
Nel 2020 la Banca d’Italia ha riconosciuto false 65.229 banconote euro ritirate dalla circolazione (-27,7 per cento rispetto al 2019). Si tratta del dato più basso registrato dopo il 2002, anno in cui l’euro ha cominciato a circolare come moneta fisica.
I tagli più falsificati continuano a essere quelli da €20 e da €50, che rappresentano oltre i tre quarti del totale.

Quando si hanno dubbi sull’autenticità di una banconota in proprio possesso non bisogna tentare di spenderla – si commetterebbe un reato – ma bisogna farla esaminare da addetti agli sportelli delle banche o degli uffici postali che la inviano alla Banca d’Italia che fornisce ai cittadini un servizio di verifica delle banconote sospette di falsità.
Se la banconota risulta autentica, il cittadino viene rimborsato del valore della banconota preferibilmente con un bonifico o, in alternativa, con un vaglia cambiario della Banca d’Italia emesso a suo nome. Se è falsa, non riceverà alcun rimborso.
Il Ministero delle Finanze pubblica un Rapporto statistico sulla falsificazione dell’euro, in cui sono riportati analisi di serie storiche e territoriali sul fenomeno.
Il mezzo più efficace per proteggersi dalle falsificazioni e per evitare la perdita economica che deriva dall’accettazione di una banconota falsa è aumentare la propria conoscenza degli elementi di sicurezza delle banconote: nel sito della Banca Centrale Europea c’è un utile supporto per farlo.
Ma anche sul portale del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale c’è una guida pratica per riconoscere il denaro falso.
Occhio alle banconote false!
Alessandro Gaetani