Diverse ricerche evidenziano come in Italia circa il 70% degli assicurati manifesta scetticismo nei confronti delle Compagnie assicurative, ma poi circa il 60% di loro condivide il principio che la vita sia più tranquilla con una buona assicurazione.
La discesa della fiducia nei confronti degli assicuratori è sicuramente legata al carattere intrinseco dell’attività che semplicemente si basa su una promessa di denaro o servizio, che sarà mantenuta solo se si verifica un determinato rischio, a fronte del pagamento “certo” del premio assicurativo da parte dell’assicurato.
In più le assicurazioni soffrono, in termini di calo di fiducia, per gli effetti negativi di contagio per i comportamenti distorti, magari di pochi, nella fase di realizzazione della promessa fatta.
In più si aggiunge l’annosa questione tariffaria (l’aumento dei premi RCAuto) che molte volte distoglie l’attenzione dall’importante piano di confronto tra l’assicuratore e l’assicurato legato al “momento della verità” della gestione di un sinistro e/o della fase di erogazione del servizio.
Quindi quello che chiedono gli assicurati, leggendo i questionari compilati presso le Associazioni di consumatori, è che gli assicuratori ci siano quando serve (sinistri gravi, semplicità di linguaggio, etc.) e tutto ciò sembrerebbe non impossibile dato che alcune Compagnie hanno preparato vere e proprie “carte d’impegno” dove, per esempio, la Compagnia si obbliga a pagare per eventuali ritardi o imperfezioni nelle procedure interne di lavorazione delle pratiche di sinistro e/o liquidazioni.
Alessandro Gaetani
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