Ogni giorno siamo bombardati da notizie relative alla pensione: chi la prenderà e chi no, quanto prenderemo, basse pensioni e pensioni d’oro.
E gli italiani si ritrovano costantemente con il “mal di previdenza”.
Ecco allora alcune indicazioni per “curarlo” personalmente e soprattutto farlo per tempo.
Parlando di previdenza pubblica si segnala che ancora oggi l’INPS, ci dice che sono pochi gli utenti registrati al sito dell’Ente previdenziale pubblico.
Molti sono i servizi accessibili grazie al Pin che permette, di verificare il proprio fascicolo previdenziale, utile per esempio, ad accertarsi annualmente che, il datore di lavoro abbia effettuato il versamento dei contributi previdenziali.
Questo perché, essendo in vigore il sistema pensionistico contributivo, conterà sempre di più il montante contributi accumulato alla fine dell’attività lavorativa, in quanto sarà utilizzato dall’INPS ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico.
Inoltre a fine 2013 è stata migliorata e ampliata la funzionalità dell’App (Applicazione) dell’INPS, utilizzabile su tablet e smartphone, sia per Apple che per Android, utile a pagare riscatti,, ricongiunzioni, etc.
Per quanto riguarda la necessità d’integrazione della pensione pubblica, uno degli strumenti disponibili per farlo , è il fondo pensione.
Quest’ultimo ha visto dal 2007 (semestre di silenzio/assenso di adesione per tutti i lavoratori privati) una scarsa adesione, a mio avviso, e non solo, (interessante l’articolo di Nicola Zanella su http://www.youinvest.org/ws_section_item.php?itemId=241§ionId=4), dovuta all’obbligo di versamento del TFR (Trattamento di fine rapporto).
Pertanto, visto che dal 2007 ad oggi le modalità di adesione non sono state variate, l’idea potrebbe essere questa:
ogni lavoratore può decidere individualmente, se ritiene di aver accumulato un montante “TFR maturato” soddisfacente per le sue future esigenze (diversi sono i ruoli attribuiti al trattamento di fine rapporto: ammortizzatore sociale da un contratto di lavoro all’altro, accumulo di capitale per varie esigenze, etc.), quando aderire al fondo negoziale previsto dal suo contratto di lavoro, con il solo “TFR maturando”, quale forma di “risparmio finalizzato” all’integrazione dell’assegno pensionistico pubblico.
In tal caso ha senso effettuare uno sforzo aggiuntivo versando un contributo personale al quale per legge si aggiunge quello datoriale, per sfruttare la deducibilità fiscale.
Alessandro Gaetani
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