La crescita economica e lo sviluppo umano devono andare di pari passo.
(Kailash Satyarthi)

In un Paese, come il nostro, attanagliato dalla bassa produttività delle imprese nel mercato globale, l’elemento che può farla crescere è la formazione. 

Dal lato delle Imprese bisogna fare di più. I dati ci dicono che gli investimenti in formazione stanno crescendo ma sono ancora al di sotto delle medie europee, soprattutto per le piccole e medie imprese (la media europea delle imprese che fanno formazione è del 72,6%, mentre in Italia siamo al 60,2%).

Per questo risulta fondamentale il ruolo svolto dai fondi interprofessionali che erogano la cosiddetta formazione finanziata. Istituiti con la legge 338/2000 e nati operativamente nel 2003, sono organismi associativi bilaterali a cui aderiscono volontariamente le imprese e a cui sono destinate le risorse derivanti dallo specifico contributo (lo 0,30%) versato all’Inps.

Essi rappresentano una grande occasione per il mondo del lavoro che ancora oggi non viene del tutto sfruttata. Per esempio le statistiche parlano di scarso utilizzo dei fondi interprofessionali per la formazione su innovazione e internazionalizzazione.

Ma anche dal lato della Politica. Infatti i fondi sono purtroppo sempre soggetti alle scelte politiche che hanno fatto, e a quanto pare vogliono ancora fare, dirottare queste importanti risorse per la formazione continua dei lavoratori, su altri capitoli di spesa o addirittura determinare l’abolizione del fondo stesso.

Nel 2009 il Governo Berlusconi si rivolse ai fondi sollecitando un intervento per la cassa integrazione guadagni e la mobilità.

Nel 2012 la Riforma Fornero ha previsto che gli accordi e i contratti istitutivi dei Fondi di solidarietà (prescritti dalla stessa legge 92/2012) possano stabilire che in essi confluisca anche l’eventuale fondo interprofessionale istituito dalle medesime parti firmatarie.

Nel 2013 il Governo Letta andò a prelevare 246 milioni dal gettito 0,30% a quel momento incassato dall’Inps e non ancora erogato ai fondi interprofessionali per finanziare la Cassa Integrazione in Deroga.

Oggi alcuni senatori del Movimento 5 Stelle, tra cui anche alcuni membri della commissione Lavoro (a cui per ora è stata solo assegnata), hanno presentato una proposta di legge finalizzata a incrementare l’entità del montante contributivo pensionistico dei lavoratori dipendenti attraverso la possibilità di accreditare sul conto pensionistico personale lo 0,30% per la formazione professionale destinato ai fondi interprofessionali di formazione continua.

Togliere risorse alla formazione è un boomerang. C’è bisogno di formazione per tutti, per giovani e meno giovani, per poter rinnovare le loro competenze al fine di stare al passo delle nuove modalità di produzione e sostenere le esigenze di innovazione dell’intero ciclo produttivo.

Se come abbiamo detto è una leva di crescita del Paese, depotenziarla vuol solo dire, ampliare ancora di più il bacino dell’assistenza.

Alessandro Gaetani

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