Quando la BCE entra in casa

Sommario del working paper
 Indebitamento delle famiglie e trasmissione della politica monetaria dopo la pandemia.

“Abbiamo studiato l’eterogeneità dell’indebitamento delle famiglie in nove paesi europei (Belgio, Spagna, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Portogallo e Slovacchia) nel periodo 2022-24 utilizzando dati granulari del registro creditizio. Abbiamo documentato innanzitutto una sostanziale variazione tra e all’interno dei singoli paesi nei mutui e nei prestiti al consumo in base all’età del mutuatario, alla scadenza del prestito e alla fissazione del tasso di interesse. Abbiamo quantificato quindi la trasmissione del recente ciclo di inasprimento della BCE ai costi di indebitamento delle famiglie e valutiamo il suo impatto eterogeneo tra le famiglie. La trasmissione è quasi completa per i mutui (circa 0,9), ma considerevolmente più debole per il credito al consumo (circa 0,4). Mentre la trasmissione dei mutui è relativamente omogenea tra i paesi, il credito al consumo mostra differenze marcate tra paesi che non possono essere spiegate dalle caratteristiche del mutuatario o del prestito. Le famiglie più giovani registrano una maggiore trasmissione dei mutui, ma una minore trasmissione del credito al consumo, rispetto ai mutuatari più anziani, mentre le scadenze più lunghe sono associate a una maggiore trasmissione in entrambi i mercati del credito.”

Il contesto europeo

Tra il 2022 e il 2024 la Banca Centrale Europea ha avviato un ciclo di rialzi dei tassi senza precedenti negli ultimi decenni, con l’obiettivo di riportare l’inflazione verso il target del 2%.

Uno studio pubblicato sul sito della Banca d’Italia, condotto insieme ad altre banche centrali dell’area euro, ha analizzato come queste decisioni si siano trasmesse al costo dei prestiti alle famiglie in nove paesi.

Per i mutui la trasmissione è quasi completa, con un pass-through vicino a 0,9. Per il credito al consumo è molto più attenuato, con coefficienti intorno a 0,36. Dal punto di vista delle differenze generazionali i giovani subiscono più direttamente l’aumento dei tassi sui mutui, mentre sul credito al consumo l’impatto è minore.

Focus sull’Italia

Per le famiglie italiane emergono caratteristiche peculiari. Per i mutui sottoscritti la preferenza per contratti a tasso fisso ha reso la trasmissione più graduale, ma comunque significativa. Per quanto riguarda la durata dei mutui in Italia prevalgono durate sotto i 20 anni, a differenza di altri paesi come il Portogallo dove si superano i 30 anni.

Per il credito al consumo la trasmissione dei rialzi è stata più debole rispetto ai mutui, con maggiore dispersione tra istituti. La maggior parte dei mutui emessi si concentra per la fascia di età 25-44 anni. Ma per i più giovani, l’aumento dei tassi ha rappresentato un ostacolo significativo all’accesso alla proprietà.

In breve

  • Mutui più cari: chi ha acceso un mutuo tra il 2022 e il 2023 ha pagato tassi molto più alti rispetto al periodo pre-pandemia.
  • Credito al consumo meno sensibile: prestiti personali e auto hanno risentito meno dei rialzi BCE, ma con una maggiore variabilità dei costi.
  • Disuguaglianze generazionali: i giovani hanno subito più direttamente l’impatto sui mutui, mentre i nuclei familiari più maturi hanno visto effetti soprattutto sul credito al consumo.

La politica monetaria della BCE non colpisce tutte le famiglie allo stesso modo. In Italia, i mutui hanno trasmesso quasi integralmente i rialzi dei tassi, mentre il credito al consumo ha mostrato una resistenza maggiore. Questo significa che le famiglie italiane, soprattutto quelle giovani e in cerca di casa, hanno pagato il prezzo più alto della stretta monetaria.

Alessandro Gaetani

Il documento completo (in inglese) è scaricabile qui: Indebitamento delle famiglie e trasmissione della politica monetaria dopo la pandemia.

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