
Il Bitcoin è ormai sulla bocca di tutti. E’ una moneta digitale e decentralizzata. Il funzionamento si basa su un software che fornisce a ogni utente un portafogli virtuale col quale effettuare le transazioni.
La volatilità del Bitcoin è estremamente elevata (c’è chi sostiene che sia 18 volte più alta di quella del dollaro). Bolle e crisi si susseguono fin dalla sua creazione (ormai si mettono in evidenza anche ai Notiziari della sera in Tv)
C’è un numero crescente di aziende e privati che accettano pagamenti in Bitcoin. Finora nessuno dei grandi Stati lo ha regolamentato, ma nessuno lo ha dichiarato illegale.
Al momento l’acquisto di cripto-attività non è soggetto alle norme in materia di trasparenza dei prodotti bancari e servizi di investimento ed è quindi sprovvisto di specifiche forme di tutela e supervisione da parte delle Autorità di Vigilanza.
Consob e Banca d’Italia richiamano l’attenzione dei risparmiatori sugli elevati rischi connessi con l’operatività in cripto-attività (cryptoasset) che possono comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate.
Lo fanno attraverso la pubblicazione di un Comunicato Stampa congiunto con il quale mettono in guardia contro i rischi insiti nelle cripto-attività, segnalando che è anche “terra di conquista” di operatori abusivi, non autorizzati, non regolati.
In chiusura segnalano comunque che è in corso l’iter di approvazione della proposta di regolamentazione avanzata dalla Commissione Europea al fine di definire un quadro giuridico per tali strumenti (emissione, l’offerta al pubblico, la prestazione dei servizi e il contrasto agli abusi di mercato in relazione alle diverse tipologie di cripto-attività).
Ma chi ha inventato il Bitcoin?
Nessuno sa se è un uomo o una donna o più probabile un gruppo di persone. Si conosce solo lo pseudonimo dell’inventore del Bitcoin nel 2009, SATOSHI NAKAMOTO.
Alessandro Gaetani