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Le banche locali e la soft information

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Insegna Banca

La funzione base di una banca tradizionale è fare intermediazione
finanziaria (raccolta del risparmio e destinazione di quest’ultimo alle imprese e privati). Il guadagno deriva dal margine sull’interesse (per esempio se remunero al 2% il denaro delle famiglie, chiedo alle imprese il 5%).

Se però la banca è locale si aggiunge il legame con il territorio che genera una funzione-obiettivo che considera esplicitamente i benefici per le diverse categorie di stakeholder (soci, clienti e comunità locale).

Le banche locali, rispetto alle altre banche, si caratterizzano per processi di erogazione del credito maggiormente basati sulla conoscenza diretta della clientela e sull’informazione non strutturata, la cd. soft information, e pertanto più flessibili.

I vantaggi e gli svantaggi derivanti da un utilizzo intenso della
soft information nelle decisioni creditizie sono stati ampiamente studiati dalla produzione letteraria sul relationship lending.

Infatti, i medesimi fattori tipici delle banche locali le espongono a rischi di “cattura” da parte della comunità locale, alle ripercussioni negative (sulla qualità del credito, sugli equilibri di bilancio) di una scarsa diversificazione del portafoglio, alle difficoltà di valutare il merito di credito della clientela quando questa opera in ambiti meno tradizionali per tali banche.

Ecco perchè anche nel nuovo anno appena iniziato si parlerà
di richiesta da parte della Bce di processi di aggregazione,
di bilanci preoccupanti, ecc.

et qui vivunt, videbis.

Alessandro Gaetani


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Istat: sul sistema produttivo italiano

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E’ stato recentemente pubblicato, da parte dell’Istat, il Rapporto sulla competitività dei settori produttivi italiani.

Il Rapporto, giunto alla sua quinta edizione, presenta annualmente approfondimenti informativi e analitici finalizzati alla valutazione delle dinamiche strutturali e congiunturali del sistema produttivo italiano.

L’edizione 2017 del Rapporto si articola in tre parti.
La prima è dedicata all’analisi delle dinamiche macroeconomiche e della competitività del sistema produttivo italiano a confronto con quelle delle principali economie europee.
La seconda è finalizzata al monitoraggio delle tendenze recenti dei settori economici, lette sia attraverso l’utilizzo di consolidati indicatori sintetici di competitività, sia tramite il ricorso a indagini statistiche ad hoc sulla percezione imprenditoriale circa aspetti rilevanti della performance congiunturale delle imprese, i loro orientamenti strategici e le loro prospettive nel breve termine.
La terza parte, infine, adotta una linea di analisi a livello d’impresa per approfondire le fondamenta microeconomiche delle dinamiche rilevate nelle prime due sezioni, concentrandosi su temi di rilievo per la valutazione della capacità competitiva e del potenziale di crescita dell’apparato produttivo italiano.

Il fascicolo, circa ottanta pagine piene di dati aggiornati alla fine del 2016 su manifattura, servizi, etc., riporta ombre (ad esempio per la crescita del Pil, dopo la Grecia, siamo i peggiori in Europa), ma anche qualche luce (una su tutte, nel 2015 e nel 2016 abbiamo migliorato la nostra posizione sull’export mondiale), derivante dalle circa 216mila imprese internazionalizzate e dunque capaci di agganciarsi alla domanda estera.

Ne consiglio la lettura per conoscere l’andamento dell’economia italiana.

Il documento è scaricabile gratuitamente al sito Istat.

Alessandro Gaetani

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Messaggio: sei stato licenziato

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WhatsApp

Il termine SMS (Short Message Service, in italiano servizio messaggi brevi) indica un servizio di telefonia mobile per inviare brevi messaggi di testo da un cellulare a un altro, ed è per estensione comunemente usato in italiano per indicare ogni singolo messaggio inviato con tale servizio.
Negli ultimi anni, hanno perso il loro appeal, in favore dei servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp, utili per inviare testo, foto, video, etc.

WhatsApp è al secondo posto tra i marchi più influenti in Italia. The most Influential Brands 2017 – Indagine Ipsos

Il licenziamento, nel diritto del lavoro italiano è l’atto con il quale il datore di lavoro recede unilateralmente, e per iscritto, dal contratto di lavoro con un suo lavoratore dipendente. In questo caso si parla di licenziamento individuale perché riguarda un singolo lavoratore dipendente, mentre in caso di licenziamento di più lavoratori si parla invece di licenziamento collettivo.

E’ recente la notizia, balzata agli onori della cronaca italica sui diversi media, del licenziamento “intimato su Whatsapp” ritenuto corretto dal Tribunale di Catania (ordinanza 27/06/2017). Infatti, il giudice Mario Fiorentino ha ritenuto appunto che il licenziamento appaia “assolvere l’onere della forma scritta, trattandosi di un documento informatico”, con tanto di prova di avvenuta ricezione.

Ma c’è un precedente anche fuori dai confini nazionali. Infatti nel mese di maggio del 2003 a Manchester (United Kingdom) è bastato un sms per un licenziamento di gruppo. BBC – Licenziamento tramite sms. Infatti, migliaia di impiegati (circa 2500) hanno subito un licenziamento improvviso mediante sms e casella vocale.

Si trattava della Compagnia di assicurazioni Accident Group. Il messaggio in casella vocale recitava: “Tutto il personale da mantenere in organico sarà contattato entro oggi. Chi non sarà chiamato deve considerarsi in soprannumero e quindi licenziato con effetto immediato. Sfortunatamente non ci sono proprio i fondi per pagare gli stipendi di maggio”.

Quindi, da adesso in poi, il consiglio per i lavoratori, è quello di controllare il proprio smartphone, concentrandosi soprattutto sul contenuto dei messaggi ricevuti, e di seguire gli sviluppi futuri in materia di licenziamenti “innovativi”.

Alessandro Gaetani

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Corte dei conti: il welfare va riorganizzato

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La lista della spesa: La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare

Welfare
Welfare

In ogni ordinamento democratico è previsto che la gestione delle risorse pubbliche sia sottoposta ad una verifica il cui scopo è quello di “perseguire l’utilizzo appropriato ed efficace dei fondi pubblici, la ricerca di una gestione finanziaria rigorosa, la regolarità dell’azione amministrativa e l’informazione dei poteri pubblici e della popolazione tramite la pubblicazione di relazioni obiettive”.

Nell’ordinamento italiano detto compito fondamentale è attribuito alla Corte dei conti, istituita con la legge 14 agosto 1862, n. 800 (la Corte dei conti del Regno d’Italia).

La Corte è inserita sia tra gli organi di garanzia della legalità e del buon andamento dell’azione amministrativa e di tutela degli equilibri di finanza pubblica (art. 100, secondo comma) sia tra gli organi giurisdizionali (art. 103, terzo comma).

Economia del Welfare

Diventa centrale quindi il suo ruolo di garanzia della corretta gestione delle pubbliche risorse, e nell’esercizio delle funzioni di controllo, è organo neutrale, autonomo ed indipendente sia rispetto al Governo che al Parlamento, e, nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, fa parte a tutti gli effetti dell’ordine giudiziario.
Lo scorso 11 giugno è stato presentato a Roma, il Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica, con il quale la Corte dei Conti rende al Parlamento e al Governo la propria valutazione degli strumenti previsti per la gestione della finanza pubblica.

Questo è il monito al Governo italiano che si legge nel Rapporto “un duraturo controllo sulle dinamiche di spesa può ormai difficilmente prescindere da una riscrittura del patto sociale che lega i cittadini all’azione di governo e che abbia al proprio centro una riorganizzazione dei servizi di welfare” e ancora “le condizioni di sostenibilità della finanza pubblica richiedono uno scenario macroeconomico ambizioso, non conseguibile in assenza di interventi profondi capaci di rialzare le dinamiche della produttività totale dei fattori”.

per far la spesa

Insomma per la Corte dei Conti è necessario programmare riforme strutturali. In merito a famiglie e imprese la Corte dice che “è prioritaria la necessità di restituire loro capacità di spesa”.

Alessandro Gaetani

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