Spulciando nelle ricerche del Censis ho trovato un dato sulla popolazione italiana nel 2050 (direi una precisa proiezione):

Paragonando i nati nei cinque anni che vanno dal 1975 al 1980, con i nati nei cinque anni che vanno dal 2005 al 2010, e, si proietta il tutto al 2050, si scopre che la popolazione anziana sarà notevolmente superiore a quella giovane.

Questo dice il trend demografico.

Allora è sicuramente positivo quanto leggiamo nell’indagine – “Gli Italiani e il Risparmio”, fatta da A.C.R.I. e Ipsos, e presentata in occasione dell’86^ Giornata Mondiale del Risparmio tenuta il 28 Ottobre u.s.: “Il numero degli italiani che riesce a risparmiare si mantiene costante rispetto agli ultimi anni attestandosi al 36%” stessa percentuale del 2009”.

Questo significa: poco più di un terzo degli italiani, la cui parte maggiore risiede al Nord.

Se andiamo poi a vedere la destinazione di questo risparmio, sempre più famiglie scelgono in primis la liquidità (conti corrente, libretti di risparmio e polizze vita tradizionali) e poi il “mattone” (casa di proprietà, casa vacanza e box).

Quest’ultimo dato è importante, perche le famiglie italiane si dimostrano capaci di diversificare, soprattutto in modo temporale, nel breve termine con gli strumenti liquidi (per la pronta disponibilità) e nel lungo termine con gli immobili (per il lascito ai figli, le nuove generazione)

In chiusura, mi vien da dire: se questo è il trend della gestione del risparmio, in relazione a quello demografico sopra riportato, nel 2050 avremo sempre più proprietari di casa anziani (alcune stime dicono che siamo già oggi a oltre il 75%) con molta liquidità.

Ma attenzione tra inflazione e mancati guadagni per non aver “guardato” ai mercati finanziari, saremo tutti poveri proprietari di casa?

Alessandro Gaetani

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