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Con l’occasione del boom che stanno vivendo le surroghe dei mutui nel 2015 (l’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 8 mesi del 2015, a circa il 29% Fonte ABI), torno a parlare dell’opportunità fornita ai mutuatari di provare a chiedere a una banca di subentrare all’Istituto che ha erogato il finanziamento originario, per avere un tasso diverso (possibilmente più basso) e magari di una durata diversa (possibilmente più corta).

Il tutto, grazie alla cosiddetta Legge Bersani del 2007, senza spese (perizia, istruttoria, notaio, etc.), nè penali di estinzione.

La nuova banca subentra in tutte le garanzie reali e personali accessorie al credito cui la surrogazione si riferisce e la stessa surrogazione comporta il trasferimento del contratto alle condizioni stipulate tra il cliente e la nuova banca con esclusioni di penali o altri oneri di qualsiasi natura, né possono essere chieste al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo finanziamento, per l’istruttoria e per gli accertamenti.

Focalizziamoci in questo momento sulla penale per l’estinzione che dall’entrata in vigore della Legge Bersani non si paga più in nessun caso.

Infatti, a livello europeo vi è una nuova direttiva (Mortage credit directive) che prevede che i singoli Stati possono stabilire un “indennizzo” per la Banca in caso di costi dovuti al rimborso anticipato del mutuo.

Consiglio pertanto di seguire l’evoluzione del percorso di recepimento da parte dell’Italia, che dovrà farlo entro il 31 marzo 2016.

Occorrerà quindi prestare attenzione che il cosiddetto indennizzo (qualificato nella direttiva come “equo e non eccessivo”) valga o no per i mutui già in essere o solo per quelli di nuova stipula, e quali saranno le regole attraverso le quali tale direttiva europea sarà introdotta nel nostro Paese.

Tenendo anche presente che prima della Legge Bersani vi erano penali pari al che andavano dall’1% al 2% dell’importo rimborsato anticipatamente.

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Alessandro Gaetani

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