
“Dal fallimento non si impara un bel niente”. Questo dice Peter Thiel, imprenditore (Co-fondatore di PayPal) nell’intervista a Timothy Ferriss: “…il fallimento è ampiamente sopravvalutato. Quando un’impresa fallisce spesso non insegna un bel niente, perché si può fallire par tanti e per i più diversi motivi. Alla fine si rivela un’esperienza molto dannosa e scoraggiante e ritengo che la fine di una qualsiasi attività sia una sorta di tragedia.”
Lo Stato a garanzia di un prestito
In tempo di emergenza sanitaria ed economica da Coronavirus, il governo italiano ha destinato 400 miliardi di garanzia statale al sistema bancario per incentivarlo ad erogare i prestiti alle imprese. Se le aziende a scadenza non riusciranno a restituire il prestito, le banche si faranno restituire i soldi dal Governo. Dunque per loro il rischio di credito è nullo o quasi.
Nel “Decreto Liquidità” sono descritte le regole utili a Pmi, autonomi e professionisti per accedere a questo finanziamento fino a 25mila euro (importo massimo garantito pari al 25% dei ricavi certificati nell’ultimo anno disponibile) della durata di 6 anni con prima rata dopo almeno 18 mesi dall’accredito, sempre se non ci si trovi in uno stato di segnalato come “cattivo pagatore” al Crif/Centrale Rischi.
Per quanto riguarda il tasso di interesse da applicare, nello stesso decreto è indicato che le banche dovranno tener conto delle condizioni medie applicate dal sistema bancario nelle operazioni di questo tipo. Mentre per le commissioni è previsto l’addebito dello 0,25% il primo anno, lo 0,50 il secondo e terzo anno e dell’1% il quarto, quinto e sesto anno.
E dopo la garanzia pubblica?
Nel breve periodo queste misure sono essenziali per impedire che le carenze di liquidità si trasformino in situazioni di insolvenza. Però dopo l’emergenza saranno necessarie politiche che favoriscano la riduzione del peso del debito. Ne parlano i ricercatori della Banca d’Italia Gobbi, Palazzo e Segura, nell’articolo “Le misure di sostegno finanziario alle imprese post-COVID-19 e le loro implicazioni di medio termine”.
Alessandro Gaetani