I tre giorni di collocamento del Btp Italia, si sono chiusi con una raccolta complessiva superiore ai 22 miliardi.

In circa 400mila risparmiatori ne hanno sottoscritti 14 miliardi nei primi due giorni di raccolta a loro dedicati. I restanti sono stati sottoscritti, nell’ultimo giorno, dagli Enti istituzionali.

Ricordo che il Btp Italia è un titolo di stato indicizzato all’inflazione italiana (Indice FOI, senza tabacchi – Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi), dedicato al finanziamento degli interventi relativi all’emergenza Covid-19, con durata 5 anni (data di godimento 26 maggio 2020 e data di scadenza 26 maggio 2025) e un tasso annuo definitivo al 1,40% pagato in due cedole semestrali.

Ma in piena emergenza Coronavirus ci sono anche due ulteriori dati che dimostrano ancora una volta che agli italiani piace essere “cash” e prudenti e rinunciare ad asset class più rischiose.
Certamente in questo periodo sono scelte di breve termine e attendiste dovute alla paura e all’incertezza generate dalla pandemia.

Più soldi sul conto corrente

Nel mese di marzo – rilevazione di Deposit Solutions che gestisce la prima piattaforma di Open Banking per i depositi a risparmio, su dati Bce – gli italiani hanno depositato sul conto corrente 16,8 miliardi di euro. Più che triplicati rispetto al marzo 2019.

Più sottoscrizioni di fondi monetari

Nel primo trimestre 2020 Assogestioni dichiara che, tra i fondi aperti, le preferenze dei sottoscrittori italiani si sono indirizzate verso i prodotti monetari (+8,2 miliardi).

Alessandro Gaetani

Fonti:
Comunicato stampa MEF, Assogestioni, Deposit Solutions
Immagine MEF

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