Prima il coronavirus, poi gli interventi governativi (cashback, lotteria degli scontrini, ecc.) stanno spingendo sempre più una fetta di italiani ad effettuare pagamenti digitali. Ed è sicuramente un cambiamento epocale visto che, tutte le ricerche ci dicono che gli italiani sono uno dei popoli più legati all’uso del denaro fisico (banconote e monete).

I pagamenti digitali nel 2020 hanno toccato quota 5,2 miliardi di transazioni, passando dal 29% al 33% del valore totale dei pagamenti in Italia con 268 miliardi di € (-0,7% rispetto al 2019) e aumentando quindi la penetrazione rispetto al contante, che rimane però ancora il mezzo di gran lunga più utilizzato.”

Questi sono i primi numeri messi in evidenza dall’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano. Il report mette in evidenza che, le due modalità di pagamento, viaggeranno insieme ancora per molto. Sarà interessante vedere alla ripresa dei consumi post pandemia quale delle due prenderà il sopravvento sull’altra.

Curiosità
Lo scrittore ligure Maurizio Maggiani in un suo scritto “Ma chi mette la faccia su questi soldi elettronici?” – Origami 04/2016 – ne faceva una questione di reputazione delle banconote e monete riportanti in facciata un’Istituzione che le batte (ieri lo stemma di un Regno prima e della Repubblica poi, oggi della Banca Centrale Europea).

Per saperne di più sull’argomento sono sicuramente da leggere due freschi di stampa:

Il libro della Casa Editrice Ponte alle Grazie Viva i contanti tutto rivolto alla dimostrazione dei vantaggi del denaro contante, a cura del matematico Professor Beppe Scienza.

Il libro scritto a quattro mani dall’esperto di pagamenti digitali Enrico Sponza e dal giornalista Marco Ferrero Senza contanti che svela tutto quello che ti serve per iniziare ad usare e accettare pagamenti digitali su smartphone e web.

Fonte: Comunicato stampa Osservatorio Innovative Payments

Alessandro Gaetani

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