Lo scorso 20 dicembre ho partecipato alla Lezione Onorato Castellino istituita dal CERP (Centro Europeo di ricerca sulle Pensioni – Università di Torino), per ricordare il professore, uno dei fondatori e primo presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto.
La lezione, giunta alla terza edizione, dal titolo “L’ignoranza finanziaria: un problema (rimediabile) dei nostri tempi”, è stata tenuta dalla Prof.ssa Annamaria Lusardi.
Padrona di casa, al Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, è stata la Prof.ssa Elsa Fornero (direttrice scientifica del CERP) che ha subito evidenziato i motivi per cui il Centro da lei rappresentato si stia occupando di educazione finanziaria e il perché della scelta della Prof.ssa Annamaria Lusardi, ritenuta una donna italiana di talento, nonché tra le maggiori esperte sul tema a livello internazionale.
Presente in sala il board di Banca IntesaSanpaolo, sponda torinese (il presidente Angelo Benessia, Suor Giuliana e Andrea Beltratti), la Prof.ssa Lusardi ha cominciato ricordando la figura del Prof. Onorato Castellino, da lei conosciuto all’Università Bocconi per un corso sulle pensioni, al quale era stata assegnata come assistente dal Prof. Mario Monti.
Ha elencato i grandi cambiamenti in corso nel mondo occidentale: cambiamenti demografici, del mercato del lavoro e dei mercati finanziari, intesi come complessità dei prodotti finanziari: “Questi cambiamenti spostano i rischi sul singolo individuo”.
Poi ha continuato ponendo l’attenzione sui cambiamenti nel settore dei prestiti, ovvero del grande aumento dell’indebitamento (mutui, finanziamenti personali, carte di credito e revolving) e di come il singolo individuo sia diventato decisore di quanto indebitarsi: “per chi non conosce il calcolo del tasso d’interesse composto non è facile comprendere quando il debito diventa troppo alto e se si sta correndo il rischio di bancarotta”.
“La pianificazione finanziaria diventa pertanto necessaria e fondamentale per la stabilità economica del singolo individuo come pure delle famiglie”.
Poi ha presentato i dati di un test sull’alfabetizzazione finanziaria effettuato negli USA da cui emerge che, la maggior parte delle famiglie non ha dimestichezza con il calcolo finanziario, l’inflazione (che pesa molto sul risparmio accumulato negli anni) e la diversificazione del rischio.
Adottato anche in Italia, questo test (Banca d’Italia ha fatto un’indagine negli scorsi anni) ci dice che nel Belpaese l’alfabetizzazione finanziaria è bassa.
Inoltre ha dimostrato come l’ignoranza finanziaria ha conseguenze negative sull’economia di un paese, generando per i propri cittadini, alto indebitamento e inadeguatezza dell’allocazione dei propri risparmi.
“E’ una tassa sui poveri: chi sa meno utilizza meno gli strumenti finanziari e li paga di più. Gli anziani per esempio sono persone più soggette a truffe e raggiri”.
Infine, ha evidenziato la possibile soluzione per rimediare a questo problema:
“sviluppo dell’educazione finanziaria a partire dalla scuola, proseguendo sul posto di lavoro e in generale per tutti gli adulti, siccome ad ogni età c’è la necessita di prendere decisioni finanziarie”.
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Alessandro Gaetani

