa cultura finanziaria;
Tre famiglie su quattro vivono in una casa di proprietà. Il 60% circa dei 57 milioni di immobili di proprietà di persone fisiche in Italia è utilizzato come abitazione principale o pertinenza. Nel 2016, un’abitazione in Italia vale in media 162.000 euro, con un valore unitario di 1.385 €/m2, in diminuzione dell’1,8% rispetto al 2015.

Welfare: a livello mondiale l’Italia si posiziona al quarto posto con 83 anni di aspettativa di vita; L’indice di vecchiaia è in continuo aumento con 169 anziani ogni 100 giovanissimi; C’è un forte calo demografico, dall’unità d’Italia ad oggi al 2018 tasso di incremento nascite al minimo storico -31%; L’Italia spende per il sistema pensionistico il 16% del PIL Nazionale.

Impresa e Lavoro: l’Italia è al 51esimo posto sulla facilità di fare impresa; In Italia lavora solo il 50% delle donne, la loro presenza nei Consigli di Amministrazione è al 33,1%; Un italiano su 4 non è in grado di leggere la sua busta paga. Secondo una recente indagine il 27% degli italiani, se ricevesse una busta paga errata, non lo capirebbe; I tassi di occupazione di giovani e anziani in Italia sono ancora bassi, il 31% di giovani tra i 20 e i 24 anni al lavoro contro il 59% della media Ocse e il 54% tra i 55 e i 64 anni contro il 61% della media Ocse.

E dopo?
In attesa di vedere, alla fine di questo brutto periodo che stiamo vivendo in che condizione sarà l’economia italiana, ecco due previsioni:

1) lo scenario macroeconomico realizzato da Nomisma in cui è stato messo a confronto il quadro che andava delineandosi prima dell’insorgenza virale con quello che invece si prospetta ora, alla luce delle conseguenze economiche che scaturiranno dalle necessarie azioni di contenimento.

2) l’avvertimento di Confindustria: “il Pil scenderà sotto il 6 per cento e il rischio di depressione è concreto”. E sulla crisi il suo Centro studi precisa: “alla fine del primo semestre saranno perduti 42 miliardi.

Alessandro Gaetani

Fonti:
Ufficio Studi ABI su dati Bankitalia/SI-ABI settembre 2019, Ocse, Istat, Corriere della Sera, Adp, Agenzia delle Entrate, Ansa, Nomisma – Overview 2020, Centro Studi Confindustria.

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