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L’ ABI ha diffuso una lettera circolare per promuovere l’adozione da parte delle Banche associate sul territorio nazionale di misure in favore delle famiglie con mutui a tasso variabile senza cap al fine di attenuare gli impatti dell’incremento dei tassi d’interesse sull’importo delle rate.

Bisogna attivarsi in quanto sono misure che si possono realizzare su richiesta e d’intesa con coloro che hanno scelto di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile, senza far gravare su di essi nuovi oneri, secondo le possibilità operative delle singole banche e compatibilmente con i limiti imposti dalla regolamentazione europea e le condizioni anagrafiche dei soggetti beneficiari.

27 luglio 2023: La Bce ha alzato i tassi di interesse al 4,25% dal 4,0%

Queste le tre principali misure applicabili:

– possibile allungamento del piano di ammortamento dei finanziamenti per l’acquisto della prima casa;

– possibile ampliamento della platea dei beneficiari della rinegoziazione dei contratti di mutuo ipotecario, introdotta dall’art.1, comma 322, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (ad esempio, ammettendo alla misura anche soggetti con reddito ISEE o con mutui di importo più elevato rispetto a quanto previsto dalla legge);

– possibile ricorso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (cosiddetto Fondo Gasparrini), al fine di sospendere – al verificarsi di specifici eventi – il pagamento delle rate del finanziamento.

È utile dunque rivolgersi alla propria banca per valutare le tre misure suddette ma anche altre condizioni migliorative per affrontare gli impatti dell’incremento dei tassi di interesse sui mutui a tasso variabile.

Qui è scaricabile la Circolare ABI con la quale l’Associazione bancaria chiede un’ampia e tempestiva adesione da parte del mondo bancario e finanziario.

Alessandro Gaetani

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