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Il “pieno” in contanti

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Distributore
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I numeri ci dicono che gli italiani sono innamorati del contante.

Visto che solo sulla rete carburanti, annualmente, viene utilizzato il 6% di tutti i contanti spesi in Italia, l’Associazione bancaria italiana e l’Unione petrolifera hanno lanciato una campagna informativa sulla promozione del pagamento elettronico sulla rete distributiva carburanti.

Le due Associazioni condividono infatti l’obiettivo di ridurre l’utilizzo del contante, consapevoli che gli acquisti con carte riducono i fenomeni di illegalità, rapine e furti e garantiscono ai clienti pagamenti sicuri, veloci e tracciati.

Le carte sono comode perché garantiscono il pagamento agli esercenti e consentono un agevole monitoraggio delle entrate e una rendicontazione rapida, un risparmio di tempo nelle operazioni, un maggior controllo delle spese e infine una minore esposizione a furti e rapine.

La campagna, si legge nel comunicato stampa congiunto, è stata realizzata attraverso due infografiche, la prima che illustra i vantaggi del pagamento elettronico per i clienti che si riforniscono di carburanti, e la seconda realizzata in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei gestori, rivolta agli esercenti/gestori.

Alessandro Gaetani

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Intervista al Salvadanaio

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Economiafamiliare: ciao Salvadanaio, perché piangi?

Salvadanaio: perché sono triste.

 

Economiafamiliare: perché sei triste Salvadanaio?

Salvadanaio: perché sono destinato a scomparire, io mi trovo così bene nelle case degli italiani, ho a che fare con i nonni, i bambini e tutti gli altri componenti della famiglia italiana.

Economiafamiliare: perché pensi questo?

Salvadanaio: perché se continuano a spingere sull’azzeramento dell’uso del contante, non ci saranno più resti ad alimentarmi, lo sai che nella maggior parte delle case mi riempiono di monete, e che quando vengo rotto per prelevarle mi sento rigenerato, perché so che rinascerò, magari in un’altra forma, ma resterò comunque in famiglia.
E poi vuoi mettere io sono sempre bello e cicciottello, quelle carte sono così magre!

Alessandro Gaetani

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Contanti o Carta?

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Carte e contanti
Sono sempre le stesse le motivazioni per le quali le transazioni in contanti subiscono, per legge, modifiche dei limiti di utilizzo: facilitare la tracciabilità dei movimenti finanziari per contrastare il riciclaggio di capitali di provenienza illecita, combattere l’evasione (def. Treccani: Comportamento illegittimo con cui il contribuente mira a contrastare il prelievo tributario) e l’elusione fiscale (def. Treccani: Comportamento del contribuente che, pur rispettoso della lettera della normativa tributaria, tende a evitare il pagamento dell’imposta con costruzioni negoziali il cui solo scopo è quello di sottrarsi all’obbligo fiscale).

I pagamenti elettronici. Dal baratto ai portafogli digitali

L’ultima Legge di Stabilità (perché negli anni vi sono state “salite e discese”), ha innalzato a 3.000 euro il limite per l’ammontare delle transazioni in contanti, nonché dei libretti di deposito bancari e postali al portatore.

Il limite è stato innalzato, dai 1.000 euro prima in vigore, poiché i dati in possesso del Governo Italiano, dicono che è cresciuta la percentuale di soggetti “unbanked” ossia estranei al circuito degli intermediari abilitati e che non hanno alcun’altra via per il soddisfacimento dei propri bisogni di consumo.
Nel caso in cui venisse violato il suddetto limite si applica, a chi lo accetta, una sanzione tra l’1% e il 40% delle somme trasferite.

La stessa Legge di Stabilità incentiva l’utilizzo del Pos (apposita apparecchiatura che, collegata al registratore di cassa, consente il pagamento per mezzo di carte di credito e bancomat presso gli esercizi commerciali).

Da diversi anni ormai si legifera sull’obbligo, per imprese e professionisti, di accettare anche pagamenti effettuati con carte di debito attraverso appunto l’istallazione del Pos.

La suddetta Legge ha previsto un decreto del ministro dello sviluppo per l’introduzione di sanzioni pecuniarie, ha esteso l’obbligo del Pos anche per accettare pagamenti con carte di credito e l’introduzione di una sorta di clausola di tutela dall’obbligo per i casi di “oggettiva impossibilità tecnica”.

Ad oggi, tale decreto non è stato ancora emanato.

Alessandro Gaetani

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Garantire la circolazione dei contanti in Italia

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Potrebbe essere una buona notizia per gli Italiani, di sicuro è così per i circa 15 milioni di persone senza un conto corrente e che usano soltanto il contante (Fonte Abi).

denaro contante
denaro contante

Si legge infatti sul Protocollo di intesa per la continuità operativa della distribuzione di banconote in euro: “Sussiste la necessità di assicurare in via continuativa la regolare distribuzione di banconote in euro al fine di garantire la fluidità delle transazioni economiche/commerciali e di tutelare la fiducia del pubblico nel segno monetario”.

Il protocollo, sottoscritto recentemente dalla Banca d’Italia, Poste Italiane, Abi e Ministero dell’Interno, istituisce il Comitato per la continuità operativa della distribuzione di banconote in euro (abbr. COBAN) avente le seguenti mansioni:

promuove lo scambio di conoscenze e la diffusione di una cultura della continuità operativa e della sicurezza per la distribuzione del contante fra gli operatori e le Autorità;

coinvolge gli altri attori del circuito del contante (ad esempio gli Istituti di vigilanza privata) per raccogliere e condividere nell’ambito del Comitato medesimo dati e informazioni utili alla continuità operativa della distribuzione di banconote in euro;

individua le procedure di emergenza che possono essere adottate per assicurare la continuità operativa della distribuzione di banconote in euro in caso di eventi critici; organizza e gestisce esercitazioni per verificare l’efficacia delle procedure di emergenza per la distribuzione di banconote in euro;

è sede di confronto periodico per l’analisi dell’evoluzione delle minacce alla continuità operativa delle banconote e lo studio dei metodi di prevenzione e di controllo dei rischi;

tiene conto degli orientamenti in materia di continuità operativa del contante maturati a livello di Eurosistema.

Vengono ritenuti critici gli eventi che compromettono la regolare distribuzione di banconote e di conseguenza la fluidità delle transazioni economiche/commerciali. A titolo esemplificativo e non esaustivo, si legge infine nel protocollo, possono essere di tipo:

naturale, quali calamità naturali, catastrofi, disastri ambientali o altri eventi che interessino territori circoscritti;

operativo, quali scioperi di lunga durata, blocco dei trasporti, attacchi criminali e terroristici, incidenti industriali, attacchi cibernetici;

settoriale, quali interruzioni anche temporanee dell’operatività di un Istituto di vigilanza privata originato da divieti imposti da un’autorità o per altre cause.

Dobbiamo aspettarci quindi cambiamenti, anche sulle limitazioni dell’uso del denaro in contanti? Staremo a vedere!

Alessandro Gaetani

Puoi approfondire sul futuro dei contanti, con i libri e gli ebook che segnalo di seguito:

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Contanti e pagamento premi assicurativi

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I limiti nell’utilizzo dei contanti, fissati dalla manovra Monti, per gli incassi di premi assicurativi si incrociano con il Regolamento n. 5 art. 47 dell’ISVAP (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo).

Alla luce di quanto sopra, per le polizze vita rimane il divieto d’incasso dei premi in contanti, per le polizze del ramo danni, l’incasso in contanti è possibile fino a 750 euro annui per ciascun contratto, mentre per le polizze RC Auto è previsto l’incasso del premio in contanti fino ai 1.000 euro fissati dalla manovra Monti.
Alessandro Gaetani

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