Se i risultati dell’introduzione dei progetti di educazione finanziaria, nei programmi scolastici statunitensi, già ai tempi dell’amministrazione Bush, sono stati, nelle famiglie di provenienza dei ragazzi:

  • il forte indebitamento delle famiglie private e la loro bassa propensione al risparmio;
  • il coinvolgimento dei risparmiatori americani nel disastro dei mutui subprime;
  • la corsa di Obama a richiamare le istituzioni finanziarie ad una maggiore attenzione nei confronti dei risparmiatori/investitori cittadini americani e di qui per ultima la riforma del sistema finanziario definita dal Presidente degli Stati Uniti” il più forte aumento nella protezione dei risparmiatori della storia americana….gli americani non dovranno più pagare il conto degli errori di wall street”

Allora forse, in Italia è meglio puntare alla difesa del risparmiatore/consumatore, dicendogli chiaramente che come ultima analisi si può rifiutare tutto ciò che non si comprende.

Tutto cio, preceduto comunque, da continui progetti di educazione finanziaria che si possono attuare attraverso corsi, seminari dedicati, letture di libri e/o riviste e tant’altro necessario ad aumentare la consapevolezza dei cittadini-risparmiatori italiani.

E’ corretto mettere insieme una rigorosa diffidenza e il miglioramento della cultura finanziaria.

Alessandro Gaetani

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