In attesa che mi arrivi la copia cartacea dell’indagine realizzata dal Centro Studi di Mediobanca, ho scaricato i materiali, in bozza, dal sito http://www.mbres.it/
I risultati dell’indagine, che ha riguardato 956 fondi di diritto italiano, curata da Mediobanca già da undici anni, si basano sulla raccolta e l’elaborazione dei rendiconti annuali dei fondi, al fine di trarne statistiche aggregate.
Da una prima lettura si conferma anche per il 2011 l’aumento dei riscatti delle quote, il cui numero è superiore rispetto alle nuove sottoscrizioni.
In perdita i rendimenti, rispetto all’acquisto annuale dei BOT a 12 mesi, dall’esordio dei Fondi comuni d’investimento (1984): in parole povere se un risparmiatore avesse impiegato gli stessi soldi, sottoscrivendo e rinnovando anno per anno i Buoni ordinari del Tesoro, invece che impiegarli in tutti i fondi avrebbe guadagnato di più.
Nei primi sei mesi del 2012 sta continuando il trend di uscita (riscatto quote).
Il deflusso dai fondi comuni d’investimento a mio modo di vedere ha tre grandi motivazioni:
1. i rendimenti negativi (l’esempio riportato sopra è emblematico).
2. l’alto costo psicologico e informativo (ogni giorno è pubblicata la quota sui quotidiani rispetto, per esempio, alla propria abitazione dove non si torna a casa e si trova sulla porta la quotazione del valore attuale degli immobili nel quartiere dove si abita).
3. la raccolta di denaro da parte delle banche con altri strumenti (Obbligazioni Bancarie, Conti di deposito, etc.) per l’urgente necessità di liquidità.
Puoi approfondire sui dati e prenotare la tua copia gratuita dell’Indagine sul sito http://www.mbres.it/
Alessandro Gaetani
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